Berlusconi-Allegri: vincitori e vinti

Gioco, mercato e tensioni in società: il presidente si è ripreso il Milan confermando il tecnico. Che, però, ora non potrà più sbagliare. La rivincita di Galliani - la notte di Arcore - speciale calciomercato

Massimiliano Allegri – Credits: Getty Images Sport

Non è stata una recita e la lunghezza del vertice che ha rimesso Allegri sulla panchina del Milan lo dimostra. Non è stato un teatrino, ma un confronto duro in cui il tecnico è stato più volte a un passo dall'addio ma, alla fine, la scelta di confermarlo è stata di Silvio Berlusconi. Passo indietro? No. Riflessione attenta sui rischi di un cambio che l'ambiente, prima ancora che una parte consistente della società stessa, non avrebbe capito e che avrebbe esposto l'erede designato (Seedorf) al vento delle critiche e dello scetticismo alla prima difficoltà.

Il presidente ha usato 138 parole nel comunicato ufficiale apparso sul sito per spiegare la decisione di confermare Allegri. Parole calibrate una a una per riprendersi il suo Milan, dettare la linea e mettere i paletti in vista della prossima stagione. Nessun altro ha parlato. Restare con Allegri sarebbe stato interpretato da tutti come una vittoria personale di Galliani e la resa di Berlusconi che però, mettendoci la faccia e ammettendo pubblicamente che non si è trattato di una finta ma di un vero e proprio chiarimento, ha sparigliato le carte. 

Alla fine il Milan ha fatto come voleva Galliani, ma alla maniera di Berlusconi. Non solo una questione stilistica. Ecco perché il divorzio non si è consumato e come cambieranno i rapporti all'interno della società e a Milanello:

1 - ALLEGRI SALVATO DAI RISULTATI

Al di là di ogni tattica è stato l'argomento forte speso da Galliani in quasi un mese di mediazione tra Berlusconi e il tecnico. Era convinto del lavoro di Max e la rincorsa fino al preliminare Champions (vale circa 30 milioni di euro) gli ha fornito un argomento inattaccabile anche dal presidente.

2 - APPOGGIO DI SPOGLIATOIO E PUBBLICO

Berlusconi è presidente intelligente e attento anche al consenso. Allegri ne godeva a livello plebiscitario all'interno della squadra e, dopo molte critiche, aveva coagulato intorno a sé anche la simpatia della gente. Il comunicato della Curva Sud in suo appoggio è stata solo la conferma sulla posizione dei tifosi.

3 - PERPLESSITA' SU SEEDORF

Si poteva mettere in mano a un (ancora) giocatore senza esperienza in panchina una squadra come il Milan il 3 giugno con soli due mesi e mezzo prima del preliminare? No, non si poteva. Seedorf rimane destinato un giorno ad allenare il Milan perché il feeling con Berlusconi è intatto, però le incognite erano eccessive. Non ha entusiasmato nemmeno l'idea di doverlo pagare da big (3,5 milioni netti) quando sarebbe stato solo un debuttante.

4 - LA RIVINCITA DI GALLIANI

13 gennaio 2012 - 2 giugno 2013. In queste due date l'ad rossonero ha vissuto la sua parabola. Dalla figuraccia a Londra con in mano i contratti di Pato (cessione) e Tevez (acquisto) alla conferma di Allegri frutto della sua tenacia. In queste settimane si è detto che l'arrivo di Seedorf lo avrebbe spinto ai margini del Milan. Se era vero la resa dei conti è rinviata.

5 - "IL MILAN GIOCA COME DICO IO"

Berlusconi ha dettato ad Allegri la linea tattica per la prossima stagione. Non era contento di alcune scelte e lo ha detto senza mezzi termini al suo allenatore. La stagione è stata ripercorsa passaggio per passaggio e il presidente ha preteso "chiarimenti su alcune cose" a partire dalla disfatta di Barcellona. Era già accaduto a novembre con le visite del sabato a Milanello quando la squadra stava precipitando. Allegri non potrà più deviare dalla linea.

6 - "DIRITTI E DOVERI"

E' il passaggio più importante del comunicato di Berlusconi e non a caso è quello centrale. Sono 20 parole per dire che Allegri ha chiesto di non dover più sottostare (se possibile) allo stillicidio di critiche a mezzo stampa del presidente e Berlusconi gli ha ricordato che il Milan è uno solo e non accetta personalismi. Un tema caro al patron e un messaggio indirizzato a tutti nella società. Basta lotte interne e si remi tutti dalla stessa parte. In questo passaggio c'è, forse, anche il senso della resa dei conti negli uffici di via Turati che viene rimandata.

8 - BARBARA BERLUSCONI ASSENTE

La figlia del presidente non era presente al vertice di Arcore. Non è un caso. Negli ultimi due giorni aveva fatto sapere che non esistevano frizioni tra il padre, lei e Galliani e la sua presenza avrebbe potuto essere letta come invasione di campo. I ruoli in società rimangono ben distinti.

8 - ROSA CORTA E DI QUALITA'

Come sarà il Milan della prossima stagione? Non molto diverso da quello visto da gennaio in poi. I conti sono a posto ma la priorità resta il bilancio da chiudere in pareggio. Rosa che sarà sfoltita e portata a 25-26 giocatori compresi i portieri. Acquisti solo a fronte di cessioni con lo scopo di migliorare qualitativamente il livello anche delle seconde linee. Nessun top player in arrivo.

9 - IL SETTORE GIOVANILE

Delle 138 parole del comunicato di Berlusconi le prime 39 sono dedicate alla Primavera e a magnificare i successi del settore giovanile. Messaggio chiaro: la politica del Milan è costruirsi i campioni in casa. Allegri e tutto il mondo rossonero dovranno adeguarsi.

10 - IL MISTERO DEL FOTOGRAFO UFFICIALE

Al vertice di Arcore è stato convocato anche il fotografo ufficiale della società. Perché? Forse doveva immortalare una stretta di mano che non c'è stata? La firma sul rinnovo fino al 2015 poi saltata nella discussione? In ogni caso un piccolo giallo nella notte che ha chiarito il futuro prossimo della panchina del Milan.

© Riproduzione Riservata

Commenti