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Pogba via: affare o resa (della Juve)?

Marotta lo vuole trattenere, Raiola lo porterà lontano da Torino: cosa fare con una maxi plusvalenza da 60 milioni di euro? - Pogba-choc: il Psg lo vuole

Nel 2014 Paul Pogba è eletto miglior giovane al mondiale in Brasile. – Credits: Afp

Il volo di Raiola a Dubai, l'incontro con Al Thani, l'intervista di El Khelaifi con riferimento diretto a un futuro di Pogba con la maglia del Psg: tasselli di un puzzle in via di composizione e che si potrebbe completare già in estate o, al più tardi, nel 2015 a meno che la Juventus non sia in grado di mettere sul tavolo una proposta (economica e tecnica) indecente, tale da soddisfare le esigenze del giovane talento francese che a soli vent'anni (non va dimenticato che è un classe 1993) si sta già affermando come una delle stelle del calcio mondiale.

Il punto di partenza è questo e serve per aprire la discussione su cosa convenga davvero fare per la Juventus: svenarsi per tenerlo, sapendo che ogni anno si troverà a fronteggiare nuove pretendenti e nuove richieste di aumento, o monetizzare subito e gettarsi sul mercato? Ecco una breve guida ai pro e contro della possibile cessione di Pogba con la conclusione che farlo partire potrebbe rivelarsi un sacrificio che apre la strada a un futuro ancora migliore. Anche se...

LA SITUAZIONE ATTUALE - Pogba è arrivato a Torino nell'agosto 2012, prelevato dal Manchester United praticamente a parametro zero dopo la rottura con Ferguson. Mino Raiola ha fatto da traghettatore e Marotta ha messo a segno un colpo epocale, avendo dovuto versare allo United un assegno di circa un milione di euro come indennizzo Fifa per la valorizzazione di un giocatore all'epoca poco più che maggiorenne. Pogba ha un contratto con la Juventus valido fino al 30 giugno 2016 e da circa un milione di euro netto a stagione, meno di peones bianconeri che hanno un peso nettamente inferiore al suo sul rendimento della squadra di Conte. La situazione non può durare oltre e i contatti tra Marotta e Raiola sono già stati avviati per l'adeguamento con prolungamento: 2 milioni di euro più bonus fino al 2018.

UNA PLUSVALENZA DA SOGNO - Quanto vale oggi Pogba sul mercato? Diciamo non meno di 50 milioni di euro e le sue quotazioni potrebbero anche essere più alte a luglio, alla fine del Mondiale brasiliano. La verità, però, è che per il Psg arrivare al simbolo della nuova Francia potrebbe non avere prezzo a livello di immagine. Qualunque assegno la Juventus riuscisse a far staccare agli acquirenti figurerebbe nel bilancio alla voce plusvalenze consentendo di raggiungere l'equilibrio che ancora manca (quello 2013 è stato chiuso a -15 milioni e il prossimo sarà ancora in rosso) e di dotarsi di un tesoro da spendere sul mercato. Un po' quello che è accaduto al Napoli con la cessione in due anni di Lavezzi e Cavani sempre al Psg.

CONTE COME BENITEZ: ECCO COME SPENDERE IL TESORETTO - In estate Conte si era detto 'invidioso' delle possibilità di mercato del Napoli post-Cavani. Vendere Pogba a giugno sarebbe un affare per la Juventus perché lo metterebbe nelle stesse condizioni. Per capire cosa succede in un bilancio quando si verifica una plusvalenza come questa, basta leggere i numeri del Napoli che ha chiuso in attivo il 2012-2013 (+8 milioni) usando i soldi di Lavezzi e lo farà anche tra un anno grazie a Cavani e pur avendo investito sul mercato quasi 90 milioni di euro. Per intenderci, con 50 milioni di plusvalenza si comprano un paio di top player da 40 milioni visto che il loro costo va poi spalmato in 4-5 anni di ingaggio e ammortamento.

CHI AL POSTO DI POGBA? - Il problema è che sostituire Pogba, soprattutto in prospettiva, potrebbe risultare difficile se non impossibile. Esiste al mondo un ventenne più forte di lui? Un giocatore con i suoi margini di miglioramento e con il suo rendimento attuale? La risposta è no. Infatti intorno al francese si scatenerà una vera e propria asta e il prezzo del suo cartellino è destinato a crescere ancora. Quindi Marotta avrebbe in mano un assegno pesantissimo, ma anche la certezza di aver indebolito la Juventus adesso e in prospettiva. Dal punto di vista squisitamente tecnico la sua cessione sarebbe un autogol e la certificazione della debolezza del nostro calcio anche se il club è l'unico dotato di strutture al livello con il resto d'Europa. Brutto segnale, anche nei confronti degli altri giocatori top della rosa di Conte.

L'IPOTESI VERRATTI - Certo, se proprio Raiola facesse capire che è arrivato il momento di spostare Pogba da Torino, si potrebbe provare a mettere in piedi uno scambio con soldi (tanti) e magari un giocatore tra i campioni che a Parigi faticano a trovare spazio con continuità. Ne vengono in mente tre: Pastore, Lavezzi (sarebbe l'esterno perfetto per Conte) o Verratti, che risolverebbe alla Juventus il problema del futuro dopo Pirlo. A proposito: la Juve è al centro di un vero e proprio attacco di mercato al cuore del proprio giocattolo: Vidal blindato, Pirlo che ascolta le sirene di mezza Europa, Pogba nel mirino delle big e Marchisio, reduce dai mesi più difficili della sua carriera, che potrebbe essere il prescelto per la partenza. 

IL RUOLO DI CONTE - A conti fatti cedere Pogba sarebbe un affare e (magari) anche un momento di crescita per il club. Farlo adesso, però, rischierebbe di rompere delicati equilibri e darebbe la sensazione di un forte ridimensionamento del progetto. Come reagirebbe, ad esempio, Antonio Conte sul cui futuro al momento non esistono certezze? La prenderebbe con filosofia, attrezzandosi a spendere sul mercato il tesoretto, o la considererebbe la conferma che è arrivato il momento di fare un salto di qualità? Conte è anche uno dei tasselli su cui poggia il tentativo della Juventus di blindare Pogba almeno per un paio di anni: il francese si trova benissimo con il tecnico e lo considera fondamentale nel processo di maturazione. Basterà tenere uno per avere anche l'altro?

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