L'Inter, Moratti e Thohir: le cifre dell'affare

Ecco come un'operazione da un miliardo di euro è stata ridotta a circa 300 milioni. Tutto per renderla possibile - Chi è Erick Thohir - La fotostoria dell'Inter di Moratti - il sondaggio - CALCIOMERCATO IN DIRETTA

Massimo Moratti è presidente dell'Inter dal 25 febbraio 1995 – Credits: Getty Images Sport

Per cercare di capire cosa stia accadendo intorno e dentro l'Inter in queste settimane di fibrillazioni e trattative c'è un solo modo: seguire il filo dei soldi e delle parole, che spesso si intrecciano e ogni tanto disegnano traiettorie e progetti che durano lo spazio di qualche giorno per poi trasformarsi in qualcosa di diverso. Non tempo perso, ma passaggi obbligati per arrivare a una soluzione che ad oggi tutti i protagonisti di questa vicenda, a partire da Massimo Moratti ed Erick Thohir, ritengono l'epilogo logico e giusto.

Il punto di partenza, infatti, è che per Moratti l'ipotesi di uscire in maniera soft dall'Inter è una tentazione difficile da respingere. Dal febbraio 1995, giorno dell'acquisto da Ernesto Pellegrini, a oggi l'erede di Angelo Moratti ha speso di tasca sua oltre un miliardo di euro per coprire la quasi totali dei 1.160 milioni di euro di versamenti e aumenti di capitale che hanno garantito continuità all'azienda-Inter. Una montagna di soldi che ha tenuto in vita il sogno di ripetere le vittorie del padre e che è stata alimentata dai ricchi dividenti della Saras oltre che dai soldi incassati dalla quotazione in Borsa della primavera del 2006 finita anche sotto l'occhio della Procura di Milano.

Oggi che la crisi internazionale ha ridotto drasticamente il flusso di denaro dall'azienda di famiglia e il calcio è diventato un'avventura sempre più costosa e sempre meno vincente, con una società e una squadra da rifondare dopo il quinquennio di trionfi seguito a Calciopoli, Moratti si è trovato a un bivio in cui l'unica opzione da scegliere è condividere il peso economico dell'Inter e, se necessario, anche fare un passo indietro. Ecco perché Banca Lazard ha avuto l'incarico di cercare nuovi soci e compratori e - dopo i tentativi cinesi e russi - il magnate indonesiano Thohir ha avuto modo di iniziare una vera e propria trattativa per entrare nelle stanze di Corso Vittorio Emanuele.

Quanto vale oggi l'Inter? Secondo l'offerta di Thohir intorno ai 300 milioni di euro. Nel primo assalto (respinto) l'80% veniva valutato 260 milioni di euro con la possibilità di salire a 280-300 per la totalità delle azioni. Ora che Moratti ha aperto ma, per il momento, solo alla cessione di una quota di minoranza con vincolo a scendere sotto il 50% entro un paio di anni, la cifra sul tavolo è scesa intorno ai 120 milioni di euro che garantirebbero a Thohir di avere subito il 40% delle azioni e di poter mettere i suoi uomini nel cda lasciando però intatto il management almeno per le prossime stagioni.

La valutazione dell'Inter è uno dei nodi della trattativa. Moratti avrebbe preferito una cifra più vicina ai 400 milioni accreditati da Forbes che colloca l'Inter al 14° posto nella classifica mondiale per club. Ha pesato, però, la difficile situazione patrimoniale e di bilancio della società che ha chiuso il bilancio 2012-2013 in passivo (seppure ridotto rispetto al passato) e che nei prossimi dodici mesi vedrà ulteriormente contrarsi i ricavi causa mancata qualificazione alle competizioni europee. 

E' vero che in due anni i costi di gestione sono stati abbattuti di 80 milioni circa, soprattutto tagliando il monte ingaggi in maniera considerevole. Però la piena sostenibilità è legata al ritorno in Champions League che, in questo momento, rimane una speranza più che un progetto concreto. Poi c'è il capitolo dei debiti. Al 30 giugno 2012 pesavano sul bilancio per 458 milioni di euro con 155 milioni di crediti e un costo di circa 9 milioni all'anno per i soli interessi passivi. Il costo dello stipendio di un top player.

Fatti due conti significa che per rilevare il 100% dell'Inter (ammesso che Moratti fosse disponibile a cederlo) Thohir avrebbe dovuto immaginare un'operazione da circa un miliardo di euro: 300 per le azioni del club, circa 350 a copertura dei debiti e del passivo del bilancio appena chiuso (non necessariamente da spendere, ma da assumersi come nuova proprietà), non meno di 60-70 per il rilancio sul mercato e altri 200-250 per il nuovo stadio.

Ecco il filo dei soldi che porta a una delle svolte di questa trattativa sotterranea che ha pian piano avvicinato l'indonesiano a Moratti. La data della svolta è da collocare a fine maggio quando - come Panorama.it ha ricostruito - il presidente dell'Inter ha comunicato l'intenzione di non trattare più l'area vicina all'Expo per l'impianto di proprietà che da priorità assoluta, tanto da essere al centro dei colloqui con i cinesi e con la Mabetex, è diventato un progetto "non più al centro della trattativa anche per evitare speculazioni immobiliari" (Moratti, 26 giugno 2013 dopo il cda).

Non un progetto accantonato per sempre, ma ora subordinato all'idea di restare a San Siro rilevando insieme al Milan l'area dell'ippodromo da riconvertire in centro commerciale. Attenzione, al momento è solo un'idea che si scontra anche con le perplessità del Comune di Milano, ma è stato sufficiente per togliere dal tavolo dei colloqui con Thohir quello che si stava trasformando in un ostacolo più che in un'opportunità. Ora Moratti può parlare di progetti e idee per la gestione della società, chiedere e ottenere garanzie su una sua permanenza sul tavolo delle decisioni che contano e, allo stesso tempo, la portata dell'affare si è ridotta sensibilmente.

Chi subentra (Thohir) continua a puntare alla maggioranza del club, ma ora le cifre sono nettamente differenti rispetto a un mese fa e l'operazione è più semplice da portare a compimento. Quanto costa? Tolto lo stadio e ragionando in proporzione su debiti e aumenti di capitale da un miliardo di euro si è scesi a circa 300 milioni necessari per rilevare le quote (120 milioni circa per il 40%), prendersi carico dei debiti (circa 120-130 milioni) e ipotizzare un investimento importante sul mercato. Moratti continua a parlare di "progetti per il bene dell'Inter" e certamente resterà centrale nella gestione delle prossime stagioni, con o senza socio indonesiano.

Però pensare a una coabitazione che si allunghi oltre i termini ragionevoli di un passaggio di consegne è quasi impossibile. Thohir vuole entrare e guidare il club. Da subito mettendo i suoi uomini nel cda (6 su 14) e in seguito intervenendo anche sul management. Quando? Difficile dirlo, così come oggi è quasi impossibile scrivere quale sarà alla fine la quotazione dell'Inter. Perché Moratti e Thohir la faranno insieme nel momento del passaggio delle consegne e quanto più la squadra avrà ripreso a vincere nei prossimi mesi, tanto più alto sarà il suo valore. Oppure viceversa.

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