MotoGP

Rossi e Iannone contro Marquez: "meno carenate, please"

I due piloti italiani d'accordo nel condannare lo stile di guida spesso aggressivo del campione del mondo in carica

rossi marquez

Dario Pelizzari

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Il signor Rossi lo sapeva. Sapeva che il desiderio matto e talvolta disperatissimo che prende per la gola il suo rivale ed ex discepolo Marc Marquez è la variabile meno controllabile della gara. Lo aveva anticipato con il sorriso al termine delle qualifiche del Gran premio d'Olanda, allungando la voce al collega poco distante: ""Ehi, Marc, nel caso, guarda che domani sono io quella cosa gialla e blu davanti a te... Mi raccomando, niente assalti all'arma bianca", la sintesi della sua preghiera. Che in pista si è liquefatta al calore delle scintille tra la Yamaha del Dottore e la Honda dell'extraterrestre. Sì, perché come ampiamente prevedibile, anche sulla pista di Assen il due volte campione del mondo ha fatto sudare freddo gli appassionati in giallo del Dottore.

Una carenata, una delle sue, una di quelle che in diverse occasioni gli hanno consentito di avere la meglio sull'avversario di turno - colpito e affondato nell'orgoglio - e Rossi per poco non finiva pancia a terra. Storia dell'ultima curva del circuito olandese. Marquez tenta l'arrembaggio all'interno e tocca Valentino, che rinuncia alla piegata perché altro non si può fare e tira dritto, tra l'erba e la sabbia, e la pista. Per tagliare il traguardo da numero uno. Per la terza volta nella stagione. Esplode di gioia il pubblico del campione, mentre il box Honda accenna la rivoluzione, perché si convince di aver subìto un'ingiustizia. E' questione di istanti, poi torna il sereno. Le immagini parlano chiaro, ha sbagliato Marc il vampiro.

"Sinceramente non so cosa avrei dovuto fare, visto che mi ha buttato fuori Forse non avrei dovuto essere lì? Sarei dovuto sparire, ma purtroppo c'ero. L'unica certezza è che quando duelli con Marquez una carenata la prendi sempre!". Con il trofeo olandese sotto il braccio, Valentino racconta e chiarisce. E c'è già chi giura: è successo ad Assen, succederà ancora. Perché lo stile del campione spagnolo è inciso con i canini sul cemento. Preferisce l'affondo da pirata, duro e definitivo, quindi pericoloso, alla manovra pulita e assennata. Con lui alle spalle, c'è da far fatica ad amministrare il respiro. E Rossi questo lo sa, lo sa da sempre. Da quando ha applaudito le prime imprese del Marc alle prese con la MotoGp. Sì, perché tra i due è stima certa e indissolubile, pure se talvolta arriva il temporale.

E quando piove, piove per tutti, anche per chi ha assistito al confronto da batticuore di Assen soltanto alla tv, perché troppo era il distacco in pista per sperare di essere testimone diretto. A prendere parola ai microfoni di Virgin Radio è Andrea Iannone, promessa mantenuta della Ducati ufficiale. "L'ho visto in replica più volte e l'unica possibilità che Valentino aveva era quella di rialzare la moto e andare nella ghiaia, altrimenti credo che non avrebbe fatto la curva - spiega Iannone, che poi sguaina la spada - Marquez ha provato a vincere, ha potuto provarci solo in quel modo, altrimenti non ci sarebbe riuscito, ma non ci è riuscito neanche così. La prossima volta deve stare più calmo con queste carenate che dà sempre a tutti". Iannone non fa prigionieri e si fa promotore di una petizione virtuale per dire stop al Marquez vampiro. Che oggi incassa e probabilmente domani restituirà.

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