MotoGP

Gp Olanda: vince Rossi, ma Marquez è tornato a ruggire

Sulla pista di Assen, il Dottore incassa il terzo successo della stagione e porta a 10 punti il vantaggio in classifica su Lorenzo (3°)

rossi

Dario Pelizzari

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Dopo un testa a testa infinito, Valentino Rossi riesce ad avere la meglio su Marc Marquez, che gli era stato vicinissimo per tutta la corsa. Jorge Lorenzo, terzo, chiude staccatissimo (14 secondi) dalla coppia che lo precede.

Rossi Rossi Rossi. Sulla pista di Assen, Valentino il Dottore suona la terza campanella della stagione al termine di una gara meravigliosa a stretto contatto con Marc Marquez, che lo tallona dallo spegnimento dei semafori e riesce addirittura a passarlo a sette giri dalla conclusione. Tempo quattro giri e il Dottore restituisce la cortesia all'esterno, dimostrando di averne di più, soprattutto nell'ultimo settore. All'ultima curva, l'emozione si fa tripudio. Il pilota spagnolo entra deciso all'interno e tocca leggermente sulla spalla del collega italiano, che è costretto a tagliare la curva. Nel box Honda saltano sulla sedia e scagliano fulmini all'indirizzo dell'avversario, che nel frattempo taglia il traguardo e ricomincia a fare festa. Per la terza corsa del campionato. E' tutto regolare. Rossi ha vinto. Rossi c'è. "La sicurezza, quando lotti con Marquez, è che una carenata prima o poi la prendi", spiega il pesarese sfoderando un sorriso grande così a chi gli chiede notizia dell'arrembaggio finale. La chicca da brindisi? Per arrivare davanti a tutti è... partito davanti a tutti. Dalla pole, come non gli riusciva da 18 gran premi. Rossi cambia e incanta. E vince.  

 

Una corsa, due numeri uno. Sì, perché se è vero che il Dottore ha dimostrato ancora una volta di aver ritrovato il piglio dei giorni migliori, quando beltà splendea negli occhi suoi ridenti e fuggitivi, ad Assen fa festa anche Marquez, che con il telaio 2014 è tutta un'altra cosa. Più veloce, più brillante, ma soprattutto più sicuro nei movimenti e negli ingressi in curva. Per fare un passo in avanti e mettersi alle spalle un periodo nerissimo, il campione del mondo in carica ha scelto di appoggiarsi al passato e alla consuetudine. Esame superato a pieni voti. Occhio a Marquez nelle prossime gare, l'extraterrestre non scherza più.

Se Jorge Lorenzo potesse cancellare una gara dal calendario mondiale, la scelta ricadrebbe molto probabilmente proprio su Assen, una pista che gli ha regalato più guai che fortune. E' andata così anche questa volta. Partito ottavo per incomprensioni più o meno evidenti con le gomme Bridgestone fa il missile alla partenza e alla prima curva ne passa cinque, con l'obiettivo di mettere nel mirino Rossi e Marquez nell'attesa che accada qualcosa. Giro dopo giro, il qualcosa capita a lui, che fatica e non poco a stare al passo della coppia che lo precede. E il distacco, da leggero al giro numero 6 (un secondo) diventa pesantissimo sul traguardo: + 14.576. Lorenzo infilzato come una sardina. E super abbacchiato per aver perso 9 punti nella sfida con il suo compagno di squadra. Dopo quattro vittorie di fila, lo stop che tiene aperto il campionato e restituisce entusiasmo e fiducia al Valentino di Tavullia. 

Dani Pedrosa? La sfortuna, prima di tutto. Brillante nelle qualifiche, pareva aver ripreso confidenza con la sua Honda dopo la pausa forzata per via del braccio dolorante. Partiva quarto, le premesse per fare una bella gara c'erano tutte. Poi, il warm up. Pedrosa cade e rimedia contusioni varie al pollice e al dito medio. Roba da prendere un biglietto di sola andata per Lourdes nella speranza che il vento cambi. Si spengono i semafori e fa quello che può (8°), inghiottito nel gruppone che guarda da lontano la Ducati di Iannone. Già, l'Andrea abruzzese tira fuori del cilindro un'altra corsa delle sue, arrembante e concretissima. Al contrario di Dovizioso, che ha perso contatto con il compagno di scuderia nei giri finali e mette in archivio il terzo capitombolo di fila: arriverà 12°, lontano, anzi, di più. La Desmosedici ha problemi di grip e di trazione. Pure se il nuovo telaio pare abbia convinto entrambi i piloti. "Guai di gioventù - aveva detto Iannone dopo le qualifiche - abbiamo bisogno di ancora un po' di tempo per essere efficaci". Velocissima nelle prime gare, la Ducati sta attraversando un momento di assestamento. Capita. Anche nelle migliori famiglie.

La classifica finale del Gp d'Olanda
(prime dieci posizioni)

1° Rossi (Yamaha), 2° Marquez (Honda), 3° Lorenzo (Yamaha), 4° Iannone (Ducati), 5° Pol Espargaro (Yamaha), 6° Crutchlow (Honda), 7° Smith (Yamaha), 8° Pedrosa (Honda), 9° Aleix Espargaro (Suzuki), 10° Viñales (Susuzki).

Classifica generale piloti
(prime dieci posizioni)

1° Rossi, 163 punti; 2° Lorenzo, 153; 3° Iannone, 107; 4° Marquez, 89; 5° Dovizioso, 87; 6° Smith, 77; 7° Crutchlow, 57; 8° P. Espargaro, 56; 9° Viñales, 52; 10° Pedrosa, 47.

Prossima gara: 12 luglio, Gp della Germania sulla pista del Sachsenring.

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