MotoGP. Pedrosa vince e si avvicina

Continua la rimonta dello spagnolo della Honda su Lorenzo, 3° Bautista, 4° Dovizioso. Rossi 7°. PAGELLE

Lo spagnolo Pedrossa, vincitore in Giappone (Credits: LaPresse)

Alice Margaria

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Il GP del Giappone di Motogp ha ufficialmente decretato – ce ne fosse stato bisogno – la totale assenza di spettacolo in questo mondiale che, domenica dopo domenica, sembra perdere i pezzi per strada. Che sia il preludio di un futuro in declino? Tra l'assenza totale di piloti italiani e quella dello show, la serie A del motociclismo l'anno prossimo rischia veramente di essere relegata a sport minore, insieme a ping pong e freccette.

A Motegi, tra un'imbarazzante assenza di pubblico, ha vinto ancora una volta il catalano Dani Pedrosa, che ha corso tutta la gara insieme al connazionale Jorge Lorenzo, salvo poi distaccarlo di oltre 4”.

Il pilota Repsol Honda HRC ha così guadagnato 5 importantissimi punti ed è giunto a quota 282 nell'ascesa verso il suo primo titolo mondiale della categoria regina. Ma con il secondo posto, Jorge Lorenzo (Yamaha Factory) mantiene la vetta della classifica generale con 310 punti.

"E’ stata una gara dura – ha detto Pedrosa alla sua 50a vittoria in carriera - perché il passo è stato velocissimo sin dai primissimi giri. Ho cercato di capire la moto perché ieri abbiamo sofferto molto per il chattering, così non sapevo come sarebbe andata oggi. All’inizio non era male, ma durante la gara la situazione è peggiorata. Ho fatto del mio meglio per gestire i problemi e restare con Lorenzo. Sono riuscito a fare una linea migliore in uscita di curva e a passarlo, da quel momento ho spinto, costruendomi un margine che ho amministrato fino alla bandiera a scacchi. Desidero ringraziare la Honda e tutta la squadra. Sono veramente contento di aver vinto anche quest’anno a Motegi!”

"Ho dato il massimo per stare con Dani - ha detto Lorenzo - ma oggi abbiamo avuto prestazioni diverse in rettilineo. Stare con lui è stato impossibile. Di sicuro la fine del campionato è più vicina ora, ma siamo ancora molto competitivi e abbiamo la possibilità di vincerlo".

Il predominio tutto spagnolo di questo mondiale trova conferma nel 3° posto (e 2° podio stagionale dopo il GP di Misano) di Alvaro Bautista (Honda Gresini).

“Un gran fine settimana – ha detto Bautista - anche con la firma del contratto per la prossima stagione con il Gresini Racing. Sono molto contento, oggi sapevo che potevamo fare bene e lottare per il podio perché ieri avevamo dimostrato di avere un buon passo gara, ci ho provato e ci sono riuscito. Non sono partito molto bene. Poi quando sono arrivato dietro a Crutchlow ho visto che giravamo allo stesso ritmo e così ho cercato di mantenere una distanza di sicurezza per non surriscaldare troppo i freni, a cinque giri dalla fine ho spinto di più ed ho attaccato e devo dire che la battaglia con lui è stata bella e mi sono divertito”.

Quarto Andrea Dovizioso in sella alla Yamaha privata del Team Tech3 e quinto Casey Stoner (Hond HRC) rientrato da un'assenza di tre gare dopo l'infortunio di Indianapolis.

A Valentino Rossi (Ducati) non è rimasto altro che il settimo posto (comunque migliore fra le Ducati) alle spalle del tedesco Stefan Bradl (Honda LCR), campione del mondo Moto2 2011.

Ottavo, subito dietro al suo compagno di squadra, l'americano Nicky Hayden (Ducati).

Niente male la wild card Katsuyuki Nakasuga (Yamaha), che ha tagliato il traguardo in nona posizione, mettendosi alle spalle le Ducati di Hector Barberà  e Karel Abraham.

Le Pagelle:

Dani Pedrosa. Impeccabile: fiuta come un segugio il profumo del titolo. Parte, corre, vince. Nulla da eccepire. Voto 10.

Jorge Lorenzo. Sta perdendo terreno: tra lui e il suo (ora unico) avversario resta una distanza di 28 lunghezze in 3 gare che si accorcia di domenica in domenica. Braccino? Voto 8

Alvaro Bautista. Bravo, bene, bis. La seconda parte della stagione consolida il talento dello spagnolo. Voto 9

Andrea Dovizioso. Ancora il migliore fra gli italiani, ancora un podio schivato per un posto. Peccato. Voto 7.

Casey Stoner. Rientrare dopo tre gare è sempre difficile e per lui non è la prima volta. Forse il più grande talento del lotto, ma sicuramente quello con minor costanza. Voto: 6 ½.

Stefan Bradl. Una buona gara per il tedesco che si riconferma aggressivo e concreto. Voto 7

Valentino Rossi. Non è stagione, né con l'angosciante aspettativa della vittoria ma neppure con la serenità derivata dal cambio di casacca il prossimo anno: è il migliore fra le Ducati ma, gira e rigira, il risultato è sempre lo stesso da due anni a questa parte. Voto 5 ½.

Ben Spies. Scivolato: un'altra gara a secco di punti... "Sono incredibilmente frustrato del risultato di oggi. Abbiamo saputo per tutto il weekend che i freni sarebbero stati un problema per il tipo di tracciato, ma sinceramente  non mi aspettavo di avere problemi già al secondo giro”. Insomma, una sfortuna... irrefrenabile! Voto:5.

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