Cristina Marinoni

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La cabina di commento è un vero e proprio box, illuminato soltanto da un faretto e da quattro grandi video che si dividono tra il tracciato e il paddock del Misano World Circuit Marco Simoncelli. La diretta della qualifiche è appena cominciata: Guido Meda e Mauro Sanchini, voci inconfondibili della MotoGP targata Sky, si alternano ai microfoni. È sabato e Meda (che è anche vicedirettore di Sky Sport e responsabile della redazione motori) non grida esultante «Tutti in piedi sul divano!», slogan riservato alla domenica, quando i piloti si piazzano sulla griglia di partenza. In compenso, si arrampica sulla poltroncina. Proprio così: appena si accende la sfida tra Maverick Viñales e Fabio Quartararo per conquistare la pole position, Guido (lo chiamano così anche i tifosi, dopo tanti anni di Tv, è diventato uno di famiglia) resta appollaiato sopra fino all’ultimo secondo del duello. “Sankio” (per tutti: ormai anche l’ex pilota della WorldSBK è di casa), invece, controlla i tempi e, con un tocco sullo schermo, recupera le azioni più spettacolari per spiegarle al pubblico. L’adrenalina è a mille anche qui, non solo in pista, ed entrambi sono bravissimi a trasmetterla.

Il tempo passa, ma l’entusiasmo resta. Come fate?

Guido Meda: Merito dell’amore per questo sport, che non è cambiato di una virgola rispetto agli inizi. Raccontiamo la passione dei piloti, che poi, fortunatamente, è la nostra. La raccontiamo in modo diverso. Io ho un approccio umano e giornalistico, mentre Mauro sfrutta la sua esperienza di pilota.

Tra cronaca e battute, formate una coppia perfetta.

GM: Siamo come il diavolo e l’acqua santa, ecco perché.

Cioè?

Mauro Sanchini: Guido è il disordine in persona. Io, al contrario, sono precisissimo.

GM: Maniacale, direi. Se gli sposto una penna di un millimetro sulla scrivania, si arrabbia. Mauro resterà per sempre un pilota: è un perfezionista come tutti i rider.

A proposito: tutti i rider seguono un rituale. Anche tu, Mauro?

MS: La definirei piuttosto una routine, che ho messo a punto negli anni.

Un esempio?

MS: Se la mattina entro in un bagno e la giornata procede bene, nessun pilota cade, non ci sono contrattempi, vado sempre in quel bagno. Ci sono cinque porte? Io apro sempre la stessa”.

GM: Io un rituale l’ho. La domenica mattina, mi trovo un angolo del truck dove dormire 15 minuti: è una pausa che migliora il mio stato d’animo. Non importa se mi sia svegliato da 3 ore: ho bisogno di staccare la spina un attimo e riparto carico.

A che ora è iniziata la vostra giornata?

GM: Alle 7.30, come al solito. Ci va di lusso: alcuni colleghi si alzano alle 5.30. Poi ci aspettano 12 ore di lavoro, con pausa pranzo durante le qualifiche di Moto3. Oltre alla telecronaca, sistemiamo i servizi programmati per domani nel pregara, organizziamo tutte le interviste della giornata e andiamo in onda con gli eventi in diretta, come Paddock Live e Talent Time. Il pubblico del Motomondiale cresce (19 milioni tra Sky e Tv8, da inizio stagione, ndr) e noi cerchiamo di coprire al meglio il weekend di gara, proponendo diversi appuntamenti.

Finiti gli impegni, cosa fate?

MS: Ci godiamo un po’ di relax nel paddock e usciamo a cena. Io e Guido andiamo d’accordo: ci accomuna l’ironia, viaggiamo insieme nelle tante trasferte che impone il calendario e capita di vederci anche lontano dal circuito.

Guido, tu che conosci così bene l’ambiente: c’è qualcosa in particolare che vedi cambiato?

GM: La convivialità del paddock. Quando sono arrivato, si trascorreva qui dentro la serata, nessuno se ne andava prima di mezzanotte. L’ambiente è cambiato per una semplice ragione: l’attività di piloti e tecnici è incessante e continua fino a che l’ultimo dettaglio non è a posto. Spesso c’entrano l’elettronica e l’ingegneria, oggi fondamentali come non mai: una volta si trattava principalmente di una questione meccanica.

Mauro, da ex pilota: la cosa che ti avvince di più durante la telecronaca?

MS: Le traiettorie che seguono i piloti, i sorpassi da manuale come quello di Dovizioso su Márquez nel GP d’Austria, ad agosto. Pensa che mi sembra persino di percepire le emozioni dei piloti, di vivere ciò che stanno provando loro.

Una dote che invidiate l’uno all’altro?

MS: Il disordine di Guido. Non scherzo: mi permetterebbe di vivere con più leggerezza, so che sono un po’ pesante per colpa della mia scrupolosità. E l’orecchio musicale: è un ottimo pianista.

GM: Mauro, invece, ha un occhio formidabile, non gli scappa niente e capisce ciò che sta succedendo a una velocità pazzesca.

Per concludere il pronostico è d’obbligo: chi supererà per primo la bandiera a scacchi domani?

MS: Maverick Viñales, senza pensarci.

GM: Le previsioni mi mettono in difficoltà. Ok, scelgo Marc Márquez.

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