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Offroad Weekend @ Langhirano: il fettucciato

Training tra saliscendi e curve di tutti i tipi per migliorare la tecnica e la scorrevolezza

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Luciano Lombardi

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Dopo la fantastica sgrossata sulle Alpi Liguri con la Campionessa di Motorally per togliere lo strato di ruggine accumulato negli ultimi tre anni di inattività, doveva arrivare anche il momento di tirare fuori la "carta vetro di quella fine".

E così è stato, nel corso di un'operazione cominciata a poco più di due ore di macchina da Milano, a Langhirano per l'esattezza, in quella che è considerata una specie di zona franca dell'enduro, uno stato-cuscinetto dove è possibile - a patto di non mancare mai di rispetto alla natura e a chi vi si immerge con altri mezzi - scalare mulattiere, attraversare filari di betulle su un letto di fogliame e scorrazzare tra prati all'inglese fino a che nei serbatoi (quello della moto e quello del pilota) c'è benzina.

Ad accoglierci al nostro arrivo, c'è una nostra vecchia conoscenza: Damiano Furlotti, ex meccanico nel mondiale di motocross che oggi, alle sue competenze nella messa a punto delle moto, ha aggiunto quella di istruttore federale e, come potrete constatare nei video più in basso, anche di ottimo tester.

Con lui c'è Adriano, Furlotti pure lui, pluricampione italiano in diverse categorie e con una manciata di Parigi-Dakar, Rally dei Faraoni e Six Days alle spalle, con il quale, oltre al cognome condivide la capacità di insegnare i rudimenti della disciplina, nonché la Sahara Services, una società specializzata nell'organizzazione di raid e tour offroad

I due ci accompagnano nel luogo in cui si svolgerà la prima parte del lavoro di rifinitura che svilupperemo nell'arco del fine settimana, seguito ideale del percorso di (ri)apprendimento delle tecniche di guida fuoristrada cominciato poco più di un mese fa con Enrica Perego

Il paradiso delle ruote tassellate

In questa fase, il focus sarà sui metodi e sui piccoli trucchi per migliorare la scorrevolezza e la fluidità nei vari frangenti. Esiste forse un luogo migliore di un fettucciato per svolgere al meglio quest'attività?

No, appunto. Ed è proprio lì, nella palestra a cielo aperto che ogni endurista sogna di avere dietro casa, che andremo a fare il nostro corso intensivo di perfezionamento.

Cominciamo con un paio di giri preceduti e seguiti dai due istruttori, giusto per sciogliere i muscoli e prendere le misure del tracciato. Che, si sappia, quest'ultimo è talmente bello nel suo continuo susseguirsi di saliscendi e curve di tutti i tipi appoggiate su un fondo misto tra terra ed erba dal grip pressoché perfetto, che risulta difficile anche solo l'idea di dover subordinare il piacere di macinarci su chilometri e chilometri alle lezioni che ci attendono. Ma tant'è, prima il dovere...

Raggiungiamo una porzione pianeggiante dell'area di circa un ettaro su cui il circuito si sviluppa e cominciamo con le prove tecniche di staccata.

Qui apprendiamo che la cosa fondamentare è abituarsi a frenare con entrambi i freni, prestando attenzione a non esercitare una pressione troppo elevata e troppo repentina sulla leva al manubrio, in modo da scongiurare il bloccaggio della ruota anteriore e la conseguente chiusura dello sterzo.

Qualche esercizio e poi si scende a imparare a far le curve, che su questo tracciato sono in abbondanza, con i due Furlotti che si avvicendano nelle vesti di insegnante teorico e di tester.

Partiamo da quella in appoggio, per poi passare alla chicane e all'insidiosa svolta in contropendenza, per concludere con la curva nei solchi. Il tutto, come potete vedere nel video qui sotto, raccontato e mostrato in concreto.

Prima che la luce del tramonto ci suggerisca di abbandonare il campo, c'è ancora tempo per affrontare, nel senso più letterale del termine, un ultimo ostacolo, il tronco orizzontale, alternando la tecnica del lento approssimarsi seguito dallo scavalcamento in tre fasi (salita, appoggio sulla sommità con la culla inferiore del telaio, discesa), con quella del superamento in velocità. (Anche in questo caso è possibile visualizzare qui sotto in concreto il funzionamento di entrambe).

Per tutto il resto, l'appuntamento è al tavolo del ristorante.

Day 2

Il giorno successivo comincia nuovamente all'alba, con le moto che ci aspettano posteggiate nel quartier generale dell'organizzazione, pronte a partire per un giro tra i boschi della zona, dove avremo modo di mettere in pratica - in combinazione con l'imprevedibilità dell'enduro classico itinerante - gli insegnamenti assimilati nella giornata "tecnica".

Per una manciata di ore, attraverseremo radure, guadi, salite lastricate da pietre smosse, discese viscide puntellate da pozzanghere di fango. Insomma, il massimo che si possa desiderare in una mattinata di fine ottobre consacrata al fuoristrada su due ruote. 

Per tutto il tempo, Damiano e Adriano ci hanno preceduto e seguito segnalandoci tempestivamente quello che andava sistemato, soprattutto in merito alla posizione delle gambe e dei piedi nella guida eretta.

Per chi scrive è stata un'occasione di correggere alcune lacune "storiche", principalmente relative alla posizione di guida, soprattutto in discesa.

Al termine del giro, non poteva mancare una ritorno al fettucciato. Questa volta niente scuola, niente passaggi, ma just for fun.

 

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