RETROSCENA - El Shaarawy e la tentazione di una maxi plusvalenza

Nessun extra budget da Berlusconi. Il bilancio 2012 in pareggio ma con 53,4 milioni dalle cessioni di Ibra e Thiago. E ora? - CALCIOMERCATO IN DIRETTA

Stephan El Shaarawy ha realizzato 19 reti nella stagione 2012-2013 – Credits: Getty Images Sport

Cosa è cambiato tra l'inverno, quando il Milan tratteggiava politica una nuova  fatta di investimenti sui giovani ("Stiamo tenendo sotto controllo 100 giovani talenti in tutto il mondo. I nostri osservatori hanno ricevuto la missione di visionare atleti solo dai 18 ai 21 anni" diceva Berlusconi il 3 gennaio) e la scelta della stessa società di ritenere non incedibile un gioiello come El Shaarawy mettendolo di fatto sul mercato? Cambio di linea all'apparenza incomprensibile ma che nasconde una verità assoluta valida non solo per il Milan ma per tutti i club italiani e, nella stragrande maggioranza dei casi, europei.

Per fare mercato in ingresso tentando di rinforzare la squadra per migliorare il terzo posto in campionato e gli ottavi di finale di Champions League l'unica strada sarà quella di vendere prima di acquistare. Il Milan non avrà alcun extra budget da Berlusconi e la direttiva rimane la stessa delle ultime stagioni: prima di tutto occhio al bilancio. Galliani ha fatto miracoli, ma per ripetere i numeri del 2012 e allo stesso tempo regalare ad Allegri giocatori funzionali al 4-3-1-2 non potrà contare su un portafogli riempito a fondo perduto.

Ecco perché di fronte alle sirene che suonano per El Shaarawy l'ad rossonero non può professarsi certo di una sua permanenza: "Il prezzo non è ancora stato fatto ma è il milanista che ha più mercato. Non voglio dire che è incedibile perché questa parola nel calcio moderno è difficile da pronunciare". Più che difficile è impossibile e così la frase di Galliani assomiglia molto a una chiamata ad offrire ai molti che sono interessati al Faraone in Italia e non solo. Ci sono le perplessità legate all'adattamento al nuovo modulo, ma soprattutto ci sono le certezze sul bilancio che chiuderà il prossimo 31 dicembre.

Quello del 2012 è stato un trionfo dopo i rossi del 2010 (-70 milioni) e del 2011 (-67). Passivo di 6,9 milioni interamente causato dal versamento dell'Irap che penalizza le società italiane non esistendo altrove. Galliani ha più volte spiegato che le manovre lacrime e sangue sono finite e che i tagli sono in gran parte strutturali, però è innegabile che buona parte di quel risultato sia arrivato grazie alle cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva che hanno prodotto plusvalenze per 53,4 milioni di euro. Soldi che hanno consentito un fatturato complessivo di 329 milioni (276 senza le plusvalenze) molto vicino al costo di produzione che è sceso rispetto al 2011 da 340 a 324 milioni di euro.

Cosa accadrà nel 2013? I numeri dicono il Milan ha già ottenuto un ulteriore sforbiciata sul monte stipendi calato da 199 a 176 milioni e che si contrarrà di altri 40 milioni circa. I ricavi potrebbero salire leggermente alla voce market pool Champions League, considerato che Milan e Juve si spartiscono la quota italiana 2012-2013 senza presenza di una terza incomoda, mentre già nel 2012 sono rimasti stabili per l'area commerciale (circa 80 milioni) e difficilmente ci sarà un'impennata dal botteghino che ne vale poco più di 30.

Insomma, una previsione ragionevole è che il bilancio sia in sostanziale equilibrio ma per finanziare la campagna acquisti servano una cessione o più cessioni. A gennaio è arrivato Balotelli ed poi è toccato a Saponara che pesano già sul nuovo bilancio. I debiti verso altri club assommano a circa 30 milioni di euro. Ecco perché El Shaarawy è sul mercato in caso di offerta appetibile: non è un tradimento della politica dei giovani, ma la conferma che il Milan è entrato stabilmente nell'era dell'auto finanziamento un po' come accadde alla Juventus della Triade quando gli Agnelli chiesero di ridurre gli esborsi diretti. Tema di cui si è discusso certamente nella cena di Arcore e anche prima nei vertici tra Galliani e la proprietà che hanno disegnato le strategie per il futuro.

Significa che non certamente El Shaarawy partirà, ma che altrettanto difficilmente potrà essere tolto dal mercato a meno che gli estimatori di Boateng e Robinho non facciano follie. Impensabile oggi. Semmai lascia perplessi che l'alternativa ad El Shaarawy sia Tevez, 29 anni e stipendio da 8,5 milioni di euro. Galliani giura  che l'Apache sia disposto a tagliarselo pur di approdare a Milanello. Lo fece (a parole) anche Ibrahimovic salvo scoprire che si era scherzato

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