Pellegrini svuotata, attaccarla è un errore

Polemiche sulla preparazione. Vismara (Eurosport): "Stupidate! Gli atleti le approvano"

La delusione di Federica Pellegrini dopo il quinto posto nella finale dei 200 stile libero (Credits: LaPresse)

Teobaldo Semoli

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Partiamo dalla fine. Dal volto di Federica Pellegrini dopo il quinto posto nei 200 stile libero. I suoi occhi sono persi, l’espressione “svuotata” dalla fatica fisica e mentale. Tutti segnali che abbiamo (purtroppo) imparato a conoscere bene in questi giorni di gare olimpiche.Mentre l'americana Schmitt (che si allena con Phelps) si prende la medaglia d'oro con il secondo tempo di sempre, l’espressione di Federica è il volto del nuoto italiano che delude ai Giochi 2012.

Ieri è’ successo un po’ di tutto dentro e fuori dalla vasca dell’Aquatics Center di Londra. Prima il crollo degli uomini, con i nostri “bad boys” (come loro stessi amano chiamarsi) Luca Dotto e Filippo Magnini eliminati addirittura nelle batterie dei 100. Filippo, campione europeo in carica, esce dalla vasca e si sfoga con le televisioni: “Nessuno di noi è in forma, abbiamo sbagliato la preparazione”.

Il problema è che l’allenatore di Dotto e Magnini, Claudio Rossetto, è lo stesso della Pellegrini, su cui erano poggiate gran parte delle speranze di medaglia delle spedizione italiana. “A volte Filippo parla  un po’ troppo” risponde il coach degli azzurri. La difesa  dell’allenatore è che di più, in questo momento, proprio non si poteva  fare. "Bisognava rischiare qualcosa" aggiunge Rossetto. Che cosa. per  ora, non è dato sapere. La verità è che il quinto posto della Pellegrini è solo la punta dell’iceberg. Dopo la staffetta di oggi Federica si fermerà per un anno, per ricaricare le pile in vista di Brasile 2016. Il nuoto italiano, invece, deve ripartire subito.

Lorenzo Vismara (commentatore per Eurosport) in vasca alle Olimpiadi tu ci sei stato. Un giudizio sul volto di Federica Pellegrini a fine gara?

“Ovviamente andando a fare le Olimpiadi con l’ambizione di almeno due medaglie l’espressione non poteva che essere quella. Un po’ persa nel vuoto”.

Andando a ritroso. Cosa si può dire della finale dei 200 in cui Federica difendeva l’oro di Pechino?

“Tempi alti e in linea con gli standard di una Federica “in forma”. Le avversarie non hanno fatto tempi straordinari, eccetto forse la Schmitt. Per questo motivo rimane l’amaro in bocca”.

Il suo allenatore credeva nella medaglia ma quando hanno riportato le sue parole alla Pellegrini lei ha fatto un faccia stupita… Lei stessa forse non credeva di poter vincere?

“Un atleta più o meno sa sempre quanto può nuotare. Perché si fanno dei test, si fanno delle simulazioni. Poi si analizzano i “passi gara” di avvicinamento  all’evento, in questo caso l’Olimpiade. I casi sono due: o il tecnico ha voluto, e forse dovuto, “sparare” al massimo la preparazione; oppure proprio non ci ha azzeccato”.

Difficile andare in vasca quando sai di non essere al massimo?

“La differenza tra l’atleta normale e il campione è proprio questa. Il campione è in grado di tirar fuori la prestazione anche quando in quel momento non ce l’ha. Ieri purtroppo a Federica questo colpo non è riuscito".

E’ stata sbagliata la preparazione?

“Fino a pochi giorni fa non era questo il problema di Federica Pellegrini. Bisogna rivalutare le cose a freddo. Certo è che cambiare quattro allenatori in così poco tempo è un assoluto azzardo. Ci sono dei tempi e  dei progetti. Un “programma olimpico”, come viene chiamata la  preparazione in vista di una Olimpiade, dura almeno due anni. Meglio tre, ancora meglio quattro. Il tecnico ha bisogno di imparare a conoscere i punti di forza ma anche i punti deboli del suo atleta. Per applicare la teoria con dei campioni ci vuole tempo. I francesi ad  esempio, che stanno ottenendo ottimi risultati, hanno fatto un progetto  di quattro anni con lo stesso allenatore. Purtroppo Federica ha subito tanto la morte del suo coach storico Alberto Castagnetti. Da lì forse è cominciata la continua ricerca di un sostituto che non potrà mai  esserci…”.

Le polemiche sulla preparazione sono esplose dopo il flop dei velocisti, Dotto e Magnini, che hanno lo stesso allenatore (Claudio Rossetto) della Pellegrini. Tutta colpa sua?

“Quando si sbaglia in maniera così globale l’allenatore non può essere protetto dalle critiche e deve pagare dazio. Io come atleta però mi sono sempre preso le mie responsabilità. Sono io che nuoto, sono io che vinco e che perdo. L’allenatore deve essere di supporto. Dal punto di vista tecnico posso dire che forse in Italia si da molta importanza alla preparazione fisica e si studia poco la tecnica. Quello che vorrei sapere però da Rossetto, che dice di aver dovuto rischiare, è dove e in che cosa ha dovuto rischiare”.

Magnini uscito dalla vasca ha detto: “E’ stata sbagliata la preparazione, bisogna cambiare qualcosa…”. Cosa ne pensi?

“Non è il momento di fare polemica. E’ giusto che di queste cose parlino gli altri ma forse chi è dentro l’ambiente dovrebbe stare un po’ più zitto. Quello di Magnini mi sembra un discorso un po’ preparato, che probabilmente aveva già in mente prima di entrare in vasca. Io avrei pensato ai miei possibili errori. Ce ne sono di cose da vedere prima di parlare di preparazione. A meno che non sia una cosa che pensi già da un pò”.

Magnini ha detto anche che nuotava male già da gennaio…

“Non mi sembra. Se non altro perché ha vinto l’Europeo di un mese fa. E poi parliamoci chiaro, questi ragazzi sono campioni milionari che sanno benissimo cosa stanno facendo e come si stanno allenando. Gli atleti a questo livello comunicano con i preparatori e decidono insieme i programmi. Ieri infatti Filippo nel suo “sproloquio” ha anche detto che ognuno deve prendersi le sue responsabilità. Forse ha accettato un programma di allenamento pur non condividendolo appieno…”.

Ora tutti si scaglieranno sulla Pellegrini e il suo stile di vita…

“Federica è una grande professionista. Poi può stare simpatica o meno ma da quello che ne so io non ha modificato niente dei suoi programmi di allenamento per fare riprese, interviste o pubblicità. Poi ovviamente queste cose di energie ne assorbono. Solo lei può sapere quanto ti costa lavorare con le telecamere un sabato invece magari di riposare. Però io che vivo l’ambiente dal di dentro posso dire che la Pellegrini ha fatto tutto quello che doveva fare”.

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