MotoGP

Ducati, con Lorenzo il titolo mondiale è possibile

Il pilota maiorchino correrà con la casa di Borgo Panigale per il biennio 2017-18. L'obiettivo: riuscire dove Rossi non è riuscito

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Dario Pelizzari

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Jorge Lorenzo ha detto basta alla Yamaha per fare sua la causa Ducati. Venticinque milioni di euro, due anni di contratto. La nuova avventura del cinque volte campione del mondo nella terra dei tortellini inizierà ufficialmente nel marzo 2017 con la prima gara del campionato che verrà. Undici mesi undici di attesa. Storie di MotoGp, è la consuetudine fatta regola. Si scoprono tutte le carte quando la partita è appena iniziata. La chiamano programmazione: felici tutti, anzi, pochissimi. 

 

Lorenzo lascia la Yamaha dopo nove anni di corse e rincorse che hanno prodotto fin qui 41 vittorie, 99 podi e 3 titoli perché altro non avrebbe potuto e voluto fare. La convivenza con Valentino Rossi, lo Zingarelli del motomondiale, il pilota senza il quale la MotoGp respirerebbe a fatica, aveva ormai raggiunto livelli di guardia. Rivedere per credere i titoli di coda del 2015, quando la tensione tra i due fuori e dentro la pista si era trasformata in una lotta senza fine e senza prigionieri. L'esito è noto: vinceva Rossi, ha vinto Lorenzo. Con l'appoggio più o meno condizionato e condizionante di quel Marc Marquez che in pochi mesi ha lasciato per strada a torto o a ragione una fetta importante dei suoi estimatori.

Intascato il titolo, il pilota maiorchino è passato alla cassa per riscuotere i crediti di un talento travolgente. La Yamaha non si è tirata indietro: ecco il contratto che vale l'ennesimo rinnovo. Proposto a lui come al Dottore, che però l'ha rispedito al mittente firmato in un amen, forse meno. Lorenzo non ha gradito e ha dato così forma e sostanza all'amicizia che da anni lo lega a Gigi Dall'Igna, numero uno Ducati. L'obiettivo dell'intesa, uno e uno soltanto: vincere e vinceremo.

"Per andare in Ducati ci vogliono le palle", aveva detto Rossi in direzione del compagno di squadra, sollecitandolo ad accettare una sfida che al Vale nazionale aveva provocato nel biennio 2011-2012 un carico pesantissimo di noie e fastidi. Lorenzo non si è fatto pregare. Ha chiesto rassicurazioni in merito al programma di sviluppo della scuderia di Borgo Panigale e ha rotto gli indugi, mettendo nero su bianco quella che potrebbe diventare la sua vendetta più dolce: riuscire dove Rossi non è riuscito. Ovvero, conquistare un mondiale in sella a una moto che non porta a casa un trionfo mondiale dal 2007 (Casey Stoner, oggi collaudatore Ducati). Ci riuscirà?

A giudicare dai grandissimi passi in avanti compiuti dalla casa tricolore con l'avvento di Dall'Igna l'impresa non è affatto impossibile. Le prime tre gare del campionato 2016 lo dimostrano. La Desmosedici non ha rivali sul rettilineo. E' veloce, velocissima, più della Yamaha, più della Honda. Vero, soffre ancora all'ingresso e alle uscite delle curve, ma considerando il grande lavoro che è stato fatto fin qui è legittimo attendersi a stretto giro di posta un cambio di passo radicale, forse definitivo. Ci crede dall'Igna, ci crede Lorenzo. Che da qui al rompete le righe di Valencia (13 novembre) farà certamente di tutto e pure di più per iniziare la nuova avventura in rosso con un'altra medaglia sul petto.

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