La prima partita da vincere
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La prima partita da vincere
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La prima partita da vincere

A qualsiasi livello, tutto dipende dal fare gruppo: riuscirci è il primo obiettivo da raggiungere. Ed è anche il più difficile

C’è chi usa immagini simboliche, chi preferisce far ricorso a citazioni illustri, chi si affida al potere seduttivo dei video (magari tratti da film di culto, ormai patrimonio dell’immaginario collettivo). Tutto per modellare un’identità, stimolando la mente e il cuore di persone (atleti, nel nostro caso) messe insieme per costruire e cementare il famoso "gruppo": realtà unica, in cui la causa comune prevale sempre sull’immediato interesse individuale. Quello per cui, alla fine di una stagione, si raggiungono o meno gli obiettivi prefissati.

Si è sempre parlato molto dell’importanza del gruppo e della differenza che si percepisce quando lo si ritrova in campo. In effetti la ricetta appare semplice nei suoi ingredienti principali: far capire a ciascuno che da soli si è tutti un po’ meno forti, ma insieme il risultato finale è ben più grande della somma delle semplici forze individuali; comprendere che questa granitica unione produce benefìci per tutti. Semplice, vero? Sbagliato! Perché in realtà è questa l’operazione decisiva, ma anche quella più complessa da realizzare. Perché la natura umana è capace di esprimere grande volontà e di sprigionare incredibile energia, ma è anche soggetta a profonde e numerose fragilità. Fragilità che possono minare tutto l’impegno e il lavoro portato avanti da un intero staff affinché 30 uomini, 30 individualità, diventino un monoblocco capace di affrontare e superare qualsiasi avversità.

Risultato difficilissimo da ottenere, dicevo, ma che una volta raggiunto può scardinare le porte dell’impossibile e farlo diventare realtà: lo dico per esperienza personale! È per questo che dopo sette anni alla guida della Virtus Lanciano posso affermare che il compito più gravoso, da cui però derivano il merito più grande e la soddisfazione più profonda come Società, sia quello di saper scegliere (commettendo ovviamente anche qualche errore) gli uomini giusti in tutti i settori, a cominciare proprio dagli atleti: uomini che hanno saputo realizzare l’impresa di diventare una vera "squadra", termine che per definizione sta a indicare un gruppo di persone con compiti e ruoli precisi in vista del raggiungimento di un unico obiettivo comune.

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