Reggiani: “Rossi, potrebbe essere la volta buona”

L'ex pilota Aprilia commenta i primi test della stagione per la MotoGp. “Marquez? Difficile batterlo, ma occhio a Valentino, potrebbe regalarci un'altra sorpresa”

Valentino Rossi a Sepang sulla nuova M1 Yamaha – Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

Dario Pelizzari

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Da Sepang a Sepang. Sul circuito malese si è conclusa ieri la prima tre giorni di prove della MotoGp. I test di avvicinamento al campionato 2014 proseguiranno sullo stesso tracciato a fine mese (26-28) e termineranno il 9 marzo a Doha, in Qatar, sede del primo gran premio della stagione. Diversi gli spunti di riflessione dopo i primi giri di pista. Ne abbiamo parlato con Loris Reggiani, ex stella del motociclismo negli anni Novanta.

Marquez ha messo subito in chiaro le cose: l'uomo da battere è ancora lui.

“Nulla di sorprendente, almeno per me. Io sono convinto che sia il nuovo Valentino Rossi, e non da oggi. Per i prossimi cinque-sette anni credo sarà molto difficile batterlo. A meno di problemi tecnici importanti, ovviamente”.

Nel caso del giovane campione spagnolo, il binomio moto-pilota regala spesso sintesi strepitose. Insomma, non ne sbaglia una.

“Nelle moto è sempre il pilota che predomina sulla moto. Detto questo, Marquez girava alla grandissima anche quando era in sella alla KTM in 125 e alla Suter in Moto2. Il binomio che lo riguarda ha sempre funzionato molto bene. Penso che potrebbe fare grandi cose anche se fosse su un'altra moto. E poi, il fatto che sia riuscito a centrare il titolo mondiale al primo anno di MotoGp la dice lunga sulle sue qualità”.

Cosa dire invece di Lorenzo e Pedrosa? Il due volte campione del Mondo della MotoGp non è ancora al top della condizione, mentre il pilota della Honda è stato veloce sin dai primi giri.

“Pedrosa è sempre veloce, anche se a Sepang non si è confrontato sul giro secco. Non ha usato la gomma morbida per dare la zampata finale come hanno fatto gli altri. Ma questa per lui non è una novità. In prova, non ha mai fatto grandi cose. Però sono anche convinto che se fosse stato sicuro di stare davanti a Marquez ci avrebbe provato. Se non l'ha fatto, è probabilmente perché si è voluto tenere un alibi. Di attenuanti vere ne ha invece in questo momento Lorenzo, reduce da alcuni problemi fisici che ne hanno certamente condizionato il rendimento nei giorni scorsi. Si è lamentato molto della nuova Yamaha, non mi è parso molto calmo e tranquillo. Credo che Rossi abbia deciso di metterlo sotto pressione da subito e questo Lorenzo forse non se l'aspettava, si vede che l'ha subito un po'. Sono i due piloti psicologicamente più forti della MotoGp. Ne vedremo delle belle, ne sono certo”.

“Voglio lottare per un podio in ogni gara”, ha detto Valentino Rossi alla presentazione della sua nuova M1. Pare che sia sulla strada giusta.

“Sì, è un po' presto per dirlo, ma potrebbe essere la volta buona. Rossi ci ha stupito molte volte. Mi auguro, anzi, se lo augurano tutti gli italiani, che riesca a farlo anche quest'anno”.

Le Ducati invece hanno fatto bene soltanto nel terzo e ultimo giorno di test, con Andrea Dovizioso che ha tagliato il traguardo facendo segnare il settimo tempo della giornata. A Borgo Panigale si lavora per il futuro, come ha fatto sapere qualche giorno fa il nuovo capo del settore corse Gigi Dall'Igna. Tutto torna?

“Torna più del previsto, a mio parere. Anzi, credo che abbiano anticipato un po' i tempi. Lo dimostrano i sette decimi che separano oggi la Ducati da Marquez. Ricordo che l'anno scorso si prendevano mediamente quasi due secondi al giro dal pilota della Honda. Per il poco tempo che finora ha avuto a disposizione Dall'Igna per lavorare, be', credo che sia una sorpresa. In positivo, si intende. Tra l'altro non hanno ancora deciso se utilizzare la MotoGp o la Open”.

Come prevedibile, la svolta “Open” piace ad alcuni e non piace a moltissimi altri. Lei da che parte sta? Era la migliore soluzione possibile per rendere il campionato più interessante?

“Secondo me, non è una brutta idea. Non so se ci saranno delle controindicazioni, credo che lo scopriremo soltanto dopo qualche gara. Per il momento, mi pare una soluzione vincente. Honda e Yamaha avevano scavato un solco profondissimo tra loro e le altre moto, tanto che in pista non c'era più storia. Se non si fosse cambiato il regolamento, il Mondiale avrebbe perso il fascino che lo caratterizza. Lo ammetto: è una delle poche volte in cui mi trovo d'accordo con un'importante modifica del regolamento”.

A proposito di Open, il quarto tempo di Aleix Espargarò sulla Yamaha del Team Forward non è passato certo inosservato.

“I miracoli non li fa nessuno, se non hai una moto competitiva, non vai da nessuna parte, questo è certo. E' anche vero però che Espargarò ha rifilato un distacco abissale al suo compagno di squadra Colin Edwards. D'accordo, forse Edwards non è più da considerare un pilota all'altezza della situazione, ma ciò non toglie il valore della prestazione di Espargarò”.

E Iannone? A Sepang ha fatto registrare tempi di tutto rispetto.

“Iannone ha un potenziale enorme. Da sempre. Da quando correva in 125. In Moto2 gli è capitato talvolta di essere più veloce di Marquez, per capirsi. Peccato che spesso invece abbia fatto l'esatto opposto, girando con tempi lontanissimi dalle sue possibilità. E' un pilota on-off, troppo discontinuo. Speravo che maturasse, ancora non gli è successo. Spero che il 2014 sia l'anno della sua consacrazione”.

Twitter: @dario_pelizzari

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