MotoGP

MotoGP, intervista a Marc Márquez: "Il mio talento? Penso sempre positivo"

A pochi giorni dall'inizio della stagione di MotoGp 2017, il campione catalano si racconta. E rivela quali piloti ingaggerebbe se fosse team manager

Marc Márquez

Cristina Marinoni

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Ventiquattro anni, cinque titoli vinti tra 125, Moto2 e MotoGP, campione del mondo in carica della classe regina: il Mondiale sta per cominciare (domenica in Qatar) e anche in questa stagione Marc Márquez è l'uomo da battere.

Il fuoriclasse di Cervera sente la pressione, ma ormai è abituato e dice: "Parto in condizioni migliori rispetto al 2016. Il mio obiettivo è conquistare il quarto titolo: fisicamente mi sento al 100 per cento e sono molto motivato. Tra palestra, bici e dirt-track, lavoro duro tutto l'inverno per essere competitivo".

Alleni anche la mente?
Sì, ma senza un training specifico: basta quello sulla moto. Perché il workout in sella non serve soltanto al fisico: migliora anche le abilità di pilota, come destrezza e riflessi, e la concentrazione.

Trascorri la maggior parte dell'anno in viaggio: cosa ti manca di più di casa?
La tranquillità e la vita normale; la famiglia e gli amici.

Cosa metti sempre in valigia?
Occhiali da sole, tappi per le orecchie e un libro. Oltre a portafogli, chiavi e telefono.

Per lavoro devi seguire una dieta ferrea: ti concedi qualche strappo alla regola?
Difficilmente. Mi piace mangiare sano e non sono particolarmente goloso. In più ho una fortuna: il riso, pane quotidiano per gli atleti, è il piatto che preferisco. Il mio menu fisso? Riso o pasta, carne, verdura e frutta.

Come ti rilassi durante i weekend di gara?
Rilassarsi è un'impresa, in quei giorni la tensione è sempre alta! Il mio team mi aiuta molto a staccare la spina, però; ecco perché trascorro molto tempo con i tecnici, nel box e fuori.

Quando sei lontano dai circuiti, invece?
Mi diverto ad allenarmi con mio fratello Álex (pilota della Moto2, campione del mondo della Moto3 nel 2014, ndr), esco con gli amici, ma sto anche volentieri a casa: guardo un film, gioco con i video game, chiacchiero con i miei genitori. Come tutti i ragazzi: non ho bisogno di organizzare programmi speciali.

Spese speciali ne fai?
Solo per le moto, la mia passione più grande. Le compro e acquisto i pezzi per quelle che ho.

Qual è il tuo talento, a parte essere un fenomeno in pista?
Sono sempre positivo: credo che un briciolo di ottimismo spinga a dare il massimo. Sia nelle situazioni complicate, quando c'è bisogno di caricarsi, sia quando non ci sono problemi.

Il titolo della MotoGp è il sogno di qualsiasi pilota e tu ne hai già vinti tre: hai altri desideri da realizzare?
Certo, sono giovane e sono tanti i traguardi che voglio raggiungere.

Hai 24 anni: tra 10 ti vedremo ancora sulla griglia di partenza?
È un po' presto per dirlo, ma spero proprio di sì.

Se fossi il team manager di una squadra, quali piloti ingaggeresti?
Valentino Rossi perché ha un'esperienza straordinaria e Dani Pedrosa: apprezzo il suo stile pulito.


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