Il freddo della Nord e l'addio di Moratti
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Il freddo della Nord e l'addio di Moratti
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Il freddo della Nord e l'addio di Moratti

L'ex presidente deluso dal saluto dei tifosi. Il precedente di Maldini e l'incapacità della Milano del calcio di salutare i suoi protagonisti - Thohir presidente dell'Inter

C’era qualcosa di profondamente sbagliato e ingiusto nel messaggio d’addio che la Curva Nord ha riservato a Moratti in occasione dell’ultima a San Siro da proprietario e presidente dell’Inter. Quello striscione chilometrico mostrato a lungo e che rappresentava il saluto all’uomo che, nel bene e nel male, negli ultimi 18 anni ha vissuto quasi unicamente per l’Inter e che, per fare grande questo club, ha speso un patrimonio difficile anche da quantificare perché il miliardo e mezzo di euro versato da Moratti in ricapitalizzazioni e coperture di deficit di bilancio ha pochi eguali nel mondo del calcio.

C’era qualcosa di profondamente ingiusto e le vicende delle ultime ore, con la scelta di Moratti di farsi da parte completamente senza accettare l’offerta di Thohir di rimanere alla presidenza, lo hanno evidenziato con forza. Quel messaggio d’addio, chiuso con un freddo “… in fondo le abbiamo voluto bene…” è stato percepito come irriconoscente dall’uomo che con le sue vittorie passa alla storia come il presidente più di successo della storia dell’Inter.

Bastava poco per spingere Moratti alla scelta di restare in sella, mettendoci la faccia e accompagnando davvero la transizione che non sarà né rapida né indolore. Lo stesso ex presidente lo ha spiegato bene, parlando della difficoltà di chi atterra alla guida di un club prestigioso e non conosce nulla delle dinamiche del calcio italiano ed europeo. Servivano l’esperienza e il carisma di Moratti? Certo che servivano, in prima fila, a metterci la faccia se necessario anche se il portafoglio ora sta da un’altra parte.

Bastava poco perché Moratti accettasse questo sacrificio: sarebbe servito che il suo ‘popolo’ glielo chiedesse compatto e riconoscente per quello che è stato. Invece no, si è preferito piegarsi alle logiche della valutazione del momento (non eccezionale) dimenticando il quadro complessivo. Quel messaggio d’addio era irriconoscente e sbagliato. La scelta di Moratti di farsi da parte è pericolosa per l’Inter e, in conclusione, è difficile pensare che salutando il suo presidente come uno passato di lì per caso i tifosi dell’Inter abbiano fatto il bene della società.

Capita, anche se le logiche non sempre sono facili da comprendere. L’addio freddo a Moratti ha ricordato il saluto riservato dai tifosi del Milan a Paolo Maldini. Se ne andava il capitano di mille battaglie e vittorie, trattato peggio di un traditore per beghe interne al mondo ultras. Cosa è successo dopo lo abbiamo visto. Sicuri che le curve esprimano sempre il pensiero di un intero popolo?

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