MotoGP

Lucchinelli: "Stoner ha ragione, Rossi ha fallito"

Il campione del mondo della 500 in sella a una Suzuki dice la sua sulla nuova querelle tra i due campioni della MotoGp

Lorenzo e Rossi di nuovo insieme alla Yamaha (Credits: AP Photo/Paul White)

Valentino Rossi e Casey Stoner, vale a dire la coppia di fenomeni più osannata e turbolenta della MotoGp, non ce la fanno proprio ad andare d'accordo. E' da quando il pilota australiano ha messo piede, meglio, ruota nella categoria d'elite del motociclismo mondiale, anno di grazia 2006, che si registrano attacchi più o meno diretti da una parte e dall'altra. Per ragioni di pista, certo, perché quando Rossi e Stoner si trovano a tu per tu in gara sgomitano senza farsi troppi complimenti. Ma anche fuori, nei box, a corsa finita, quando gli altri piloti tirano il fiato e trovano il modo di distendere i muscoli. Sì, perché è ormai un dato di fatto, Rossi e Stoner proprio non si sopportano.

L'ultima scaramuccia risale a ieri. Stoner rilascia a un sito australiano una dichiarazione poco carina nei confronti del collega ("in 22 mesi alla Ducati, Valentino non ha vinto nulla e non ha fatto altro che lamentarsi"), scatenando il solito putiferio tra addetti ai lavori e appassionati. E Rossi, che di solito risponde per le rime, questa volta lascia passare, postando su Twitter una frase sibillina che smorza le polemiche sul nascere ("Sempre molto carino, il mio amico Casey... ah ah..."). Tempo 8 gare e poi non si vedranno più per chissà quanto tempo, perché Stoner lascerà la MotoGp a fine stagione. Peccato non rivedere una delle loro tante battaglie in pista.

"Per noi che seguiamo la MotoGp da casa è un peccato di sicuro - dice a panorama.it Marco Lucchinelli, ex grandissimo della fine degli anni Settanta -. Però capisco le scelte di Stoner e le rispetto. Se non hai più voglia di andare in moto perché non ti diverti, perché proseguire? L'unico modo per poterlo trattenere sarebbero stati i soldi, ma se a lui non interessa nemmeno quel discorso, inutile parlarne. Non è un anno che corre, evidentemente ha capito che vuole fare altro.

Ci sono piloti come Biaggi che dedicano la loro vita a questo sport, come se non ci fosse altro. Altri, come Stoner, che arrivati a un certo scelgono di staccare per dedicarsi alla famiglia o ad altre passioni. Ripeto, la sua decisione è rispettabilissima, lo ammiro per questo. Io ho smesso di correre a 30 anni e sono felice di averlo fatto. Mi piace ancora la moto, ma so che se mi pagassero per guidarne una, mi sentirei in dovere in andare forte e non mi divertirei come invece mi diverto quando decido di prenderla io".  

E a proposito dell'ultimo attacco di Stoner?

"Beh, bisogna riconoscere che l'australiano non ha detto una cavolata. Ragionandoci a mente lucida, anche se come tutti sanno io tifo per Valentino, il passaggio del Dottore alla Ducati è stato un fallimento. Stoner ha lasciato una Ducati vincente. Con quella moto lui ci ha camminato e ci ha vinto. Credo che abbia tutti i diritti di dire quello che ha detto. Perché i risultati parlano chiaro".

Lorenzo e Rossi in Yamaha, una coppia che la convince?

"L'idea mi piace, ma è un po' un tornare indietro. Due anni fa Valentino è andato via dalla Yamaha per non avere Lorenzo in squadra. Ora torna indietro, e ritrova tra l'altro un compagno di squadra più forte di quando l'aveva lasciato. Prevedo una bella battaglia, ma è necessario che si lamenti poco. Altrimenti, diventa come Biaggi".

Certo alla Yamaha le cose andranno per il meglio...

"Sì, perché di scuse non ce ne saranno più. E credo che Valentino a questo ci abbia pensato. Poi ha visto che faceva sesto quest'anno con una moto che non andava. Ma togli Stoner che a fine anno va a pescare, Dovizioso che va in Ducati e che deve stare per forza dietro perché altrimenti sarebbe stato come sbagliare due volte. E poi ci sono ancora Spies che va in Superbike e Pedrosa, l'eterno secondo. Insomma, se Valentino va piano, arriva terzo. In caso contrario, si tratta di un fallimento".

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