Miami-San Antonio: Mario Boni "attacca" Popovich

Alla vigilia di gara 7 che assegnerà il titolo NBA, il SuperMario del basket italiano non si tira indietro nell'analisi: "Sul +3 assurdo non fare fallo. Ora Heat favoriti"

Il tiro di Ray Allen in gara-6 che ha portato la partita, poi vinta dagli Heat, ai tempi supplementari (credits: Afp).

Teobaldo Semoli

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“Popovich è riuscito a passare da una titolo già vinto a una gara-7 in cui Miami è inevitabilmente favorita. In Europa sarebbe stato cacciato all’istante”.

Come sempre Mario Boni non usa giri di parole per introdurre ed introdurci a gara-7 delle finals, l’ultimo atto della serie tra Miami e San Antonio che assegnerà il titolo Nba. L’ex bomber azzurro, che è anche l’italiano che ha segnato più punti in carriera, non riesce proprio a spiegarsi le decisioni del coach degli Spurs che sul +3, a 19 secondi dalla fine di Gara-6, ha scelto di non commettere fallo consegnando di fatto agli Heat la possibilità di pareggiare: “Certo, poi bisogna saper segnare un tripla come quella di Ray Allenspiega Boni – però il non fallo di Popovich è una cosa talmente grave che mi lascia interdetto. Lui dice che in America fanno così? Sbagliano, lo devono ammettere”.

E dire che Popovich è considerato uno degli allenatori più “europei” dal punto di vista del gioco…

“Forse in parte, dal punto di vista del gioco. Però mi scoccia che non gli interessi quello che fanno in Europa. Dici (ai microfoni di ESPN ndr) che l’unica cosa importante è la vittoria e poi prendi una decisione simile? Dal punto di vista tattico i coach americani sono mediocri…”.

Addirittura…

“Non ne faccio una questione di professionalità ma di scelte. Sarà un caso che non c’è un allenatore americano che allena in Europa? Quello che mi fa diventare matto è che tutto quello che vediamo della Nba lo recepiramo come "legge" mentre gli americani possono ancora permettersi di essere snob nei nostri confronti..”.

Da tiratore, come giudichi il tiro partita di Ray Allen?

Strepitoso, con il passo indietro da tre. E’ stata una giocata straordinaria di un grande giocatore.

Cosa serve per mettere un tiro del genere?

“Sono quei tiri presi nel momento della disperazione. Il livello di attenzione sul gesto tecnico è talmente alto da renderla una situazione del tutto particolare. Per uno con la tecnica di tiro di Allen è quasi un tiro più facile degli altri…”.

Cosa che non sembra essere per Lebron, che ha ancora problemi con i tiri decisivi…

“Il suo problema è che ancora viene paragonato, e probabilmente lui stesso si paragona, a Michael Jordan. James non ha un gesto tecnico affidabile e quindi quel tipo di tiro non è nelle sue corde. Rimane un giocatore straordinario che sa fare quasi tutto ma per mettere il tiro-partita ci vuole dell'altro…”.

Veniamo a gara 7. Cosa dobbiamo aspettarci?

“Molto dipenderà dal tiro da tre. Se Neal e Green tornano quelli delle partite di San Antonio allora gli Spurs avranno una chance. L’ago della bilancia è però come sempre Manu Ginobili..”.

Che in gara 6 infatti è mancato…

“Molti sottovalutano che Lebron james, tra le altre cose, è un grandissimo difensore. Non a caso Miami lo ha messo sulle piste dell’argentino che in gara 5 aveva dominato. Comunque penso che a questo punto gli Heat siano favoriti. Se non altro perché credo, da fatalista, che gli dei del basket ti diano un’occasione sola e Popovich e San Antonio l’hanno gettata al vento…”.

Quanto conteranno gli arbitri finiti nella bufera dopo il fallo non fischiato, proprio su Ginobili, nell’ultima azione di Gara 6?

“In America non vogliono essere gli arbitri a decidere le partite, e forse è giusto così. Certo, se fossi stato io nei panni di Manu mi sarei fatto espellere di sicuro (ride ndr)”.

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