Allegri resta al Milan, niente esonero
ANSA/LIVIO ANTICOLI
Allegri resta al Milan, niente esonero
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Allegri resta al Milan, niente esonero

Vertice ad Arcore tra Silvio Berlusconi e la figlia Barbara. Nessun cambio in panchina anche se Inzaghi

Tutto deve cambiare, affinché tutto rimanga com'è. Il celebre adagio dello scrittore siciliano Tomasi di Lampedusa e manifestato nel libro "Il Gattopardo" calza a pennello e fotografa sinotticamente quanto accaduto nelle ultime ore in casa Milan. La posizione di Allegri si era fatta critica dopo i ko subiti contro Fiorentina e Barcellona e neppure il pareggio a reti bianche di ieri contro il Chievo al Bentegodi aveva cancellato le difficoltà palesate dalla formazione rossonera.

Per questo motivo il patron Silvio Berlusconi ha voluto valutare attentamente la posizione del tecnico livornese. Riflessioni effettuate insieme alla figlia Barbara e telefonicamente con l'amministratore delegato Adriano Galliani.

Che l'ex Cagliari non sia un pupillo del presidente onorario milanista non è un mistero, così come la volontà di affidarsi ad un altro allenatore nella prossima stagione. Cambiare ora, però, non offre particolari situazioni allettanti sul mercato: affidarsi subito a Pippo Inzaghi è considerato un azzardo e in casa milanista si vorrebbe evitare un epilogo stile Stramaccioni-Inter.

Suggestiva la pista Devis Mangia, caldeggiato da Arrigo Sacchi in passato e gradito ad Adriano Galliani. L'ex trainer dell'Under 21 viene, tuttavia, considerato da Barbara Berlusconi troppo vicino ad ambienti di mercato e procuratori dai quali il Diavolo vorrebbe staccarsi nel prossimo futuro, avviando così un nuovo corso calcistico e dirigenziale. Inoltre Allegri è legato da un contratto pesante (2,5 mln annui) alla società di via Turati e anche questo fattore ha inciso nelle valutazioni di rinnovare la fiducia all'allenatore. Cambiare tanto per farlo non fa parte del dna berlusconiano. Avanti con Allegri dunque, possibilmente fino a giugno. Dopodiché in estate le strade si separeranno e in casa rossonera si materializzerà una rivoluzione copernicana che andrà ad investire l'apparato dirigenziale e lo staff tecnico. 

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