Michele Guarenghi
MotoGP

MotoGp: anche a Misano Michele Quarenghi è il primo chef del paddock

Bergamasco, è ora al Team Suzuki Ecstar dopo aver cucinato per diverse scuderie. E ci rivela i gusti di tanti piloti, incluso l'amico Valentino Rossi

A Misano, come nelle altre tappe del Motomondiale, nel paddock c'è grande interesse intorno al Team Suzuki Ecstar. Non solo per le prestazioni in pista di Maverick Viñales: anche per quelle ai fornelli di Michele Quarenghi, 39enne chef del team che per tutto il weekend sforna prelibatezze da record. Al punto che tra i box si è ormai sparsa la voce e sui gradini dell'hospitality giapponese si forma immancabilmente la fila per accaparrarsi un posto a tavola. Senza nome in lista, però, è impossibile entrare. Puntuale, sulla porta d'ingresso, arriva la cortese ma ferma risposta dello staff: "Purtroppo siamo al completo".

L'avventura tra i motori del bravissimo "Mighelòn" (come lo chiamano i colleghi-amici della scuderia) è cominciata nel 2008. Per puro caso: "Impegnato a Livigno durante la stagione invernale, ho conosciuto alcuni ragazzi che lavoravano nella MotoGp. Da loro ho saputo che un cuoco si era rotto la spalla e c'era bisogno di un sostituto. Risultato, ho preso io il suo posto e da allora ho sempre fatto parte di una squadra del Motomondiale: dalla Kawasaki sono passato alla Yamaha, quindi Ducati, Forward Racing fino alla Suzuki, dove sono arrivato nel 2014".

Cos'ha di speciale la tua cucina per conquistare tutti?
"Forse il segreto sta nella cura dei particolari. Per esempio, parto dalla materia prima, non utilizzo prodotti già pronti. E nonostante i ritmi qui siano altissimi - a livello di una catena di montaggio - metto lo stesso impegno e seguo il metodo preciso che adotterei in un ristorante vero e proprio".

Un ristorante internazionale: proponi ricette da tutto il mondo e in tutto il mondo.
"Non potrebbe essere altrimenti. Grazie alla MotoGp viaggio ovunque e scopro sapori nuovi. In più tengo presente che a tavola si accomodano ospiti da ogni angolo del pianeta e devo soddisfare palati diversi".

Una ricetta particolare che ha scelto di proporre?
"
Quest'anno mi sono lanciato con la tradizione italiana e preparo trippa e cassoeula. Per fortuna i miei esperimenti vengono apprezzati. All'inizio qualcuno è titubante, ma poi fa il bis".

Quali sono i tuoi piatti vincenti?
"Quelli che mi piace mangiare. Adoro il piccante e ho un debole per i cibi messicani, infatti fajita e taco mi riescono bene. Poi amo il pesce e ai fornelli mi sbizzarrisco con tutti i generi di pescato".

In questi anni hai cucinato per tanti piloti: ci racconti qualche aneddoto?
"Anthony West viveva a pasta in bianco e petto di pollo: non sono mai riuscito a fargli assaggiare altro. Al contrario del suo compagno di box in Kawasaki John Hopkins: divorava piatti di spaghetti aglio e olio prima di salire in moto".

I campioni del mondo della Yamaha, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi, erano particolarmente esigenti?
"No, per niente. Jorge sgarra di rado e sta leggero: mangiava quasi sempre riso e tacchino. Valentino, invece, non è particolarmente ligio alla dieta: pasta con tonno e piselli a pranzo e filetto a cena erano i suoi menù più frequenti".

Un ricordo di qualche rider della Honda?
"Dani Pedrosa: per lui dovevo pesare qualsiasi ingrediente al grammo, è attentissimo all'alimentazione".

Ora in Suzuki servi Maverick Viñales, che ha appena conquistato la prima vittoria nella classe regina, e Aleix Espargaró: che "clienti" sono?
"Splendidi, sembra di non averli. Eppure sono opposti. Aleix è rigoroso, mangia da atleta, mentre Maverick non si fa problemi, la sua colazione preferita è la tortilla con formaggio".

La richiesta più strana che hai ricevuto?
"Proprio da Maverick: ha spazzolato una pasta all'amatriciana un attimo prima di montare in sella per i test".

Il pilota che ti sta più simpatico in assoluto?
"Valentino. Negli anni il rapporto si è trasformato in amicizia e la domenica sera, dopo le gare, capita di vederci per bere qualcosa insieme. Anche Aleix è fortissimo e Maverick si sta rivelando un bel tipo: resta un ragazzo introverso, ma ultimamente la confidenza è aumentata e si ferma volentieri con me a chiacchierare. Mi dispiace davvero che nel 2017 lasci il team".

Ricevi complimenti di continuo: il più bello che ti hanno fatto?
"Difficile scegliere, mi rendono tutti orgoglioso. Però confesso che mi danno più soddisfazione gli apprezzamenti delle persone comuni e magari entrano in un circuito per la prima volta. Chissà che si ricordino anche della mia cucina, oltre che del rombo dei motori".

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