Napoli, festa da solo: Sarri vola, ma il San Paolo resta vuoto
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Napoli, festa da solo: Sarri vola, ma il San Paolo resta vuoto
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Napoli, festa da solo: Sarri vola, ma il San Paolo resta vuoto

La squadra sta entusiasmando, eppure il pubblico è freddo: 28.068 di media nelle prime tre gare casalinghe

C'è un Napoli che vola e una Napoli che fa finta di niente. Distaccata rispetto al cammino della squadra di Sarri che sta entusiasmando e, con il cambio di modulo, ha trovato anche continuità di risultati e un livello spettacolare di gioco. Un vero paradosso: i partenopei escono tra gli applausi a San Siro, ma quando giocano in casa sono costretti ad esibirsi in un frigorifero.

I numeri dell'inizio di stagione sono impietosi. Contro Sampdoria (25.128 spettatori), Lazio (18.766) e Juventus (40.311) il club di De Laurentiis ha raccolto complessivamente 84.205 paganti trabotteghino e i pochissimi abbonati. Una miseria per una società di primo livello. Per intenderci, il solo derby contro il Milan ha fruttato all'Inter oltre 79mila presenze e un ibcasso record.

San Paolo, lo stadio off limits. Se non si può entrare, chiudetelo...


A Napoli si va poco allo stadio, sempre meno. Senza tirare in ballo i fantasmagorici numeri dell'era Maradona, basta il confronto con l'anno scorso per segnare la differenza in negativo. A parità di avversari erano corsi al San Paolo in 124.390: il calo è di 40.185 unità con una media di oltre 13mila spettatori in meno a partita. 

E andando indietro alla prima stagione di Benitez il confronto è ancora più negativo: 142.376, quasi il doppio rispetto ad oggi con una media vicina ai 50mila. L'ultimo Mazzarri nel 2013-2014? Dato nettamente migliore rispetto al Napoli di Sarri: 134.310 con una media presenze di 44.470.

La chiusura del settore ospiti contro Lazio e Juventus ha tolto qualche spettatore, ma non cambia il quadro che è quello di una piazza fredda con De Laurentiis e il modo di gestire la squadra. I tifosi si sentono traditi per non aver visto realizzato il salto di qualità definitivo che il presidente aveva promesso. Il paradosso è che la fuga dal San Paolo avviene oggi con un gruppo che si sta lanciando a velocità massima, fa spettacolo e ha giocatori di primo livello.

La lotta con il Comune sul futuro dell'impianto e le condizioni in cui versa spiegano in parte la disaffezione da uno spettacolo 'scomodo'. Però lo stadio era lo stesso, con tutti i suoi difetti intatti, anche qualche stagione fa. La domanda, insomma, sorge spontanea: per quanto Napoli e il Napoli si potranno permettere Higuain (e non solo) se la piazza esprime ricavi da botteghino al livello di città come Firenze e Genova lontanissime per bacino d'utenza e potenzialità?

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