Retroscena Okaka: i tifosi, la lite e la pace (forzata)
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Retroscena Okaka: i tifosi, la lite e la pace (forzata)
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Retroscena Okaka: i tifosi, la lite e la pace (forzata)

Niente Milan, nonostante la sfuriata l'attaccante resterà in blucerchiato almeno fino al prossimo giugno

Fischio finale di Parma - Sampdoria. I blucerchiati vincono 2-0 e vanno a festeggiare il terzo posto in classifica sotto il settore ospiti. Non tutti però: oltre a qualche panchinaro ad andare dritto negli spogliatoi c'è anche Stefano Okaka, attaccante che nelle ultime settimane era stato preso di mira anche dai tifosi (per il suo mancato rinnovo di un contratto in scadenza a giugno 2016). Innegabile infatti chedopo il gol in nazionale contro l'Albania e l'attenzione dei media intorno a lui il numero 9 blucerchiato abbia iniziato una crisi di rendimento sfociata in un cambio nelle gerarchie con Bergessio. "Nella mia squadra gioca sempre chi sta meglio, Stefano mi sembra distratto dal mercato, non è più quello di inizio stagione" dichiarazioni forti, firmate Sinisa Mihajlovic. Il serbo non ha mai mandato a dire nulla e proprio la schiettezza dei suoi aut aut sarebbe alla base di un litigio sfociato a Bogliasco ma iniziato già nel viaggio di ritorno da Parma

La mattina dopo la vittoria ducale il clima al Mugnaini di Bogliasco era quindi già surriscaldato: poco è servito per incendiarlo durante la proiezione del video di Parma - Sampdoria per studiare gli errori con lo staff tecnico. Qualche vistosa disattenzione di troppo, un atteggiento svogliato ed ecco che Mihajlovic riprendere Okaka di fronte ai compagni. Quanto basta per permettere all'attaccante di rispondere a tono al tenico serbo rinfacciandogli anche le recenti dichiarazioni rese sul suo conto alla stampa, a suo vedere con il fine di svalutarlo. Le stesse accuse vengono lanciate al ds Carlo Osti prima di un'uscita di scena che precede il comunicato ufficiale della Samp: "Questa mattina, lunedì, Stefano Okaka è stato allontanato dal “Gloriano Mugnaini” per un comportamento inappropriato nei confronti dell’allenatore – si legge nella nota - la società valuterà se prendere provvedimenti disciplinarti in merito all’atteggiamento avuto in seguito dalla stesso Okaka nei confronti del direttore sportivo". Lui aveva da poco scritto un twet: "Giustamente voi leggete e ognuno si fa le proprie ideee, ma prima o poi la verità verrà fuori"

Nonostante la maretta la situazione sembra però ora destinata ad imboccare la via di una pace consensuale. Non per un'inattesa piaga degli eventi ma per necessità comuni. Okaka ha un contratto con la Sampdoria fino a giugno 2016 e rischia di non vedere più il campo, dall'altra parte la società di Ferrero non vuole svalutare ulteriormente un giocatore che conserva ancora un buon appeal di mercato anche all'estero e potrebbe essere ceduto prima di andare via a parametro zero. Dopo la guerra per il rinnovo il procuratore del giocatore Andrea Cattoli sembra infatti aver cambiato profilo dopo l'epurazione da Bogliasco: "Non è successo nulla di che, essendo un periodo di mercato ed essendo la Sampdoria sulla bocca di tutti le cose si sono un po' amplificate. Cessione a gennaio? Escono tante voci incontrollate, ma Stefano non ha mai chiesto la cessione o un adeguamento del contratto e non ha mai rifiutato il rinnovo con il club. Siamo d'accordo con la Samp di rimandare tutto a giugno quando avremmo fatto un bilancio. Non so chi mette in giro queste voci, magari per destabilizzare la posizione del calciatore davanti ai tifosi. Il Milan? Pensiamo solo alla Sampdoria e alla prossima partita, anche se nel mercato può succedere qualcosa tutti i giorni". Rientrato l'allarme si attende solo la conferma di una tregua: inizialmente si era parlato di giocatore fuori rosa ma con tutta probablità il numero 9 guiderà l'attacco blucerchiato mercoledì nella partita di coppa Italia contro l'Inter. 

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