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Misano di fine stagione

La stagione si chiude in bellezza con la tre giorni agonistica sul Misano World Circuit Marco Simoncelli organizzata dalla tedesca Actionbike

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Luciano Lombardi

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Dopo 2 mila km macinati, 400 litri di benzina bruciati, e una decina di treni di gomme consumati, siamo di nuovo on track

Eravamo partiti proprio da qui, dal Misano World Circuit Marco Simoncelli, lo scorso aprile, per lo shakedown di questa stagione agonistica cominciata in una maniera così particolare, tra il cambio di cilindrata - da 600 a 1000 - e la tipologia del mezzo, "nudo" e col manubrio alto anziché il classico carenato con i semimanubri.

Dopo una mezza dozzina di bandiere a scacchi, quasi 2.000 km di pista percorsi, 400 litri di benzina bruciati, una decina di treni di pneumatici consumati e una quinta posizione assoluta di campionato, siamo di nuovo qui ad appoggiare le gomme sullo strato invisibile di salsedine di questo tracciato immerso nella terra de mutor.

L'occasione ci viene offerta nuovamente da Actionbike, l'organizzatore tedesco che ha ospitato nei suoi eventi l'European Motorcycle Cup (EMC), il Campionato a cui ho partecipato in veste di pilota-narratore.

La formula con cui la tre giorni agonistica è strutturata è la medesima che ha caratterizzato tutte le tappe dell'EMC, ovvero, prove, qualifiche e gare, con le prime due modalità organizzate per gruppi nei quali i piloti hanno tempi sul giro simili, con tutto ciò che di positivo ne consegue in termini di sicurezza in pista.

 

DAY 1

Giusto il tempo di firmare le liberatorie e fissare il transponder al telaio della nostra Aprilia Tuono V4 Aprc ed è già ora di entrare in pista per il primo turno della giornata.

Nonostante il sole sia sorto da poco, l'asfalto è sufficientemente caldo per tirare fin da subito. E così facciamo, arrivando alla fine della mattinata già molto vicini allo stesso best segnato al termine dello scorso weekend di gara su questo stesso tracciato.

 

Al momento di rimaneggiare i gruppi restiamo nel B, il secondo in ordine crescente di velocità, davanti al C e dietro ad A2 e A1 e per tutto il pomeriggio continueremo a migliorare "ingarellandoci" con Vittorio Bassi, l'amico e collega che, in sella alla sua MV Agusta F3, ha deciso di cominciare proprio da qui la sua avventura nel mondo dei campionati amatoriali.

I giochi, purtroppo, durano il tempo di qualche ora, cioè fino al momento in cui, sul circuito fanno capolino i nuvoloni neri prima e la pioggia poi. E siamo proprio all'approssimarsi delle gare, pardon, dei pareggiamenti, ovvero le competizioni in cui i piloti partono dalla pit lane, fanno un giro lanciato e poi si cimentano nella vera e propria gara, la cui classifica finale verrà compilata sulla base della somma dei tempi sul giro di ciascun pilota.

La prima gara della giornata, la Pirelli Diablo Cup SSP, si corre in modalità wet race con porzioni di pista bagnate e altre soltanto umide o asciutte, cioè la peggior via di mezzo che ci si possa aspettare.

Dopo sei giri, la vittoria andrà a Michael Barth, davanti a Martin Sibal e a Kristian Milic del Twister Racing Team, primo degli italiani.

 
All'approssimarsi delle gare, nuvoloni neri prima e poi la pioggia

Subito dopo è la volta della Pirelli Diablo Cup SBK II, alla quale decidiamo di non prendere parte per via delle condizioni dell'asfalto che ancora sono lontane dall'essere quelle ottimali.

In questa gara, ad avere la meglio sarà Petr Kokojan, mentre sugli altri gradini del podio saliranno, rispettivamente, Dominik Wörsching e Patric Kirchner.

A chiudere le danze sarà la competizione più attesa, cioè quella dei piloti più veloci della classe regina, Pirelli Diablo Cup SBK I, vinta dall'italiano Carlo Canilli, che ha preceduto Siegfried Ertl ed Enno Uphoff.

DAY 2

Il grande proposito del giorno è riuscire a raggiungere - e possibilmente anche abbattere - il tempo obiettivo che già ci eravamo prefissati lo scorso aprile e che avevano rincorso invano, arrivandoci a un soffio.

I buoni intenti del mattino se ne vanno subito in fumo o meglio, annegano tra le molecole d'acqua che abbondano sull'asfalto romagnolo, il quale non sarà perfettamente agibile per le gomme intagliate fino ai primo pomeriggio.

Con giusto un paio di turni di prova a disposizione ci ritroviamo proiettati direttamente alla gara del tardo pomeriggio, la Italo Cup, che incorpora anche la Ladies Cup, la Battle of Twin e quella delle 4 cilindri da 750 cc.

Sulla griglia "virtuale" occupiamo la 26esima posizione, ma quando arriviamo in pit lane per raggiungere la nostra "casella", il gruppo ha già ormai fatto quasi completamente il suo ingresso in pista e ci tocca, giocoforza, partire dalle posizioni di coda. Non è un grosso danno, visto che - come detto - i pareggiamenti non premiano l'ordine di arrivo bensì la somma dei tempi di tutti i giri di gara.

Ad ogni modo la gara è ufficialmente partita, sebbene durerà per poco, visto che al Curvone i commissari di tracciato sventolano la bandiera rossa. Nulla di grave, ma tocca rifare la procedura da capo.

Al secondo start, dal quale viene depennato un giro, le cose vanno tutte per il verso giusto e al termine di una gara molto divertente e ben condita da una manciata di sorpassi completati tutti alla Variante del Parco o alla Quercia, i due punti del tracciato che considero più congeniali.

Il verdetto della bandiera a scacchi dirà sesto tra i piloti in sella a moto italiane. In premio la Coppa, ma sulla missione-tempo, la bocca resta asciutta. Anzi, il crono dirà che abbiamo girato con un passo mediamente di un secondo più lento rispetto al best di qualifica.

Il primo della nostra categoria sarà il nostro Team Manager Andrea Francescotti, seguito a ruota da Akin Caydas e Giovanni Angelini.

Nella Ladies Cup, la vittoria andrà a Sandra Negele, seconda Sabine Lischo e sul terzo gradino del podio Franziska Künzli.

Altra classifica avulsa del Pareggiamento appena concluso è quella della gara che ha messo insieme le bicilindriche e le quattro cilindri "medie". A vincere, qui, sarà Bastian Schrom, mentre sugli altri due gradini del podio saliranno rispettivamente Martin Schmid e Sergio Sickau.

DAY 3

E' il giorno delle gare più entusiasmanti, con i piloti che hanno alle spalle un numero di chilometri sufficienti a mettere a terra la pratica archiviata nelle prestazioni migliori del fine settimana. Inoltre, l'asfalto è al meglio delle sue condizioni, ben scaldato dal sole delle grandi occasioni.

Non a caso, è durante le gare della giornata che si registrano i tempi più bassi e le sfide più avvincenti all'utlimo giro. A partire per prima è la Pirelli Diablo Cup SSP, che vede trionfare "il solito" Michael Barth e con lui sul podio Loris Haug e Kristian Milic.

Il danese Michael Barth e l'italiano Carlo Camilli i due grandi protagonisti del fine settimana agonistico

Segue poi la Pirelli Diablo Cup SBK II vinta da Philipp Stegmair davanti a Dominik Wörsching e Christian Frey. Per chi scrive, c'è la 17esima piazza. Infine, il momento più alto, quello della Pirelli Diablo Cup SBK I, con le prime due posizioni fotocopia della gara di venerdì (Carlo Camili primo e Siegfried Ertl secondo), con Tom Bartl.

 

LA MOTO & IL PILOTA

Nessuna novità di rilievo sotto il profilo tecnico per quest'ultima uscita agonistica di stagione. L'unica modifica, apportata nel primo turno utile della seconda giornata, è stata quella alla posizione di guida, che si è reso necessario modificare alzando le pedane originali sulla posizione più elevata del modulo arretratore aggiuntivo, così da evitare il contatto con il poggiapiedi sull'asfalto nelle pieghe più accentuate.

Dopo l'intervento, la situazione è migliorata - seppure non possa dirsi completamente risolta - andando però ad alzare troppo la posizione delle gambe, facendola diventare troppo scomoda e convincendoci a ripristinare la condizione ex ante.

Uno degli interventi da mettere in cantiere per la prossima stagione sarà la sostituzione del gruppo pedane originali con un esemplare aftermarket regolabili.

Per quanto riguarda la dotazione tecnica del pilota, abbiamo utilizzato la tuta professionale con airbag D-Air, il paraschiena Wave, i guanti Full Metal Pro e gli stivali Axial Pro In, tutto firmato Dainese. La protezione del capo è stata affidata al casco X-Lite X-802R Ultra Carbon.

LE GOMME

Nella tre giorni di Misano, abbiamo fatto calzare alla nostra Tuono V4 due set di Pirelli Diablo Supercorsa V2, le coperture racing intagliate del produttore unico del Campionato Mondiale Superbike, Superstock e Supersport.

Prima di partire per la trasferta, abbiamo interpellato i tecnici Pirelli per avere qualche suggerimento sulle mescole più adatte all'asfalto del tracciato, al layout di quest'ultimo e alla tipologia del nostro utilizzo.

Sul primo punto, abbiamo tenuto in massima considerazione il tipo di fondo, molto consumato e irregolare, con un grip meccanico piuttosto scarso ma con un discreto tenore di abrasività. A proposito delle caratteristiche morfologiche, la parte più "critica", ha sottolineato l'analisi tecnica, è quella successiva al Curvone, una sequenza di curve destrorse che impongono alle gomme uno stress meccanico e termico sulla spalla impegnata piuttosto rilevante.

Considerate, infine, le temperature e la quantità di km da percorrere, abbiamo optato per la mescola SC1 all'anteriore e la SC2 al posteriore.

Il primo pregio che abbiamo avuto modo di rilevare appoggiando gli pneumatici sull'asfalto è stata la grande adattabilità: prima di intervenire sulle idrauliche delle sospensioni, li abbiamo utilizzati con lo stesso setting utilizzato per coperture molto diverse in quanto a profili e carcasse senza accusare particolari problemi.

A proposito di grip, ne abbiamo trovato in abbondanza in ogni frangente, sia al posteriore che all'anteriore.

 

 
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