I muscoli di Messi e la sua estate senza riposo
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I muscoli di Messi e la sua estate senza riposo
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I muscoli di Messi e la sua estate senza riposo

Rientrerà nel 2014 ed è al quinto k.o in 7 mesi. In Spagna sotto accusa la sua folle vacanza: 122mila km in 64 giorni in giro per il mondo

I muscoli del Capitano sono fragili, anche se il capitano si chiama Leo Messi, è il prodotto migliore del calcio degli anni Duemila ed è tarato per sopportare tutto: pressioni, botte degli avversari, impegni ravvicinati e tour de force in giro del mondo. Abituato a tutto ma non di ferro e così, alla fine, anche i muscoli di Messi hanno ceduto di schianto riportandolo indietro nel tempo quando la Pulce era poco più di un progetto in costruzione costretto spesso a fermarsi ai box causa manutenzione dei suoi fragili tessuti. La collezione di gol e trofei arrivata dopo ha fatto dimenticare al mondo intero la sofferenza di prima, quella che in due anni, tra il febbraio del 2006 e il marzo del 2008, lo aveva visto in infermeria quattro volte per lesioni muscolari. Dove? Bicipite femorale destro e sinistro, i suoi talloni d’Achille. I muscoli del Capitano che oggi hanno presentato un conto salato proprio nell’anno del Mondiale, l’unico gradino che ancora manca a Messi per essere Dio e non solo l’erede di Maradona.

L’ultimo k.o. che terrà Leo fuorigioco almeno fino all’inizio del 2014 ha avuto almeno il pregio di aprire il dibattito in Spagna e Argentina. Dopo aver spremuto Messi come un limone sarà forse il caso di concedergli un po’ di respiro? Scelta difficile, che significa rinunciare a ricchi assegni da parte della federazione argentina e a studiare un piano B per il Barcellona, abituato in maniera quasi ossessiva alla dipendenza dagli estri dell’argentino.

I prossimi mesi dovranno per forza essere diversi, ma il discorso dovrà essere allargato allo stesso Messi, visto che mettendo in fila gli appuntamenti della sua agenda gli spagnoli si sono improvvisamente accorti che il Capitano ha trascorso troppi mesi in mezzo al mare, anche quando avrebbe dovuto semplicemente riposarsi. Il calcolo è impressionante: 122.333 chilometri percorsi in 64 giorni tra giugno, luglio e agosto. Quattro volte il giro del mondo, in gran parte durante il periodo delle vacanze (91.769) prima di tuffarsi nella solita preparazione da Globetrotter del Barcellona.

Un solo continente, l’Australia, non è stato toccato dal folle girovagare di Messi che, pure, usciva da un finale di stagione da campanello d’allarme suonato: stiramento al bicipite femorale sinistro contro il Psg (3 aprile) e ricaduta nella Liga (12 maggio) dopo averlo inutilmente rimesso in piedi per la doppia sfida con il Bayern Monaco. Sarebbe servito riposo e invece la giostra ha continuato a girare. Soldi, ingaggi, cachet, comparsate, beneficenza. Nulla è stato risparmiato al Capitano che, spremuto come un limone, si è riconsegnato al Tata Martino e al suo destino.

Il suo autunno è stato un calvario: ematoma al bicipite femorale sinistro (22 agosto), lesione allo stesso muscolo (29 settembre) e terza ricaduta con vera propria rottura delle fibre (11 novembre). Da quando Messi ha iniziato la sua carriera ha subito 16 infortuni di cui 9 muscolari; 5 negli ultimi 7 mesi. Gli altri risalivano all’inizio della sua avventura, quando era ancora solo Messi e non una macchina da soldi. Una preoccupante fragilità curata con una dieta speciale e con la massima attenzione al proprio corpo. Quella mancata nell’ultima estate passata in giro per il mondo. Fino a quando i muscoli del Capitano non hanno ceduto.

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