Iniziano i playoff Nba: 5 motivi per seguirli

Dal possibile record di LeBron con Miami al sogno di Belinelli con gli Spurs, senza dimenticare tutti gli altri protagonisti delle serie al via

LeBron James, qui in duello con Boris Diaw (San Antonio), punta al terzo anello consecutivo con Miami. – Credits: Getty Images.

Paolo Corio

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Iniziano i playoff Nba e lo spettacolo del basket americano si riempie di puro agonismo: da domani, sabato 19 aprile, sino al prossimo giugno nei 48' sul parquet (salvo supplementari) non si scherza davvero più. S'impenna l'intensità difensiva, aumentano i colpi sotto canestro, si moltiplicano le giocate offensive dei campioni strapagati sì, ma appunto per vincere.
Persino il pubblico, abituato a riempire i "dome" per una serata a tutto cibo e divertimento, sarà più impegnato a sostenere la propria squadra che a masticare hamburger e sorseggiare bibite. Perché i playoff sono i playoff, e anche questa volta varrà la pena seguirli via Sky oppure online (a proposito, l'Nba League Pass sarà in prova gratuita  per le partite dal 19 al 21 aprile) con questi 5 principali motivi d'interesse...

# 1. Il sogno del "Beli". Arrivato nella Nba con meno clamore di Andrea Bargnani e Danilo Gallinari, Marco Belinelli ha lavorato per migliorarsi ogni stagione e si ritrova oggi a poter essere il primo giocatore italiano con al dito l'anello di campione Nba. I suoi San Antonio Spurs, la più europea delle squadre Nba per organizzazione e mentalità di gioco, sono infatti i più accreditati avversari dei Miami Heat vincitori degli ultimi due titoli. E come già accaduto per la gara del tiro da 3 in cui il "Beli" ha trionfato all'ultimo All Star Game, saranno tanti gli appassionati italiani che rimarranno svegli nel cuore della notte solo per tifare per lui.

# 2. L'obiettivo di LeBron. Gli ultimi a vincere tre titoli consecutivi sono stati i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant e Shaquille O'Neal dal 2000 al 2002, prima di loro i Chicago Bulls di Michael Jordan e Scottie Pippen in ben due occasioni (dal 1991 al 1993 e dal 1996 al 1999). Ora possono riuscirci i Miami Heat di LeBron James e... Dwayne Wade: per il primo sarebbe la consacrazione definitiva, per il secondo - che arriverebbe così al suo 4° anello con Miami - il sigillo su una carriera da vero "Hall of Fame". Per chi assisterà all'eventuale tripletta degli Heat, la possibilità di parlarne in futuro con lo stesso nostalgico entusiasmo usato oggi per "quei" Lakers e "quei" Bulls.

# 3. Gli "high" di KD. Una stagione all'incredibile media di 32 punti a partita, superando i 40 in ben dodici occasioni, più 51 rifilati ai Toronto Raptors lo scorso marzo e 54 ai Golden State Warriors a gennaio: queste le pazzesche statistiche di Kevin Durant, che con i suoi Oklahoma City Thunder cercherà di imporsi a Ovest a dispetto della favorita San Antonio. Facile allora prevedere nuovi "high": se impazzite per le esibizioni di tiro, non perdetevi già la prima serie di OKC contro i Memphis Grizzlies.

# 4. Quei "non protagonisti" da Oscar. Miami e Indiana a Est, San Antonio e Oklahoma City a Ovest: queste le attese protagoniste dei playoff 2014. Ma come nei migliori film, sarà uno spettacolo da Oscar anche nelle serie che non le vedranno sul parquet. Due "pellicole" da non perdere? Per gli amanti del genere "offense", quella che offrirà la sfida tra Los Angeles Clippers e Golden State Warriors; per chi invece preferisce il "fight" puro, niente di meglio dei Chicago Bulls di Joakim Noah.

# 5. Quelle assenze storiche. L'ultima volta fu... 68 anni fa: da tanto non accadeva che Boston Celtics (17 titoli Nba), Los Angeles Lakers (16 titoli) e New York Knicks (2 titoli) fossero contemporaneamente assenti dalla lotta per l'anello. Anche per questo saranno playoff da ricordare. In attesa della riscossa di tre delle più importanti e storiche franchigie Nba.

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