MotoGp: Lucchinelli assegna gli Oscar 2013
Mirco Lazzari gp/Getty Images
MotoGp: Lucchinelli assegna gli Oscar 2013
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MotoGp: Lucchinelli assegna gli Oscar 2013

L'ex campione del mondo della 500 dice la sua sui grandi protagonisti della stagione. Ce n'è per tutti. Anche per Valentino Rossi, la Ducati e Cal Crutchlow

La stagione della MotoGp si è conclusa con l'entusiasmo senza fine del giovane extraterrestre Marc Marquez, un fuoriclasse che ha centrato alla prima occasione il traguardo più ambito per chi corre sulle due ruote, la delusione di Jorge Lorenzo, protagonista sino all'ultimo di una rimonta che fino a un paio di mesi fa sembrava per lo meno improbabile, e i nuovi colpi di coda di Valentino Rossi, pronto più che mai a rilanciare le proprie quotazioni tra i grandi. La Ducati aspetta e spera. E nel frattempo cambia tutto, o quasi. Dal pilota (Crutchlow al posto di Hayden) al direttore generale del settore corse (fuori Gobmeier, dentro Dall'Igna). Tempo qualche mese e si ricomincia. Non prima però di aver chiuso i conti con il campionato 2013. Ecco a chi vanno assegnati gli Oscar dell'anno secondo il giudizio di Marco Lucchinelli, ex campionissimo della classe regina.

Oscar al miglior pilota

“Bella lotta tra Marquez e Lorenzo, entrambi grandissimi, pure se per ragioni diverse. Se devo scegliere, dico Marquez, perché è giovane e il futuro è tutto suo. E' l'unico che potrebbe fare quello che ha fatto Valentino. Ha 20 anni, va forte, cos'altro si può chiedere da un pilota che ha appena vinto un mondiale? Quest'anno ho avuto la conferma che il tempo passa e che la classe regina è molto diversa da quella che frequentavo io. Per intendersi, io a 20 anni ho fatto la mia prima gara, Marquez alla stessa età ha vinto il titolo. C'è poco da fare, i giovani di oggi diventano grandi più i fretta”.

Oscar al miglior pilota non protagonista

“Troppo facile, dico Lorenzo. Ad oggi è il più preciso tra i piloti della MotoGp, è una macchina. E' come vedere guidare Valentino nei momenti migliori. Non sbaglia mai, è veramente grande. Chissà cosa avrebbe fatto in sella alla Honda di Marquez”.

Oscar al miglior giovane

“Eccoci, ci risiamo. Come facciamo a non assegnare anche questa categoria a Marquez? Sì, è vero, potrei dire Petrucci, ma in realtà che cosa ha davvero raccolto quest'anno? Il problema è che in Spagna riservano un trattamento di cortesia ai giovani piloti promettenti. Perché se a Marquez avessero dato in mano una Ducati, non avrebbe vinto niente, lo sappiamo tutti. Bene, dovrebbero cominciare a essere più propositivi anche nei confronti dei piloti italiani. Che meritano di avere una chance con una moto che corre come si deve. Altrimenti, perdono tempo e non raccolgono nulla. E aggiungo che un pilota come Hayden dovrebbero lasciarlo a casa. E' bravo e bello, pure troppo per correre in moto, però è mille anni che guida una moto ufficiale. Perché non lasciare posto ai giovani?”.

Oscar alla migliore moto

“Qui non posso proprio scegliere. Metterei alla pari Honda e Yamaha. Si dice che quest'ultima sia meno veloce, ma i numeri dicono che la coppia Pedrosa-Marquez ha vinto quanto la coppia Rossi-Lorenzo, 9 gare. Insomma, credo che le moto alla fine si equivalgano. Su alcune piste andrà meglio una e su altre capiterà il contrario. Ma non c'è tutta quella differenza di cui si parla”.

Oscar al miglior sorpasso

“Nel corso della stagione ce ne sono stati tanti che meriterebbero di essere ricordati. A me fa piacere sottolineare i tanti sorpassi di Lorenzo nell'ultima gara a Valencia. Per la determinazione, la grinta e il talento. Non si è mai tirato indietro, anche se sapeva che il titolo sarebbe andato quasi certamente a Marquez”.

Oscar alla carriera

“Non posso che dire Valentino Rossi. E' stato un grandissimo campione. Lo è ancora, ma gli anni passano per tutti, anche per un fuoriclasse come lui. Il vero guaio è che siamo stati abituati bene con Vale. Nelle stagioni d'oro, vinceva spesso e volentieri. Ora arriva quarto e ci lamentiamo tutti, ma dobbiamo ricordare che sarebbero in tanti a voler essere il suo posto. Cosa ne penso della sua decisione di dare il benservito allo storico capo-meccanico Burgess per fare posto a Galbusera? Stimo Galbusera, lo conosco e credo che sia una bravissima persona, però non credo che possa davvero stravolgere le cose. Arrivati a un certo punto, pur di ritrovare la strada perduta, ci si attacca un po' a tutto. Se Burgess è stato bravo per tanti anni non può essere diventato una mezza cartuccia negli ultimi mesi. Trentatré anni sono sempre trentatré anni. Non ci fossero Marquez e Lorenzo, Valentino potrebbe correre fino a sessanta. Ma ci sono e quindi bisogna pensarla diversamente”.

Fine dei premi, questione Ducati. Sarà la volta buona?

“Dall'Igna ha fatto benissimo in Aprilia, potrà dire la sua anche in Ducati. Certo, se al vertice di Borgo Panigale ci fossero ancora i fratelli Castiglioni una cosa simile non sarebbe mai potuta succedere. Un ex dipendente Aprilia in Ducati? Manco per sogno. Crutchlow? No, è una scelta che non condivido. Per prendere lui, potevano tenersi stretto Hayden, che almeno spacca meno moto. Io finché non ho vinto il mondiale, non ho badato ai soldi. Lui, sì. Ha lasciato una super moto per passare alla Ducati in un progetto che è ancora tutto da definire. Perché l'ha fatto? Per il denaro, naturalmente. Sì, sono proprio cambiati i tempi”.

@dario_pelizzari

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