la Pallonata - Conte, lo Stadium ripulito e la sconfitta della piazza virtuale
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la Pallonata - Conte, lo Stadium ripulito e la sconfitta della piazza virtuale
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la Pallonata - Conte, lo Stadium ripulito e la sconfitta della piazza virtuale

Nessuna protesta contro ct e Federazione quando il tam tam sui social aveva soffiato venti di guerra: lezione per chi confonde il web con la realtà

Era già successo a quelli che #iostoconSeedorf. Maggio 2014, grande rullo di tamburi su internet, petizioni Facebook e Twitter ma alla manifestazione organizzata per portare il malumore in piazza presenze zero. Zero virgola zero. Qualcosa di simile a quanto accaduto a Torino nelle ore un po' caotiche che hanno preceduto il ritorno di Conte e della nazionale in casa-Juve. Niente fischi contro il ct, reo di essersene andato a luglio e di avere rinnegato le parole chiave della resistenza juventina. Nulla contro la Federcalcio che pure aveva scelto la strada della sfida, andando a coprire in casa altrui i simboli della lotta sugli scudetti di Calciopoli.

Piccolo riassunto delle puntate precedenti, per chi si fosse perso la mobilitazione del web contro l'uno (Conte) e l'altro (Tavecchio). Nulla di quanto soffiato sul fuoco della tastiera si è trasformato in manifestazione da stadio: Conte è stato applaudito come si deve a uno che ha vinto tre scudetti di fila con la ditta di casa, Tavecchio ha potuto incassare il dividendo di una scelta coraggiosa. Peccato solo per i circa 10mila posti rimasti invenduti anche se l'avversario si chiamava Inghilterra. Niente striscioni, niente '32', nulla di nulla

E quindi? Quindi niente. Semplicemente una lezione da mandare a memoria per il futuro e che deve interessare anche gli operatori dell'informazione. La piazza virtuale dei social è ancora distante anni luce da quella reale di uno stadio o di uno spazio fisico. Magari un giorno le due realtà combaceranno perfettamente, però oggi non è così e non basta mobilitare la prima per ottenere successo nella seconda. L'unica certezza è che oggi un buon hashtag virale ottiene il massimo della visibilità su giornali, tv e internet: meccanismo democratico e pericoloso allo stesso tempo. Succede che poi la piazza vera resti deserta e agli altri rimanga la sensazione sgradevole di aver raccontato una realtà virtuale e parallela.

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