Moggi: "Grazie Agnelli. Il perdono? Ce l'aveva con l'Inter..."
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Moggi: "Grazie Agnelli. Il perdono? Ce l'aveva con l'Inter..."
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Moggi: "Grazie Agnelli. Il perdono? Ce l'aveva con l'Inter..."

L'ex dg della Juventus dopo le parole del presidente che hanno riacceso il dibattito su Calciopoli

E' un buon sabato per Luciano Moggi. Sui giornali le considerazioni di Andrea Agnelli su Calciopoli e dintorni, le parole al miele verso il vecchio dirigente ("Luciano è stata una parte bella della nostra storia") e l'accenno alla possibilità del "perdono" che ha acceso il dibattito. Cosa voleva dire il presidente della Juventus a 8 anni di distanza dalla rovente estate del 2006? Perdonare significa ammettere un comportamento non lecito, seppure richiamando anche le responsabilità degli altri? O si è trattato solo di un passaggio del duro attacco riservato, come tradizione, all'Inter che quello scudetto se lo è cucito sulle maglie? Moggi non ha dubbi e lo spiega in un colloquio con Panorama.it che parte proprio da qui. Dall'accusa all'Inter e dalla soddisfazione per la carezza che Agnelli gli ha riservato.

Buongiorno Moggi, Agnelli ieri ha detto che si può perdonarla...

"Cerchiamo di non fare confusione. Ringrazio Agnelli quando dice che Moggi rappresenta una parte bella e importante della nostra storia. E' una delle poche volta in cui mi sono sentito dire una cosa del genere"

Poi c'è la parte sul perdono, però...

"Bisogna stare attenti. La maggior parte dei giornali hanno estrapolato il discorso del perdono e fatto il titolo, altrimenti non gli era stata data importantanza. Però bisogna leggere bene quello che ha detto Agnelli. C'era un sistema in Italia, c'erano le cene di Natale tra dirigenti e arbitri organizzate dalla stessa Federazione ad esempio, e quando parla di questa cosa spiega che era un sistema ammesso, che usavano le 20 società. Ha detto. "Noi possiamo perdonare Moggi ma non chi si è messo uno scudetto in tasca senza averlo vinto", ecco cosa ha detto. Se poi si vuole prendere la frase senza il contesto...".

Non ce l'aveva con lei?

"Ha detto che chi si è messo in tasca uno scudetto non si può perdonare. Quindi Moggi si può e l'Inter no"

La parola perdono evoca il riconoscimento di qualcosa di scorretto

"No. Quando parla del paese cattolico con il perdono d'obbligo, va subito sull'Inter. Dobbiamo guardare tutto quello che ha detto per dare un senso al discorso. Moggi non ha bisogno di perdono perché non ha fatto nulla di male. Le motivazioni del processo dicono che il campionato era regolare, i sorteggi non truccati e le comunicazioni con i designatori non esclusive, le partite non alterate. Di che perdono c'è bisogno?".

Le motivazioni dicono anche che ci sono prove dell'esistenza di una rete e di un'associazione. A gennaio toccherà alla Cassazione...

"Tutti dicono condannato, ma la parola condannato si usa dopo il terzo grado, quando la sentenza passa in giudicato"

Lei si aspetta che la Juventus faccia riaprire i processi sportivi?

"Non lo so"

Dovrebbe farlo?

"Io prendo atto delle parole di Andrea che dice che Moggi è stata una parte bella e importante della storia della Juventus. Questo interessa a me e non altro. Che poi i giornali facciano il titolo sul perdono o altro non mi importa"

Ad Agnelli chiedevano se era opportuna una sua presenza allo Juventus Stadium. Le dà fastidio?

"Perché non dovrei andarci? Non capisco nemmeno perché un giornale importante come il Financial Times si prenda a cuore questa cosa. Vogliono forse pagarmi i biglietti? Cosa interessa in Inghilterra se io vado allo stadio o no a vedere la Juve?"


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