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ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
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Morata, l'uomo della notte: vittoria (e record) contro il Siviglia

Spagnolo senza freni in Champions League: quinto gol nelle ultime 5 come Del Piero. E Allegri allontana la crisi...

Alex Del Piero aveva vent'anni quando mise in fila la striscia di gol consecutivi in partite della Champions League. Cinque su cinque contro Borussia Dortmund, Rangers Glasgow e Steaua Bucarest. Roba da gironi di qualificazione. Alvaro Morata l'ha eguagliato nella notte più difficile e importante, aiutando la Juventus a mettersi alle spalle la crisi e a ipotecare il passaggio di turno nel girone. La legge di Alvaro (una rete ogni 188' in Champions) è la legge della Juve in Europa, dove i bianconeri non perdono da 10 gare (7 vittorie e 3 pareggi) e hanno una continuità e dimensione ben diversa rispetto a quella italiana.

Il successo contro il Siviglia è meritato e va bel oltre il 2-0 finale firmato dalla prodezza di Morata e dal contropiede a tempo quasi scaduto di Zaza. Lucida, tosta, organizzata e blindata nella fase difensiva: la squadra di Allegri è parsa altra cosa da quella tremebonda del campionato e la classifica del gruppo dopo 180 minuti è qualcosa che nemmeno i più ottimisti potevano sperare. Il blitz faticoso del Manchester City a Moenchengladbach (Aguero al 90' su rigore dopo la grande paura) consegna il primato ad Allegri e due partite contro i tedeschi per completare l'opera.

Allegri e la scelta dei migliori: tutti in campo

Il segnale che sarebbe stata una notte diversa l'ha dato per primo Allegri scegliendo con cura gli undici titolari. Niente spazio a rincalzi e promossi fuori ruolo: dentro i migliori anche a costo di rischiare qualcosa. Un 4-3-3 molto flessibile con Cuadrado libero di fare danni a destra, Hernanes play basso e il ritorno di Khedira al calcio giocato. Il tedesco è piaciuto e vederlo in campo ha aumentato i rimpianti per il primo mese passato a recuperare l'infortunio muscolare estivo.

Il risultato del mix di Allegri è stata una partita di grande personalità, come se la crisi non fosse mai esistita. Il gol record di Morata è parso casuale per dinamica, nel senso che la difesa del Siviglia è stata tutt'altro che irreprensibile sul cross di Barzagli, ma ha chiuso in realtà un periodo di dominio bianconero e consentito di andare al riposo lasciandosi alle spalle i fantasmi di un'altra partita stregata con tante conclusioni e poca concretezza. Poi il copione non è cambiato e l'intensità non è calata: nessun errore ha rimesso in gioco gli spagnoli.

Adesso serve la prova della maturità

Se Allegri aveva due partite per rendere salda la sua panchina, bisogna dire che l'impresa è compiuta a metà. Quella che manca, però, è paradossalmente più difficie e incerta perchè se c'è una cosa in cui la Juve di questo inizio di stagione ha mostrato limiti è la personalità nelle gare più semplici. Solo così si possono giustificare gli stenti contro Udinese, Chievo e Frosinone quando hai sbancato Manchester e vinto bene a Marassi dove ti sei presentato con le spalle al muro.

Serve, insomma, la prova della maturità per poter dire che la vecchia Juve è tornata. Battere il Bologna prima della sosta è il test necessario non solo per ravvivare una classifica anemica come quasi mai in passato, ma per spazzare via ogni perplessità dall'orizzonte. La notte di Champions ha confortato Agnelli e Marotta nella scelta di fare quadrato intorno al tecnico nel momento più difficile: Max ha ancora in mano la bussola per orientare la Vecchia Signora fuori dalla notte. Il tempo, però, è quasi scaduto e il successo contro il Siviglia, da solo, potrebbe non essere sufficiente.

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