Lucchinelli: "E' finito il periodo d'oro di Valentino"

L'ex campionissimo della classe regina dice la sua sul momento no del pilota della Yamaha. "Il tempo passa per tutti, anche per lui, prima o poi dovremo farcene una ragione"

MotoGp, Gp Spagna - Valentino Rossi (9)

Valentino prima del via – Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

Dario Pelizzari

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L'attesa della vigilia era carica di sensazioni positive in casa Yamaha. La scuderia di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo era convinta di avere i numeri per sbaragliare la concorrenza della Honda di Pedrosa e Marquez sulla pista spagnola di Jerez, circuito sul quale i due fuoriclasse della Yamaha avevano vinto otto delle ultime 12 corse. Ma già dopo cinque giri di gara si capisce che le cose andranno diversamente. Pedrosa vince facile e Marquez stende Lorenzo con una spallata a pochi metri dal traguardo. Con il campione del mondo in carica che gli toglie il saluto e non gli perdona l'azzardo.

Valentino quarto, ma staccatissimo dal terzetto sul podio e con un muso lungo che lascia intendere chiaramente che la delusione è stata grande. Rossi nei guai, pure in Yamaha, ma come è possibile? Lo abbiamo chiesto a Marco Lucchinelli, ex fenomeno della classe 500, che come sua abitudine non usa mezze parole per spiegare il momento no del Vale tricolore.

Pronti e via e dopo tre gare Valentino Rossi è già a meno 18 punti dal vertice della classifica. Ma non doveva essere l'anno del rilancio del Dottore?

No, questo l'avete sempre detto voi giornalisti, non io. Quando ho saputo che passava in Yamaha, mi ricordo di aver dichiarato che finalmente avrebbe avuto la possibilità di arrivare tra i primi quattro, quarto quando sarebbe andato piano. Perché ce ne sono tre che vanno veramente forte. Ecco, tutto. Ma avevo anche aggiunto che avrebbe potuto vincere il Mondiale se si fosse accontentato di raccogliere tanti podi e vincendo qualche gara di tanto in tanto. E non è detto che non capiti, perché siamo soltanto all'inizio e tutto può ancora succedere.

Dico anche però che l'età pesa e che il tempo fa il suo corso. Marquez ha fatto a Lorenzo quello che Valentino faceva ai suoi avversari quando era giovane. La stessa cosa che ha fatto a me Spencer, quando lui aveva 19 anni e io 27. E che io in precedenza avevo fatto ad Agostini quando lui aveva 35 anni e io 22. E' una ruota che gira. Arriva sempre il giovane a presentarti il conto. Marquez gira più forte di Valentino, non ci vedo nulla di strano.

A Jerez, Valentino ha chiuso la gara a nove secondi da Pedrosa, ma pure a quattro dal compagno di squadra Lorenzo. Come si spiega?

Be', Valentino non riesce nemmeno in prova a essere vicino ai primi. Dice che fa fatica a mettere a punto la moto. Che però come sappiamo è uguale a quella di Lorenzo. Dunque, cosa dobbiamo pensare? Tuttavia, non si può dire che Valentino vada piano, ma bastano due o tre decimi a creare il divario in gara. Ieri è arrivato quarto, non decimo. Potessi tornare a correre io e arrivare quarto, firmerei subito. Il problema è che Valentino ci ha abituato a vincere tantissime gare all'anno e ora ci fa strano che non sia con gli altri sul podio. Prima o poi dovremo accettare il fatto che sia finito il suo periodo d'oro. Gli auguro di correre fino ai 40 anni, ma prima o poi capiterà, è la vita...

"Dobbiamo migliorare molto la moto, così non va", hanno detto a fine corsa i due piloti della Yamaha. Che cosa dimostra di avere in più la Honda in questo momento?

Per me, i due piloti. Con Marquez che stimola Pedrosa ad andare forte per non perdere il treno e la faccia. No, credo che tra Yamaha e Honda non ci siano grandissime differenze. Lo testimoniano i tempi che avevano fatto registrare Valentino e Lorenzo nei test dello scorso inverno. E pure le dichiarazioni della vigilia della gara. Valentino puntava addirittura a vincere sulla pista di Jerez. Significa che erano convinti che la moto andasse forte. E infatti Marquez è arrivato davanti a Lorenzo di un nulla. Quindi, non vedo tutta questa grande differenza.

Anzi, credo ci sia molto equilibrio. Pedrosa andava forte anche l'anno scorso e Marquez rappresenta la nuova generazione di piloti. Sta lavorando con i tecnici di Stoner e si dice che abbia una guida simile al pilota australiano. Che classe, ragazzi...

In gara, Valentino parte bene, ma poi non riesce a tenere il ritmo del trio delle meraviglie. Perché? E' soltanto un problema di gomme?

Le gomme sono quelle, devi scegliere. O una o l'altra, fine. Devi adattarti. Non possono fare le gomme su misura, perché altrimenti torniamo ai tempi della Michelin, che si diceva facesse le gomme per accontentare Valentino. La regola vale per tutti. Vero, Valentino ha fatto una buona partenza, poi si è perso un po', riprendendosi alla fine, quando non serviva più. In Yamaha dicono che la moto non renda bene con il pieno di benzina. Ma perché allora in prova le cose girano e in gara no? Le condizioni sono le stesse. Mi sembra un controsenso. Quando sento queste cose, mi pare di non capirci niente di moto...

Se Sparta piange, Atene non ride. La Ducati di Dovizioso e Hayden continua a soffrire il confronto con le grandi...

Sì, dopo le prime due gare in cui Dovizioso mi aveva fatto sperare per il meglio, almeno in prova, è arrivata la gara di ieri. Mi ha deluso, anche se lo giustifico, perché per contratto lui deve sviluppare la moto e per questo penserà di prendere meno colpi possibile. E in ogni caso, in così poco tempo non si può trasformare una moto da perdente in vincente. Vediamo cosa capita nei prossimi gran premi.

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