Nba al via: Cleveland-Warriors sarà la finale-rivincita 2017?
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Nba al via: Cleveland-Warriors sarà la finale-rivincita 2017?
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Nba al via: Cleveland-Warriors sarà la finale-rivincita 2017?

Questa e altre quattro grandi domande sulla stagione che inizia nella notte tra il 25 e il 26 ottobre

Questa notte, all'una e mezza ora italiana, inizia ufficialmente la stagione Nba 2016-2017. Già ingolositi dagli highlights della lunga preseason i fan del basket d'Oltreceano rivedranno in campo da subito le squadre protagoniste delle Finals della scorsa stagione: i Cleveland Cavs campioni in carica che scenderanno in campo nell'opening game contro i New York Knicks e i Golden State Warriors che con Kevin Durant sfideranno i 'nuovi' San Antonio Spurs, per la prima volta dal 1997 senza Tim Duncan.

Un antipasto abbondante di quello che potrà essere la nuova stagione, che si porta dietro una serie di domande alle quali solo il campo potrà dare la risposta definitiva...

1) Sarà Cavaliers-Warrios la finale-rivincita del 2017?

Più che una domanda è quello che danno per scontato gran parte degli analisti americani. E in effetti ci sono pochi motivi per pensare il contrario: i Cavs, campioni in carica e con un LeBron James riuscito finalmente nell'intento di portare un titolo a Cleveland dopo 52 anni, sono sostanzialmente gli stessi della scorsa stagione ma con molta meno pressione. Nel quintetto è stato confermato anche Kevin Love, criticatissimo fino a gara 7 delle Finals ma che quest'anno sembra poter trovare, anche a detta di coach Lue, il suo ruolo definitivo in squadra. L'esplosione di Irving, mattatore della rimonta dei Cavs dello scorso anno, è data per scontata ma proprio nel ruolo di point guard i Cavs potrebbero ritrovarsi scoperti; soprattutto se non dovessero trovare un sostituto a Mo Williams (ma le trade servono a questo).

Lato Golden State invece, le incongnite sono molte di più anche se l'arrivo di Kevin Durant non può non far pensare che anche nell'ultra-competitiva Western Conference i Warriors, autori del record di vittorie nella scorsa stagione, possanno farla da padrone. Al di là dei possibili (poco probabili) problemi di inserimento dell'ex Thunder, il quale dovrà calarsi in un contesto diverso rispetto a quello di Oklahoma City, da non sottovalutare sarà l'impatto di Zaza Pachulia subentrato al posto del partente Bogut in un ruolo (centro) spesso ago della bilancia nel sistema di gioco di coach Steve Kerr.

2) Sarà Steph Curry o Kevin Durant l'Mvp della stagione?

..o forse nessuno dei due. Di sicuro sarà una spettacolo - lo abbiamo già visto, in parte, in preseason - veder giocare insieme il due volte Mvp in carica e l'ex Mvp da Oklahoma City che con il sistema di gioco dei Warriors potrebbero portare il concetto di 'efficacia offensiva' a livelli mai visti prima. Rispetto però alla corsa verso il titolo 2017 di Most Valuable Player è opinione comune che i due 'galli' nel medesimo pollaio della baia di Oakland possano dividersi i voti regalando quindi il quinto titolo di Mvp a LeBron James, che dal canto suo ha davanti a sé una regular season molto più comoda e con zero (o quasi) pressione.

3) I San Antonio Spurs sono ancora una squadra da titolo?

Probabilmente no, anche se ci spera tutto l'entourage dei neroargento che dopo l'addio di Duncan - sarà la prima stagione dal 1997 senza il numero 21 - non ha di certo ringiovanito particolarmente la rosa puntando sul veterano Gasol che comunque è in grado di garantire punti, difesa (sopratto in area) e palmarès (due titoli) a una franchigia che vivrà a modo suo una rivoluzione. I punti di forza e i punti deboli degli Spurs sono di fatto gli stessi delle ultime stagioni: da una parte ci sono l'esperienza e la tecnica unita al sistema di gioco più vincente degli ultimi 15 anni. Dall'altra ci sono l'età avanzata e gli infortuni (vedasi l'ultimo, recentissimo, di Danny Green) che possono scoprire le lacune di una rotazione già non lunghissima, con i texani che non potranno fare (ancora) troppo affidamento sul jolly Manu Ginobili, giunto alla sua ultima stagione.

4) Che stagione sarà per Belinelli e Gallinari?

L'esordio degli azzurri è fissato per domani, 26 ottobre. Gallinari e i Nuggets saranno di scena a New Orleans mentre Belinelli inizierà la sua nuova avventura con Charlotte a Milwaukee contro i Bucks. L'incognita più grande è proprio sulla stagione di Marco che dopo un paio di anni felici (con un titolo Nba) a San Antonio ne ha vissuto uno tremendo a Sacramento dove non è mai stato preso davvero in considerazione cda George Karl, prima di perdersi nei meandri di una franchigia in totale confusione tecnica (5 cambi di allenatore negli ultimi 5 anni). A Charlotte Belinelli troverà un gruppo emergente ma non il posto in quintetto, in una squadra dal non immenso potenziale offensivo e dove sicuramente l'azzurro potrà giocarsi le sue carte. Anche se senza Lin, Lee e Jefferson non sarà facile vedere i Bobcats impegnati nei prossimi playoff.

Discorso a parte invece per Danilo Gallinari, sempre più uomo franchigia di Denver che ha puntanto su un gruppo di giovani da costruire intorno al veterano azzuro, per il quale già si parla di una possibile convocazione per il prossimo All Star Game. Anche nel caso del Gallo la nota dolente della stagione può essere proprio l'approdo ai playoff che con una squadra con 4 under 21 (e un under 22) è davvero difficile considerata la competitività della Western Conference.

5) Boston Celtics e Los Angeles Lakers torneranno protagonisti?

I Boston Celtics, sì. Perché hanno saputo davvero ricostruire dopo l'era Big Three - ce n'eravamo accorti già lo scorso anno nella loro tourné milanese - e la scelta di puntare su Brad Stevens si è rivelata vincente. Il coach che ha fatto esplodere Isaiah Thomas, rilanciato Avery Bradley e 'plasmato' Crowder quest'anno si ritroverà a disposizione anche Gerald Green, in uscita dalla panchina, e il tre volte All Star Al Horford in un gruppo che già oggi viene considerato come l'anti-Cleveland a est. L'incognita più grande resta il tiro dal perimetro, tallone d'Achille delle ultime stagione dei Celtics.

I Los Angeles Lakers, no. Perché Russel, Clarckson e Randle hanno talento, ma non possono essere considerati ancora da playoff. Soprattutto a ovest. Dopo anni in cui i Lakers hanno puntato sui veterani la dirigenza ha scelto di puntare sulla linea verde, e fa bene, ma non sarà facile farlo in un contesto abituato a vincere come quello di LA. Per ora i tifosi dei Lakers dovranno accontentarsi di veder esordire il Blue Devil Brandon Ingram e sperare che Russel riesca a prendere in mano la leadership della squadra regalando qualche exploit ai gialloviola.

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