Riparte l'Nba, le franchigie ai blocchi di partenza

Lakers e Heat favoriti. T'Wolves, Clippers e Nuggets possibili sorprese. Ecco tutte le squadre della stagione 2012-2013

I Lakers di Bryant, Nash, Howard, Gasol e World Peace (credits: AP Photo/Mark J. Terrill).

Teobaldo Semoli

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Stanotte (alle 12.00 ora italiana) riparte la stagione Nba, dopo il primo titolo di Lebron James e un mercato in cui sono accadute tante, tantissime cose. Il rischio, come sempre ad inizio stagione, è quello di non raccapezzarcisi. Se da questa notte dunque avete intenzione di rimanere alzati a vedere le partite sul sito Nba (grazie ad NBA League Pass è possibile guardarle tutte) ecco quello che dovete sapere sulle 30 squadre che si contenderanno l'anello.

EASTERN CONFERENCE

Atlantic Division

BOSTON CELTICS Nella versione attuale i Celtics sono sempre più "Rondodipendenti". Partito Ray Allen, prontamente sostituito con Jason Terry e Courtney Lee, il roster di Rivers è rimasto pressochè invariato e le chiavi della squadra sono nelle mani dell'eccentrico play ex Kentucky. Garnett e Pierce sono rimasti ma la vera presa potrebbe essere il ritorno (dopo i problemi di salute) dell'ala Jeff Green, visto in grande spolvero al Forum di Milano. Alla fine state sicuri che, salvo infortuni dei senatori, ci saranno anche i Celtics tra le contendenti per il titolo di Conference.

Quintetto: Rajon Rondo, Avery Bradley, Paul Pierce, Brandon Bass, Kevin Garnett.

BROOKLYN NETS Approdati a Brooklyn, i Nets hanno dimostrato, grazie ai rubli del loro proprietario Prokhorov, di essere una franchigia che vuole puntare in alto. I rinnovi di Deron Williams e Gerald Wallace basterebbero quasi da soli, ma accanto a loro coach Avery Johnson (sì, quello dei Mavs) avrà a disposizione altre pedine importanti come Joe Johnson ("closer" da 20 milioni a stagione) e una serie di "usati sicuri" (vedi Stackhouse, Evans) che potrebbero riportare il sorriso sui volti degli spettatori del nuovissimo Barclays Center.

Quintetto: Deron Williams, Joe Johnson , Gerald Wallace, Kris Humphries, Brook Lopez

NEW YORK KNICKS Con l'arrivo di Jason Kidd il duo Anthony-Stoudemire è all'ultima chiamata e i Knicks di coach Woodson non possono più sbagliare. Finita la Linsanity, ci saranno Felton e Camby a portare energia dalla panchina, insieme ai tiratori scelti (e confermati) J.R. Smith e Steve Novak. A vederli così non c'è francamente paragone rispetto ai cugini ma nella Grande Mela nulla è scontato. La domanda che si fanno i tifosi di NY è questa: "Melo si deciderà a passare la palla?".

Quintetto: Jason Kidd, Iman Shumpert, Carmelo Anthony, Amar’e Stoudemire, Tyson Chandler.

PHILADELPHIA 76ERS Sono stati la sopresa della scorsa stagione eliminando i Bulls (senza Rose) ed uscendo in gara 7 contro i Celtics. D'altra parte coach Collins le "squadre", nel senso più pieno del termine, le ha sempre sapute allenare. Forse per questo la dirigenza dei Sixers ha deciso di cambiare tutto: via i grandi nomi Williams, Brand e Iguodala e dentro Bynum (forse il centro più dominante dopo Howard), J. Richardson e Nick Young, insieme ad altri giocatori di complemento alla Mikki Moore. I presupposti per un'altra stagione da outsider a est ci sono tutti ma la partenza di Iguodala potrebbe pesare più di quanto si pensi.

Quintetto: Jrue Holiday, Evan Turner, Thaddeus Young, Spencer Hawes, Andrew Bynum.

TORONTO RAPTORS  Per "il Mago" Bargnani, DeRozan e per i Raptors delle gestione Colangelo sarà una stagione fondamentale e il GM ha deciso di affiancare alla leadership del centro italiano un giocatore di grande personalità come Kyle Lowry, spostando Calderon in uscita dalla panchina. Sugli esterni Landry Fileds e Terrence Ross dovrebbero garantire difesa (il primo) e punti (il secondo) mentre la scommessa per la frontline si chiama Valanciunas, centro lituano in arrivo dal Lietuvos Rytas. Il roster insomma sembra essere finalmente più "quadrato" e il primo turno di playoff rimane l'obiettivo minimo.

Quintetto: Kyle Lowry, DeMar DeRozan, Landry Fields, Andrea Bargnani, Jonas Valanciunas.

Central Division

CHICAGO BULLS L'Incognita più grande in casa Bulls si chiama Derrick Rose che dovrebbe tornare (causa infotunio al ginocchio) a fine stagione. Tutto sta nel vedere se Boozer, Deng e compagni risciranno a mantenere la squadra nelle prime quattro a Est. A dargli una mano ci saranno, oltre ai soliti Noah e Hamilton, Nate Robinson (imprevedibile ma utile), il rookie Marquis Teague e il nostro Marco Belinelli che si giocherà i suoi minuti con un Hamilton in fase calante.

Quintetto: Derrick Rose, Richard Hamilton, Luol Deng, Carlos Boozer, Joakim Noah.

CLEVELAND CAVALIERS A Cleveland stanno ancora elaborando (dopo 2 anni) il "lutto" per la partenza di Lebron James. Per fortuna i Cavs hanno trovato la loro nuova stella in un Kirye Irving da 18,5 punti di media a partita. Accanto a lui ci saranno Jeremy Pargo e l'ala CJ Miles (in arrivo dai Jazz) mentre sottocanestro Tristan Thompson, al suo secondo anno, dovrebbe trovare minuti e spazio dopo la partenza del deludente Antawn Jamison. Il tiratore "bubi" Gibson e il lungo Varejao rappresentano l'ultimo lascito dell'era Lebron. L'obiettivo sarà quello di far dimenticare il record di 21-45 della passata stagione.

Quintetto: Kyrie Irving, C.J. Miles, Alonzo Gee, Tristan Thompson, Anderson Varejao.

DETROIT PISTONS Dopo i fasti di metà anni 2000 i Pistons sono un pò caduti nel dimenticatoio. Prince, Stuckey e Maxiell sono le certezze ma è dal draft che potrebbe rinascere la Detroit del basket: Andre Drummond e Kim English saranno sicuramente una bella aggiunta sull'asse play-pivot, senza sottovalutare il ritorno di Jerebko dalla lista infortunati.

Quintetto: Brandon Knight, Rodney Stuckey, Tayshaun Prince, Jason Maxiell, Greg Monroe.

INDIANA PACERS Giovani ma incredibilmente maturi. E' questo l'identikit dei Pacers di Fran Vogel che nella scorsa stagione hanno ben impressionato contro Miami durante i playoff. Gli uomini chiave del roster sono rimasti, con Granger punta diamante e Hibbert (alla stagione della definitiva consacrazione) e West a fargli da spalla. Ci penserà il neo arrivato Mahinmi a mettere ulteriore peso sottocanestro mentre il talento di D.J. Augustin e Gerald Green potrebbe essere l'incognita a favore dei Pacers. Che siano loro i veri rivali di Wade e Lebron?

Quintetto: George Hill, Paul George, Danny Granger, David West, Roy Hibbert.

MILWAUKEE BUCKS Monta Ellis, Brandon Jennigs e Ilyasova agli ordini del "generale" Scott Skiles. Così Bucks hanno sfiorato i playoff e quindi il GM Larry Harris ha pensato bene di blindare il turco (contratto di 5 anni) ed aggiungere centimetri lì dove servivano dopo la partenza di Andrew Bogut: Dalember e Przybulla sono arrivati a costo zero mentre John Henson è stata la presa del draft. Sugli esterni Marcus Daniels potrà essere un valido aiuto per dare respiro alle due guardie alle quali (soprattutto a Jennings) si richiede una maggiore dose di fosforo in cabina di regia.

Quintetto: Brandon Jennings, Monta Ellis, Luc Mbah a Moute, Ersan Ilyasova, Drew Gooden.

Southeast Division

ATLANTA HAWKS Nel roster degli Hawks Josh Smith e Al Horford rappresentano la continuità col passato dopo gli addi di Joe Johnson e Marvin Williams. Grazie al primo, ad Atlanta sono arrivati ben 4 giocatori da Brooklyn, mentre grazie a Williams ci sarà Devin Harris in cabina di regia come cambio di Jeff Teague. Con le aggiunte di Korver e Stevenson, e la conferma del "miglior sesto uomo" Lou Williams, gli Hawks sono tanti e con talento. Il loro tallone d'Achille potrebbe essere la mancanza di un "go to guy" e, paradossalmente, proprio l'abbondanza sugli esterni che potrebbe giocare contro coach Larry Drew.

Quintetto: Devin Harris, DeShawn Stevenson, Kyle Korver, Josh Smith, Al Horford.

CHARLOTTE BOBCATS Partire dal peggior record di sempre (7-59) della storia dell'Nba non è semplice. D'altra parte gli arrivi di Session, Gordon, Haywood (sotto le plance) e soprattutto della seconda scelta al draft Kidd-Gilchrist dovrebbero essere d'aiuto alla causa del neo coach Mike Dunlap. Proprio la nuova guida tecnica potrebbe essere la chiave di volta. Magari non per un posto ai playoff ma quantomeno per ottenere un record dignitoso nella conference meno nobile.

Quintetto: Ramon Sessions, Ben Gordon, Michael Kidd-Gilchrist, Bismack Biyombo, Brendan Haywood.

MIAMI HEAT I campioni sono loro e sarà dura batterli. Miami non ha cambiato quasi niente in estate e, se possibile, si presenta ai blocchi di partenza ancora più forte dello scorsa stagione. Non per l'arrivo di Ray Allen, che porterà ulteriore pericolosità sul perimetro (il tiro da 3 è stata la chiave della serie finale coi Thunder), ma per la crescita mentale di Lebron James che andrà in campo senza l'assilo di dover vincere "quel maledetto primo anello". Per la cronaca, dietro la linea dei tre punti ci sarà anche Rashard Lewis, flop degli ultimi anni ma eccellente ciliegina se non deve essere lui la torta. Se Wade e Bosh saranno a posto fisicamente potrebbe non esserci niente da fare contro questi Heat.

Quintetto: Mario Chalmers, Dwyane Wade, LeBron James, Udonis Haslem, Chris Bosh.

ORLANDO MAGIC Cessione dopo cessione è rimasto ben poco della squadra finalista nel 2009. "Big Baby" Glen Davis sarà il sosituto di Howard? Probabilmente no, il problema che sugli esterni Nelson è in grado di arrivare fino ad un certo punto mentre Afflalo (in entrata da Denver) è un buon complemento ma non un leader. Sulla trade che ha portato Al Harrigton meglio sorvolare. Potrebbe essere il colpo di grazia sulla squadra del neo coach Vaughn.

Quintetto: Jameer Nelson, Arron Afflalo, Hedo Turkoglu, Al Harrington, Glen Davis.

WASHINGTON WIZARDS A Washington si è costruito intorno a John Wall che è diventato, negli ultimi anni di buio, l'uomo-franchigia dei Wizards. Okafor e Ariza, più l'arrivo di Nenè a metà dello scorso anno, significano che l'obiettivo di quest'anno sono i playoff. La terza scelta al draft Bradley Beal (guardia da Florida) vuol dire invece che se gli scorsi anni i Wizards hanno perso (e tanto) perlomeno hanno lavorato bene.

Quintetto: John Wall, Bradley Beal, Trevor Ariza, Nené, Emeka Okafor.

WESTER CONFERENCE

Northwest Division

DENVER NUGGETS Dopo le ultime partenze (di Al Harrington e Afflalo) sarà Danilo Gallinari a doversi assumere la leadership di una squadra che non vuole leader. Il paradosso negli ultimi anni non ha portato grandi risultati ma coach Karl sembra voler proseguire in questa direzione avendo preso da Philadelphia Andre Iguodala, forse la stella più umile del panorama Nba. il suo sistema di gioco comunque ha messo e puo mettere in difficoltà chiunque, Lakers compresi.

Quintetto: Ty Lawson, Andre Iguodala, Danilo Gallinari, Anthony Randolph, JaVale McGee.

MINNESOTA TIMBERWOLVES L'anno scorso avrebbero dovuto far saltare il banco ma gli infortuni hanno rovinato la festa. Quest'anno i T'Wolves sono ripartiti male con l'infortunio di Kevin Love (2 mesi di stop per una frattura alla mano) ma il ritorno di Rubio più le aggiunte di Roy e Kirilenko potrebbero sancire il ritorno ai playoff della franchigia dei lupi. Sotto canestro ci sono anche Pekovic e Derrick William a completare una squadra giovane e di talento, mina vagante nella corsa serrata alla postseason dell'Ovest.

Quintetto: Ricky Rubio, Brandon Roy, Chase Budinger, Kevin Love, Nikola Pekovic.

OKLAHOMA CITY THUNDER Sembrava tutto tranquillo in casa Thunder: giovani e già in finale lo scorso anno, tutti (o quasi) confermati e pronti alla rivincita con Miami. E invece a  48 ore dalla fine del mercato il "barba" James Harden ha scelto Houston e così Oklahoma si ritrova sì fortissima, con Durant e Westbrook, ma senza il "giocatore barometro" delle scorse stagioni in grado di sopperire alle mancanze della squadre in fase di creazione di gioco. I Thunder restano comunque tra le favorite al titolo, anche grazie agli inserimenti di Kevin Martin (micidiale realizzatore) e del rookie Jones III, di straordinario talento anche se con qualche dubbio sulla tenuta fisica. D'altra parte il GM Sam Presti ha dimostrato più volte che nelle trade bisogna saper andare al di là delle apparenze.

Quintetto: Russell Westbrook, Kevin Martin, Kevin Durant, Serge Ibaka, Kendrick Perkins.

PORTLAND TRAIL BLAZERS A Portland si riparte da Aldrige e Batum per ricostruire dopo le sfortune degli ultimi anni. Per questo al momento i Trail Blazers non sono una squadra da più di 30 vittorie. Con Wesley Matthews e le acquisizioni dei greci campioni di europa Papanikolau e Printezis, che però non arriveranno subito, le prospettive ci sono tutte ma per il momento non è dato attendersi troppo da Portland.

Quintetto: Damian Lillard, Wesley Matthews, Nicolas Batum, LaMarcus Aldridge, Meyers Leonard.

UTAH JAZZ Osservandoli in preseason sembrano i soliti Jazz, senza più Miles e Devin Harris ma con le certezze Milsapp e Al Jefferson a dare garanzie sotto canestro e in post basso. Sugli esterni è interessante la presenza del neo arrivato Mo Williams oltre a Foye e Gordon Hayword che daranno una buona dose di punti (magari non di leadership). Vincere a Salt Lake City non sarà mai facile ma con l'Ovest di quest'anno potrebbe non bastare per i playoff.

Quintetto: Mo Williams, Randy Foye, Gordon Hayward, Paul Millsap, Al Jefferson.

Pacific Division

GOLDEN STATE WARRIORS I primi 5 "Guerrieri" di Golden State non sono cambiati. Curry e Bogut sono le stelle ma Jarrett jack e Carl Landry, senza dimenticare il rookie Harrison Barnes, potrebbero essere i rinforzi che cambiano la squadra uscendo alla panchina. Imprevedibili, come sempre.

Quintetto: Stephen Curry, Klay Thompson, Harrison Barnes, David Lee, Andrew Bogut.

LOS ANGELES CLIPPERS C'era una volta la cenerentola di Los Angeles. A oggi, non saranno lo squadra più forte della città degli angeli ma quest'anno i Clippers si candidano per un posto nell'elite della Western Conference. Paul, Butler, Billlups (al rientro dall'infortunio) e Griffin erano già un buon biglietto da visita. Con Barnes, Crawford e Odom i "Clips" possono finalmente vantare quella profondità nel roster che mancava lo scorso anno, fondamentale nella postseason quando le fatiche della stagione si fanno sentire.

Quintetto: Chris Paul, Chauncey Billups, Caron Butler, Blake Griffin, DeAndre Jordan.

LOS ANGELES LAKERS Di loro si è già detto e scritto tutto. Con Steve Nash, Dwight Howard, Paul Gasol (trattenuto in estremis) e Kobe Bryant, deciso ad eguagliare il record di titoli di Jordan, i Lakers sono gli sfidanti più accreditati al regno di King James. Sarebbe il contrario se non fosse che un pallone potrebbe non bastare a Nash e Kobe e che non sempre queste squadre "stellari" raggiungono i risultati sperati. Ricordate i Lakers (con Payton, Shaq, Kobe e Malone) del 2004?

Quintetto: Steve Nash, Kobe Bryant, Metta World Peace, Pau Gasol, Dwight Howard.

PHOENIX SUNS Al momento i Suns sono una squadra illeggibile. Nash se n'è andato e Channing Frye, devastante lungo tiratore, è fermo per problemi di cuore. Alla fine sarà Goran Dragic a raccogliere l'eredità in cabina di regia. La presa più importante è però quella del lungo di Houston Luis Scola, in là con gli anni ma sempre efficacissimo con le sue finte e il repertorio in post basso. Basterà questo per far dimenticare l'era del due volte MVP?

Quintetto: Goran Dragic, Shannon Brown, Jared Dudley, Luis Scola, Marcin Gortat.

SACRAMENTO KINGS In teoria, dopo gli anni di ricostruzione, dovremmo essere qui a parlare dei Kings come una certezza dei playoff a ovest. E Invece i talenti di Sacramento, Tyreke Evans e DeMarcus Cousins su tutti, non sono ancora esplosi e la sola presa al draft di Thomas Robinson (centro) non può bastare a rendere i Kings una squadra da playoff.

Quintetto: Tyreke Evans, Marcus Thornton, Francisco Garcia, Thomas Robinson, DeMarcus Cousins.

Southwest Division

DALLAS MAVERICKS I Mavs di Mark Cuban volevano Deron Williams a tutti i costi (per questo hanno lasciato andare Kidd senza troppe lacrime). Al momento però intorno a Dirk Nowitzki (peraltro con un ginocchio malmesso) c'è ben poco. Kaman e Mayo non sono certo delle cattive prese ma non bastano per provare a bissare il titolo del 2011. La verità è che il GM Donnie Nelson ha voluto lasciare spazio nel cap salariale per la prossima estate. Per quest'anno, con buona probabilità, i tifosi texani dovranno accontentarsi delle magie del tedesco.

Quintetto: Darren Collison, O.J. Mayo, Shawn Marion, Dirk Nowitzki, Chris Kaman.

HOUSTON ROCKETS Con la Linsanity nulla sarà più come prima. In realtà oltre al play di origine cinese gli Houston Rockets hanno preso un numero incredibile di giocatori, cedendone altrettanti. L'obiettivo era ringiovanire la squadra. E allora ecco spiegati gli arrivi, oltre a quelli dal draft, di Omer Asik, Chandler Parsons e soprattutto James Harden. 23.4 l'eta media dei primi 5. Gli obiettivi sono tutti nel futuro (c'è anche il giovane Motiejunas) ma anche il presente potrebbe regalare qualche soddisfazione a coach Kevin McHale.

Quintetto: Jeremy Lin, James Harden, Chandler Parsons, Terrence Jones, Omer Asik.

MEMPHIS GRIZZLIES Pochi cambiamenti in casa Memphis Grizzlies rispetto alla squadra che aveva sorpreso tutti nel 2011 ma deluso nella scorsa stagione. O.J. Mayo è stato rimpiazzato con Tony Wroten, scelta 25 del draft, mentre rimane invariata la fiducia a Rudy Gay e Marc Gasol. L'ago della bilancia sarà però come sempre Zach Randolph, in calo nell'ultima stagione, che dovrà tornare a mostrare le pennellate mancine con cui aveva incantato nella serie di due anni fa contro gli Spurs.

Quintetto: Mike Conley, Tony Allen, Rudy Gay, Zach Randolph, Marc Gasol.

NEW ORLEANS HORNETS Quest'anno gli Hornets di Monty Wiliams hanno un campione Ncaa, un Mvp delle finali di college e un campione Olimpico di Londra. Il tutto in unico giocatore: Anthony Davis. La prima scelta di quest'anno vale tanto oro quanto pesa e potrebbe riportare in poco tempo New Orleans tra le grandi a ovest.

Quintetto: Greivis Vasquez, Eric Gordon, Al-Farouq Aminu, Ryan Anderson, Anthony Davis.

SAN ANTONIO SPURS Ogni anno gli Spurs diventano sempre più vecchi, e in eftetti è esattamente così. Nel basket però il talento tecnico e il sistema di gioco può fare la differenza, e quindi anche quest'anno San Antonio si giocherà le sue chances di finale (se non altro di Conference). La squadra è veramente identica allo scorso anno (il che non è detto che sia un male), con l'aggiunta di De Colo come cambio di Parker. Anche qui come per i Celtics conteranno gli eventuali infortuni dei veterani. Se Ginobili, Duncan e Parker staranno bene anche a Giugno state certi che i vari Leonard, Neal, Diaw e Green sembreranno dei fenomeni.

Quintetto: Tony Parker, Danny Green, Kawhi Leonard, Tim Duncan, Boris Diaw.

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