MotoGP

Chi era Luis Salom, il pilota di Moto2 morto a Barcellona

Vicecampione del mondo della Moto3 nel 2013, il 24enne spagnolo era un perfezionista. Il ricordo di quella volta al Mugello...

luis salom

Dario Pelizzari

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Aveva appena messo tutti in fila al Mugello per la prima volta nella sua giovanissima carriera, roba che al suo posto molti suoi colleghi avrebbero fatto festa per almeno un paio di giorni. Ma lui no, serio e composto come il più navigato dei trapezzisti del motore parlava fitto con i suoi tecnici per dargli conto dei più e dei meno della gara. Perché, certo, aveva vinto la sua seconda corsa stagionale, la quarta in sella al motomondiale, ma per chi vuole andare lontano il tempo scorre spesso più velocemente degli altri: questione di profumi, di sospiri, di intenzioni. Era la sera del 2 giugno 2013 e nel dehor dell'albergo di Ronta di Mugello Luis Salom - il pilota spagnolo della Moto2 morto nel corso delle libere del Gp di Catalogna - sistemava le pedine di un futuro che prometteva benissimo. 

 

Quell'anno Salom vinse più di tutti: sette gare su 17. Ma non fu sufficiente per scalare la vetta del mondiale della Moto3. La spuntò Maverick Viñales, prossimo compagno di squadra di Valentino Rossi in Yamaha. Primo Viñales, secondo Alex Rins, terzo Salom, il prodigio di Palma di Maiorca, come Jorge Lorenzo. Veloce tra i velocissimi. Tempo qualche mese e arriva la promozione, conquistata gara dopo gara, pista dopo pista. Dalla Moto3 alla Moto2, dalla KTM alla Kalex. Altra giro, altra corsa. Altra avventura, che Luis condivide nel team Pons Hp 40 con Maverick il fulmine. Il passaggio di categoria non è una cosa da nulla. Salom raggiunge il podio in due occasioni due: Termas de Rio Hondo (3°) e Mugello (2°). Per il resto, tante rincorse e poca gloria. Viñales chiude al terzo posto, Salom all'ottavo.

Nel 2015 condivide il box con Rins, l'altra promessa spagnola del motomondiale che corre e si fa strada. Ma le speranze rimangono nel cassetto. Perché Salom è veloce, gli altri di più. A fine campionato, il saldo tocca quota 80 punti, contro gli 85 della stagione precedente. Una mezza delusione, da spazzare via appena possibile con un rilancio in grande stile. Che prende forma in gara uno del 2016. Luis cambia team, passa al SAG, e si fa subito grande in Qatar. Vince lo svizzero Thomas Lüthi, che precede sul traguardo Salom e Simone Corsi. La premessa migliore prima di un seguito in chiaroscuro. La sequenza: 15°, quindi 13°, 9°, 10° e l'incidente al Mugello che lo costringe al ritiro al giro otto. A Barcellona, la tragedia. L'impatto con le protezioni, la moto che lo travolge, la bandiera rossa, l'ambulanza, l'elicottero. L'attesa. Rotta dal comunicato della Dorna, che spezza il talento di un pilota di 24 enne alle prese con il proprio destino. Luis, non uno qualunque.

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