Pavia apre l'Accademia del calcio. Per allenatori cinesi
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Pavia apre l'Accademia del calcio. Per allenatori cinesi
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Pavia apre l'Accademia del calcio. Per allenatori cinesi

Accordo tra il club della città e l'Università. “Una grande opportunità per tutti”, spiega il rettore Fabio Rugge

Pavia non è mai stata così vicina alla Cina. Dopo l'acquisto della squadra di calcio della città da parte dell'imprenditore cinese Xiadong Zhu, storia del luglio dello scorso anno, è scattata la fase due: la nascita di un'accademia del pallone destinata a formare allenatori cinesi. Il progetto ha preso forma grazie alla stretta collaborazione tra il club lombardo e l'Università di Pavia, che metterà a disposizione le proprie aule per le lezioni e terrà i contatti con l'Associazione italiana allenatori, responsabile dell'organizzazione dei corsi. “L'iniziativa garantirà benefici per tutti. Anche per gli studenti dell'ateneo”. Parola del rettore Fabio Rugge, che spiega a panorama.it le ragioni di quella che definisce una “grande opportunità”.

“Perché abbiamo deciso di aderire alla proposta del Pavia? Il calcio è un mondo che coinvolge l'economia, il costume e l'immaginario delle società contemporanee ed è giusto che un'università come la nostra, che ha le competenze per esplorare questo mondo e trasmettere ciò che serve per operare con successo in questo ambito, se ne occupi”.

Quali gli obiettivi a breve e lungo termine?
“Per il momento, prenderà forma nel concreto con la formazione di allenatori cinesi. L'Accademia del calcio ne coinvolgerà una quarantina e partirà subito. Ma la nostra idea per il prossimo futuro è creare due master, in discipline sportive e diritto dello sport. Ne stiamo disegnando i percorsi formativi. Con il nostro ritmo e quello dei cinesi, con i quali siamo in perfetta sintonia, contiamo di renderli operativi già dal prossimo anno accademico. Tutto questo fa parte di quella che noi definiamo la terza missione dell'università: ovvero, trasmettere alle strutture vitali della società le competenze che noi possediamo”.

Il pallone per i cinesi, il master per tutti?
“Certo che sì. I cinesi ci hanno garantito che i master avranno un'affluenza significativa e questo li rende evidentemente interessanti per noi anche sotto il profilo economico”.

Lezioni sul calcio in cambio di finanziamenti per la cultura. A Pavia, la necessità ha stimolato l'ingegno.
“In un certo senso, sì. L'università talvolta disdegna di approfondire alcuni aspetti della vita della società che sono invece di estremo interesse. Il calcio muove tantissimi interessi, giusto che l'università li analizzi con gli strumenti a sua disposizione per produrre contenuti utili alla sua interpretazione”.

Quali sono i numeri del progetto? Qual è la cifra che il Pavia calcio riconoscerà all'Università per l'organizzazione dei master?
“Siamo ancora in una fase istruttoria e non abbiamo ancora quantificato l'entità dell'investimento. Ne sapremo di più quando i corsi saranno strutturati in modo definitivo”.

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