La verità sul caso Allegri-Milan

Per la panchina è già tutto deciso, sarà di Seedorf. Il braccio di ferro sarebbe solo sulla buonuscita - il calciomercato in diretta -

L'oggi ed il domani della panchina del Milan (Credits: GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Nicolò Schira

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A livello mediatico sta diventando più avvincente di una spy-story con continui colpi di scena quotidiani, rimescolanti gli scenari e le prospettive future. Una situazione in fieri quella riguardante il futuro di Massimiliano Allegri. Scaricato da Silvio Berlusconi che, da mesi, ha promesso la panchina del suo Milan a Clarence Seedorf.

Un Allegri che - tramite i suoi rappresentanti - ha già trovato un accordo sino al 2015 con la Roma. 3,5 mln a stagione e la possibilità di portare nella capitale il fido scudiero Landucci, il preparatore atletico Folletti ed, eventualmente, pure Mauro Tassotti.

Dalla società giallorossa filtra quindi un cauto ottimismo, tanto che il direttore sportivo Walter Sabatini continua a restare a Milano, dove alloggia al Visconti Palace. Nelle prossime ore è previsto un nuovo aggiornamento fra il dirigente giallorosso e gli emissari di Allegri. Quest'ultimo, infatti, per lasciare il Milan vuole una buonuscita sui 2,5 mln che dovrebbe percepire nella prossima stagione. Berlusconi non intende esonerare con tanto di cadeau economico l'allenatore livornese e per questo motivo ha dilatato i tempi dell'addio.

Come in una sorta di partita a scacchi, la volontà dei due è di portare l'altro - mossa dopo mossa - all'errore cioè alla manifesta presa di posizione ufficiale.

Già due i summit fissati e fatti saltare all'ultimo minuto dal Cavaliere. Un nuovo appuntamento a villa San Martino è stato organizzato per lunedì sera, ma anche in questo caso le sorprese potrebbero essere dietro l'angolo. Un battage mediatico ordito dal principale sponsor dell'Allegri riconfermato milanista, ovvero Adriano Galliani. Il plenipotenziario rossonero - qualora dovesse perdere il braccio di ferro riguardante la panchina del club di via Turati - rischierebbe di veder, infatti, ridotto notevolmente il suo raggio d'azione in seno al club.

D'altra parte anche la stessa Roma non vuole perdere Allegri per diversi motivi. In primis l'assenza di una valida e concreta alternativa sul mercato dopo il passaggio di Mazzarri all'Inter. I profili di Pioli e Donadoni piacciono a Sabatini, ma non vantano il pedigree del livornese. Senza dimenticare che entrambi - come attualmente lo stesso Allegri - sono sotto contratto, rispettivamente, con Bologna e Parma.

Situazioni intricate e che oltretutto non taciterebbero i malumori della piazza. Nella Capitale, infatti, i tifosi vogliono un nome forte per voltare immediatamente pagina dopo l'ultimo biennio da film horror. Senza Europa e pure beffati nella finale di Coppa
Italia dai cugini laziali. Il malcontento nei dintorni di Trigoria si è fatto aspro ed incessante. Per questo a Roma continuano ad aspettare, fiduciosi, Allegri.

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