Biaggi: "Marquez? L'avevo detto, è un campione"

Per il sei volte campione del mondo, il pilota della Honda è un predestinato: "Rappresenta il volto nuovo della MotoGp. Il Mondiale? Per vincerlo serve l'esperienza" - le foto - il ritratto di Marquez -

MotoGp, Gp delle Americhe - Marquez e Lorenzo 3

La stretta di mano a fine gara tra Marquez e Lorenzo – Credits: EPA/PAUL BUCK

Dario Pelizzari

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"I più esperti come noi sapevano già che Marquez aveva un grande potenziale. Dallo scorso inverno. Ha preso in mano una MotoGp ed è andato subito molto forte - spiega Max Biaggi a panorama.it -. Ho sempre detto che mi aspettavo una sua vittoria nelle prime quattro o cinque gare. Bene, è successo. L'Honda ha fatto un ottimo lavoro e lui, Marquez, rappresenta il volto nuovo della MotoGp. Una realtà a tutti gli effetti".

Quali i punti di contatto tra il Biaggi corridore e il Marquez di oggi?

Difficile fare dei confronti, perché si parla di tempi molto diversi. Io ho debuttato con una vittoria nella 500 (ndr, Gp del Giappone 1998), ci fosse riuscito anche lui dopo 15 anni, be', ne sarei stato felicissimo.  

Il giovane pilota spagnolo ha già i numeri per lottare per il Mondiale?

Potenzialmente, sì. Certo che sì. Realisticamente, però, tutto dipende dalla continuità che riuscirà a dimostrare da qui alla fine della stagione. E' un campionato lungo e difficile. Gli errori sono dietro l'angolo e basta saltare una gara per perdere di vista la vetta della classifica. E' un pilota destinato a diventare un campione, ma gli manca ancora l'esperienza necessaria per conquistare il titolo.

Il consiglio del veterano Biaggi all'esordiente Marquez? Si dice spesso che i giovani fenomeni corrono il rischio di bruciarsi se non prestano attenzione ai suggerimenti di chi ha vinto tanto...

Marquez non corre più il rischio di bruciarsi. Si è già affermato e ha risposto al meglio alle aspettative che c'erano su di lui. La parte più difficile l'ha già passata. Ora non può che correre più rilassato. Anzi, da qui in avanti potrebbe dare il meglio di sé.

Crede che tra Valentino Rossi e Marc Marquez ci sia stato a Losail l'ideale passaggio di consegne tra numeri uno?

Tutte chiacchiere. Il Mondiale della MotoGp è uno sport individuale. E' sempre uno contro tutti. Marquez è riuscito a fare una grande cosa e questo soltanto perché è forte e aveva tutti i numeri per farla.  Il resto conta poco.

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