Mondiale Sbk 2013: la parola ai piloti

A poche ore dalle prime due gare della stagione, i piloti dicono la loro

Cristina Marinoni

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Davide Giugliano (Althea Racing) - “È la mia seconda stagione nelle derivate. Lo scorso anno il mio obiettivo era finire nella top 10 e mi sono piazzato decimo, il mio desiderio per il 2012 è tenere testa a tutti quei piloti che sono stati protagonisti degli ultimi campionati. Sarà un duro lavoro, ma sono molto fiducioso e l’esperienza che ho maturato fin qui mi tornerà utilissima. Per quanto riguarda la preparazione atletica, ho cambiato parecchio il mio allenamento: con il mio nuovo personal trainer ho trovato la giusta combinazione di esercizi che mi torneranno utili nel corso della stagione. Sono contento del gruppo e della moto: è una delle più veloci e complete del lotto, non a caso ha conquistato l’ultimo titolo!”.

Eugene Laverty (Aprilia Racing Team) - “Con una stagione di esperienza alle spalle, posso puntare a risultati importanti. Il mio obiettivo è vincere il Mondiale: per riuscirci, devo mantenere alto il livello delle prestazioni, in entrambi gli anni scorsi ho sofferto un inizio difficile. Dopo l’incidente di Phillip Island del 2012, finalmente la mia spalla destra è vicina al 100 per cento; con questo, non voglio trovare scuse, le cadute fanno parte del mestiere. Mi sono preparato bene durante l’inverno e nei primi test ho lavorato davvero tanto insieme al team per continuare lo sviluppo. La RSV4 è una moto da gara, non devo fare nessun compromesso: su queste due ruote tutto è possibile. La moto perfetta non esiste; però rispetto a un anno fa il pacchetto è più completo. Ora serve soltanto trovare l’assetto giusto per le condizioni intermedie”.

Sylvain Guintoli (Aprilia Racing Team) - “Questa è l’occasione più importante della mia carriera, salire sulla moto campione del mondo è un onore. Se avverto la pressione dell’eredità? No, la voglia di fare bene e dimostrare il mio valore supera ogni tensione. Dopo aver assaggiato il podio qualche volta l’anno scorso, quest’anno voglio provare a conquistarlo più spesso: non c’è sensazione migliore di salire su quei gradini. L’importante è capire esattamente le potenzialità della moto e del team; se sei un pilota, non devi mai esagerare con la fiducia, potrebbe essere doloroso… Di sicuro, la RSV4 è una bomba: mi ha impressionato quando ho spalancato il gas, va come una scheggia! Mi ha colpito per altre due qualità: l’immediata naturalezza nella guida - al manubrio mi sono trovato subito a mio agio, nonostante abbia sempre gareggiato con moto dalle caratteristiche molto diverse - e le regolazioni, che mi permettono di adattarla al mio stile. Ci sono alcuni dettagli da aggiustare ma restano top secret, l’unico che svelo non è tecnico. È una questione di chimica. Tra me, il team e la moto, la differenza sta tutta qui”.

Marco Melandri (BMW Motorrad GoldBet SBK Team) - “Avevo iniziato il Mondiale 2012 con l’obiettivo di vincere una gara, via via ho perso punti importanti e ho mancato il titolo, nonostante abbia provato a vincere fino all’ultima gara. In questa stagione voglio divertirmi e riprendere quello che ho lasciato per strada l’anno scorso. Devo fare meglio, devo provare a vincere il campionato. Fisicamente, a parte la spalla che non è ancora perfetta, sto molto bene, mi sono allenato tantissimo e l’ottima condizione atletica mi dà grande forza anche dal punto di vista mentale. La squadra in questi mesi ha dato il 110 per cento, siamo tutti determinati, motivati e il pacchetto è straordinario: la moto è molto reattiva, rapida, stabile, possiede una grande ciclistica e si adatta bene al mio stile. Abbiamo apportato piccole modifiche rispetto all’assetto dell’anno scorso perché non avrebbe avuto senso fare cambiamenti radicali, già funzionava bene; la rifinitura arriverà girando in pista. Però, con lo scopo di garantire la prestazione massima con i nuovi pneumatici da 17 pollici e migliorare guidabilità e motore abbiamo lavorato senza sosta”.

Chaz Davies (BMW Motorrad GoldBet SBK Team) - “Con la scuderia tedesca parto da zero, il mio sarà un lungo processo di apprendimento, tecnica, ciclistica, motore e tutto il resto, ma sono convinto che, dopo un paio di round, gestirò bene la moto: il pacchetto è ottimo. A partire dall’elettronica, molto sofisticata eppure semplice: è incredibile come la Bmw abbia realizzato un proprio sistema elettronico così buono in poco tempo. Le condizioni generali mi fanno ben sperare: durante l’inverno ho potenziato parecchio il fisico e il team costruttori - è la prima volta che faccio parte di uno - è super professionale e attento alle mie esigenze. Marco (Melandri, ndr) ha dimostrato nel 2012 il potenziale della moto, io mi impegnerò per metterlo a frutto. Il primo passo sta nell’adattare il mezzo a me, renderlo più maneggevole e docile”.

Leon Camier (Fixi Crescent Suzuki) - “Sono più fiducioso in confronto all’inizio del Mondiale 2012: io e i ragazzi del team abbiamo lavorato duro e non vedo l’ora di scendere in pista. Le prestazioni dell’elettronica e del motore non sono ancora perfette; il feeling con lo chassis, invece, è eccellente. Come con Jules (il compagno di squadra Cluzel, ndr): ha dimostrato subito di dare gas e, tappa dopo tappa, ci caricheremo a vicenda!”

Jules Cluzel (Fixi Crescent Suzuki) - “Sono felice di gareggiare in Wsbk in una scuderia prestigiosa come la Suzuki e sono soddisfatto della preparazione generale: alla moto, a me e al team darei un bel 9. La potenza, lo chassis e l’elettronica mi danno sicurezza: addirittura, mi riesce più semplice guidare questa moto rispetto a una di cilindrata inferiore. Leon (Camier, ndr) ormai ha una lunga esperienza in questa categoria e mi aiuterà a capirne i meccanismi e migliorare”.

Vittorio Iannuzzo (Grillini Dentalmatic SBK): “La preparazione fisica che ho affrontato in inverno mi ha consentito di acquisire fiducia anche a livello mentale: cercherò di portare una moto di un team privato tra le prime dieci in classifica e di ben figurare. Sono rimasto colpito dalla professionalità della squadra e della competitività della moto, in particolare per la grande potenza. La mia Bmw ha ancora ampi margini di miglioramento, specialmente nella ciclistica: non abbiamo svolto abbastanza test per provare i numerosi setting che abbiamo a disposizione".

Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) - “LA ZX10R è migliorata parecchio, adesso ci manca qualche dettaglio per ottenere il pacchetto migliore, primo tra tutti, allungare la vita degli pneumatici. Credo molto in me, nel team e nell’opportunità di concludere il Mondiale meglio dell’anno scorso, cioè vincerlo! Chi temo tra gli avversari? Non saprei, alla fine, corriamo tutti su due ruote”.

Loris Baz (Kawasaki Racing Team) - “Sono certo che, in sella alla ZX10R, mi divertirò come l’anno scorso, con in mente l’idea di riconfermare ciò che ho fatto e ricevere la stessa fiducia da parte della Kawasaki. Non sono presuntuoso, se dico che abbiamo grandi potenzialità. Credo che la mia moto non abbia rivali nel paddock: dobbiamo sistemare il grip davanti, per il resto, il pacchetto è validissimo già adesso che non abbiamo ancora raggiunto il 100 per cento delle sue risorse! Il gruppo è eccezionale e non ci risparmieremo: non si finisce mai di migliorare”.

Ivan Clementi (HTM Racing) - “Punto a piazzarmi nella top 10 perché il campionato è durissimo e voglio dimostrare le mie potenzialità. La moto deve ancora crescere ma possiede grandi qualità, la ciclistica, per esempio, ha fatto progressi notevoli: la nuova forcella rende le due ruote molto più rapide nei cambi di direzione e anche l’impostazione, totalmente diversa - serbatoio e sella sono differenti - richiede meno impegno nella gestione. Da aggiustare, invece, l’erogazione del motore: la potenza c’è eccome, soltanto che spesso diventa un problema scaricarla a terra e, se interviene troppo l’elettronica, non fa strada. Io, poi, ho bisogno di migliorare resistenza fisica e precisione in sella”.

Max Neuchirncher (MR-Racing): “Sono due i motivi per cui sono felice: correre di nuovo tra le derivate e far parte di un team tutto tedesco. Per guidare bene la nuova Panigale ho ancora un sacco da imparare - nei test invernali ho guidato la stock - e io stesso devo migliorare: devo trovare il setup giusto e andare veloce. La moto è forte e progredirà round dopo round, ne sono sicuro; credo che, a fine stagione, riusciremo a centrare la top ten”.

Jonathan Rea (Pata Honda World Superbike) - “Come ogni anno, punto a vincere il Mondiale o, almeno, ad arrivare tra i primi tre. Dobbiamo sviluppare la nuova elettronica; del resto sono soddisfatto, compresa la livrea, che mi piace tantissimo. La mia condizione fisica più che buona è frutto di un intenso programma di allenamento invernale e, per completare il giudizio positivo generale, aggiungo l’arrivo di Leon (Haslam, ndr). Ha cambiato diverse scuderie negli ultimi anni e si è fatto un’esperienza notevole nello sviluppo dell’elettronica e del motore”.

Leon Haslam (Pata Honda World Superbike) - “Tornare nella famiglia Honda è una soddisfazione enorme e quest’anno voglio vincere come non mai. Johnny (Rea, ndr) sarà il migliore punto di riferimento possibile: nessuno conosce la Honda meglio di lui, dopo tanti anni nel team. Ho molta fiducia nelle mie capacità - sto recuperando completamente dagli incidenti della scorsa stagione - e in quelle della moto: mancano alcuni dettagli allo sviluppo del motore e dobbiamo perfezionare la nuova elettronica, ma sia a motore sia a elettronica do il massimo dei voti”.

Federico Sandi (Pedercini Team) - “Al debutto nella categoria, come obiettivo mi pongo di entrare nei primi dieci della classifica generale. Anche se mi confronterò con piloti ufficiali e molto esperti, affronterò la difficoltà delle piste nuove e di correre due gare ogni domenica. Tuttavia, sono ottimista perché so che io e la squadra - lavorando sodo e mettendoci il massimo impegno - potremo toglierci molte soddisfazioni. L moto è ottima, mi ha colpito per l’agilità del telaio e il motore molto performante; devo trovare il feeling perfetto e migliorare la messa a punto per cucirmela su misura. Non è facile partire per il Mondiale con solo 300 km di test: gli altri piloti hanno disputato numerose prove, alcuni hanno superato i 2.000 km”.

Alexander Lundh (Pedercini Team) - “Dopo l’incidente di Magny Cours, sono tornato al pieno dell’efficienza e ho un buon feeling con il team e la moto. Credo che questa sia la categoria su misura per me - l’ho già sperimentata in quattro gare nel 2012 - e mi impegnerò per imparare a guidare la Kawasaki nel modo giusto: devo smettere di pensare che monto una 600! Come Federico, sono alla prima stagione e sono sicuro che ci daremo una mano nel box”.

Michel Fabrizio (Red Devils Roma) - “Quest’anno cercherò di recuperare il tempo perduto nelle ultime due stagioni in cui, per vari motivi, non sono riuscito a esprimere tutto il mio potenziale. Mi piacerebbe stare costantemente nei primi cinque, in gara e in classifica. Non è un fattore singolo a rendermi ottimista per il Mondiale ma l’insieme: io sono pronto e faccio parte di una squadra che, come me, mira a grandi risultati. Fisicamente sono a posto e mi sono allenato molto; mentalmente, va ancora meglio perché sono carico e molto determinato. Della RSV4 cosa posso dire, se non che è la moto campione del mondo? Quando l’ho provata a Jerez, a novembre, sono andato subito forte: riesco a sfruttarne le qualità e a guidarla come preferisco. Trovo eccellenti stabilità, erogazione e potenza e penso che sia quasi al top: non esistono punti nei quali debba essere migliorata. Certo, le altre case non stanno a guardare, per cui spero di ricevere durante l’anno gli aggiornamenti che mi consentiranno di essere competitivo.

Carlos Checa (Team SBK Ducati Alstare) - “Il mio obiettivo? Sempre lo stesso: migliorare. In modo da essere soddisfatto di me stesso a fine campionato. Questa stagione rappresenta una grande sfida per me, probabilmente sarà una delle più dure della mia carriera. La moto è nuova, il team pure e c’è molto da capire, prima di diventare competitivi, ma sono entusiasta di questo progetto - completamente diverso dai precedenti - e darò il massimo. Da mettere a punto c’è ancora il motore, che ha bisogno di maggiore potenza in particolare in uscita di curva, e l’erogazione della potenza può diventare un problema in alcune zone della pista. Lo chassis non è un problema perché… Non c’è! Di conseguenza, dobbiamo lavorare sulla maneggevolezza della moto in una maniera tutta nuova e senza nessun dato di riferimento: ciò significa che ogni tracciato rappresenterà un’incognita. In più, quest’anno gli pneumatici sono da 17 pollici e la moto risulta più rigida; bisognerà trovare un setting di base da cui partire. Anche il software e l’elettronica sono nuove: insomma, dovremo tutti rimboccarci le maniche perché c’è un sacco da imparare. Velocemente!”.

Ayrton Badovini (Team SBK Ducati Alstare) - “Nella nuova squadra mi sento a mio agio e tranquillo. La serenità per un pilota equivale a decimi di secondo e io sono mentalmente pronto alla sfida; mi sono preparato tanto in questi mesi. Quest’anno mi servirà per vedere quanto veramente valgo e dimostrare di essere degno di guidare per il team Ducati Alstare; voglio crescere durante la stagione e contribuire allo sviluppo della moto per cercare la riconferma nel 2014. La casa di Borgo Paniganale in Superbike è sempre stata tra le più competitive; se poi aggiungiamo il marchio Alstare, non posso che essere ottimista! Nella moto ripongo la massima fiducia: è giovane e quindi dovrà crescere, migliorare, essere sviluppata in ogni aspetto, ma il punto di partenza mi sembra ottimo. Sono entusiasta delle infinite possibilità di regolazioni sulla ciclistica. Una volta trovata la giusta base, potremo intervenire con delle micro mosse per trovare il limite”.

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