Olimpiadi, basket: le squadre a caccia del secondo posto (dietro Team Usa)
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Olimpiadi, basket: le squadre a caccia del secondo posto (dietro Team Usa)
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Olimpiadi, basket: le squadre a caccia del secondo posto (dietro Team Usa)

Al via il torneo olimpico di pallacanestro con 11 nazioni per l'argento, dietro agli USA. Ecco quali sono le loro chance di medaglia

'Chi vincerà l’argento del basket maschile a Rio 2016?'. Di fatto è questa l’unica domanda che possiamo farci sul torneo olimpico di pallacanestro – inizio sabato 6 alle 19.15 (ora italiana) con Australia-Francia; finale il 21 agosto all’Arena Carioca di Rio de Janeiro – che nonostante veda ai nastri di partenza una delle nazionali americane più ‘rimaneggiate’ di sempre, con tanti big rimasti a casa per infortuni o per scelta, inizia già con la certezza (quasi matematica) che sul gradino più alto del podio ci saranno i ragazzi di Team Usa.

Resta però l’interesse nel vedere la corsa a una medaglia di squadre e giocatori che, tolti i soliti noti, potrebbero diventare vero e proprio fenomeno culto.

In un altro senso, meglio sapere cosa aspettarsi da partite con protagoniste Venezuela, Nigeria, Cina e le altre outsider. Per questo abbiamo provato a mettere la mani avanti con una breve analisi delle ‘altre’ 11 squadre; quelle a Rio per un piazzamento dal secondo posto in giù.

Venezuela

La squadra venezuelana festeggia la vittoria ai campionati Panamericani. Getty Images

Il Venezuela è stato la sorpresa dei campionati americani 2015 - ai mondiali del 2006 i venezuelani era arrivato 23esimo su 24 squadre.. –, vinti in finale contro l’Argentina dopo che i venezualani avevano perso nelle fasi di qualificazione contro Messico, Argentina e Canada (di 20 punti!) e vinto in semifinale contro i canadesi con un buzzer beater allo scadere. Insomma il Venezuela, per la prima volta alle Olimpiadi dal 1992, è abituato a smentire i pronostici e potrebbe farci divertire, anche se si presenta a Rio senza Greivis Vasquez dovendo affrontare il girone A con Stati Uniti, Francia e Serbia. 

Cina

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La squadra cinese di Rio 2016 non è certo la formazione più competitiva nella storia della nazione, che vanta un ottavo posto come miglior risultato alle Olimpiadi. Nonostante questo i ragazzi di coach Gong Luming hanno fatto il loro dovere ai campionati d’Asia battendo l’Iran e le emergenti Filippine, dove l’Nba sta investendo risorse (soldi e invianti) per la crescita della pallacanestro. Finita nel girone A, come il Venezuale, i cinesi si giocheranno con l’Australia il passaggio del turno.

Brasile

Leandro Barbosa sarà uno dei leader del Brasile in campo a Rio. Getty Images

Senza i veterani (e punti di riferimento) Varejao e Nene il Brasile si presenta all’Olimpiade di casa nel peggior momento della sua storia recente nella quale ha conquistato un quinto posto a Londra 2012 e un sesto ai Mondiali 2014. Nonostante questo i brasiliani possono contare su giovani prospetti come Raul Neto e Cristiano Felicio, quest’ultimo fresca scommessa dei Chicago Bulls. Il problema più grosso è sicuramente in attacco dove l’inossidabile Leandro Barbosa dovrà sobbarcarsi il ruolo di leader.

Nigeria

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Al contrario del Brasile, la Nigeria porta a Rio la nazionale più forte a disposizione da diversi anni a questa parte, nonostante le rinunce dell’ultime momento di Farouw Aminu e Festus Ezeli. Sfortunatamente gli africani sono incappati nel girone B dove dovranno vedersela con le più forti nazionali europee oltre che con l’Argentina. Probabile che le loro chance di approdare ai quarti passino dalle sfide con Brasile, Lituania e Croazia.

Croazia

L'ala croata Dario Saric in azione durante il Preolimpico di Torino. Getty Images

Vedere la Croazia sul campo a 5 cerchi dell'Arena Carioca fa sanguinare l’intera Italia del basket che aveva creduto nella qualificazione degli azzurri, sconfitti dalla squadra di Petrovic nella finale del Preolimpico di Torino. Rimpianti a parte, i croati possono essere la mina vagante di una competizione nella quale non hanno (per davvero) nulla da perdere. Ci saranno gli Nba Hezonja, Bogdanovic e Saric, che ci ha fatto malissimo al Palalpitour..

Argentina

L'argentino Manu Ginobili. Getty Images

L’Argentina è più o meno la stessa squadra da 10 anni a questa parte. Di estati però ne sono passate tante e le gambe di Ginobili, Scola, Nocioni e Delfino non sono quelle dei giorni migliori. Per questo la ‘generazione dorata’ si presenta alle Olimpiadi, per la prima volta, con poche o nessuna aspettativa. La sconfitta 111-74 contro gli Usa nell’amichevole dello scorso 23 luglio non dice tutto ma dice abbastanza sul valore attuale della squadra.

Serbia

Il talentuoso playmaker serbo Milos Teodosic. Getty Images

Come la Croazia, anche la Serbia arriva a Rio con una wildcard conquistata al Preolimpico giocato in casa. A differenza dei croati però i serbi hanno dominato la competizione ma soprattutto sono la nazionale medaglia d’argento dell’ultimo mondiale (2014), quarta nell’Europeo dello scorso anno. La squadra non vanta molti giocatori Nba (in pratica solo Nikola Jokic) e potrebbe essere tutt’altro che uno svantaggio dato che alle Olimpiadi si gioca con regole Fiba. E poi c’è Teodosic: è discontinuo come pochi altri giocatori, ma in serata singola potrebbe far saltare da solo la difesa del 99% delle squadre, Team Usa compreso.

Australia

Il play australiano Matthew Dellavedova, riserva dei Cleveland Cavs campioni Nba 2016. Getty Images

Come da tradizione l’Australia arriva alle Olimpiadi dopo aver battuto la Nuova Zelanda nei campionati di Oceania. Un po’ poco per considerarla tra le contendenti all’argento ma la squadra non è male e ha un quintetto composto interamente da giocatori Nba, di cui un paio di livello (vedasi Patty Mills). Da non perdere la sfida contro Team Usa con il duello Irving-Dellavedova fatto di ruggini che risalgono alla finale Nba 2015…

Lituania

Il lungo lituano Jonas Valanciunas. Getty Images

Non è la Lituania degli anni 2000 (fortissima, ma che ha raccolto poco o niente), ma è la stessa squadra che lo scorso anno ha eliminato l’Italia da Eurobasket e conquistato un argento inaspettato. Il programma dei lituani è solido e basato su giocatori più vicini ai 20 che ai 30 anni – da tenere d’occhio il figlio d’arte Domantas Sabonis, futuro giocatore di Oklahoma -. Non batterà Team Usa ma questa Lituania può ambire a un posto sul podio di Rio.

 

Spagna

Il due volte campione Nba Pau Gasol. Getty Images

Senza Marc Gasol gli spagnoli non si possono come possibili contender di Team Usa e nemmeno come favoriti per la medaglia d’argento. Nonostante l'assenza del fratello di Pau, fondamentale sotto canestro, il roster non è affatto male ed è composto da quello che rimane della ‘generazione dorata’ spagnola (Gasol, Navarro, Rodriguez, Fernandez, Calderon), i giovani Nba Rubio e Mirotic e i giovanissimi Abrines Hernangomez. Inoltre la Spagna è pur sempre detentrice dell’argento olimpico e sono una squadra ormai esperta, anche di vittorie.

Francia

Il francese Nando de Colo, Mvp della scorsa Eurolega. Getty Images

La Francia potrebbe essere l’unica squadra capace impensierire, magari in serata di grazia, Team Usa. Prima di tutto perché è l’unica delle big al completo. Viene da un’Olimpiade deludente (sesto posto) dopo la quale ha vinto Eurobasket 2013 e conquistato due bronzi a Mondiali ed Europei. Il quintetto è di livello Nba, di militanza attuale o passata, con Parker, Gobert e Batum più Boris Diaw e Nando de Colo, vincitore e Mvp della passata Eurolega. In un certo senso i francesi somigliano, per talento, alla Spagna; ma sono più giovani. Certo, da qui a battere Team Usa ci sono in mezzo Irving, Durant e (soprattutto) i centroni americani. Per l’argento però sono, di fatto, i principali candidati.

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