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Ma Londra ha fallito i suoi Giochi

Trasporti lenti, sicurezza, falle organizzative e poco seguito in città: ecco cosa non ha funzionato nell'Olimpiade inglese. E se fosse capitato da noi?

Braciere cerimonia finale

Un momento della cerimonia di chiusura di Londra 2012 – Credits: La Presse

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La Cerimonia di ieri ha chiuso le porte di Londra 2012, l’Union Jack è scesa ed è salita trionfate e allegra tra maree di applausi la bandiera brasiliana. C’è un po’ di malinconia e forse, nella testa di alcuni, anche un po’ di sollievo.
Il mondo ha incoronato questi Giochi, le televisioni ne hanno mostrato il lato migliore, con i fields of play pieni di look e i campioni tesi di agonismo sul campo di gara. Passeranno forse alla storia come una grandissima Olimpiade, ma non è stato tutto così spettacolare. Il dietro le quinte ha mostrate falle che un Comitato Organizzatore che si rispetti non può e non deve avere.

La più toccante è stata lo spegnimento del braciere ed il suo spostamento sempre all’interno dello stadio, che ha privato non solo il pubblico ma gli stessi atleti, tranne quelli dell’atletica leggera, della possibilità di poterlo ammirare. È vero che la fiamma è stata conservata accesa in una piccola lanterna, ma lo spirito che quella fiamma deve infondere, spegnendosi, ha spento un sogno, e allontanato ancora di più il pubblico dal mito. La sicurezza, e la bottiglia sulla pista proprio dietro la corsia durante la gara di Bolt ne è solo un piccolo esempio, oltre ad avere i militari e gli accessi scenici come negli aeroporti, ha fatto acqua ovunque, con non accreditati seduti nelle tribune stampa  a scattare le fotografie e addirittura torte e cibo di vario tipo da far entrare senza troppi sospetti, corridoi atleti dove i giornalisti passavano indisturbati e gestione dei flussi che ancora si stanno chiedendo cosa sia.

Le Venue del parco Olimpico, seppur spettacolari erano lontane e dispersive tanto da costringere i giornalisti a lavorare dalle tribune, senza lo spostamento alla sala stampa centrale come di solito accade. I volontari, moltissimi e volenterosi, hanno capito forse solo gli ultimi giorni cosa significasse lavorare ai Giochi e, godendosi la festa, chiedevano ad atleti fotografie e autografi incuranti dei diversi divieti imposti. Davanti a questo la preoccupazione per Twitter fa francamente sorridere.
Il retro dei palazzetti, alcuni spesso molto lontani, da metterci più di un’ora e mezza per essere raggiunti, erano ridotti ancora a dei cantieri praticamente impossibili da mascherare, con calcinacci e impalcature a vista, nonostante Londra sapesse da ben 7 anni di dover ospitare le Olimpiadi e qui si dicano maniaci della sicurezza sul lavoro.

I trasporti, con autisti stranieri che non solo non conoscevano le strade ma nemmeno parlavano la lingua, hanno fatto penare più di qualcuno per la propria inefficienza, anche se pagando, la metropolitana e i taxi hanno risolto molte inefficienze. Per quanto riguarda il quartiere media, è stato allocato sì in centro città, ma con situazioni spesso paragonabili ad ostelli della gioventù, dove era assai semplice carpire informazioni e valutare gli orari della workforce, visto che in alcune di queste si viveva insieme e si condividevano, passi i pasti, ma pure i bagni. Insomma un’organizzazione non degna di un’Olimpiade e un’atmosfera tiepida, dove Trafalgar Square e Piccadilly Circus, cuori pulsanti per il pubblico, erano spesso quasi vuote. Se tutto questo fosse accaduto da noi, a Torino, o ai poveri greci di Atene, che ancora scontano il debito contratto per apparire un grande Paese agli occhi del mondo, la stampa internazionale avrebbe urlato all’orrore.

In Inghilterra, anzi a Londra, no. Sarà la forte reputazione di cui godono? Sarà la mitizzata organizzazione inglese? Saranno i soldi o l’ancora antico potere di far tacere il mondo con uno sguardo gelido di cui gode la Corona? Non lo sappiamo.
Quello che sappiamo è che Londra ha ospitato i XXX Giochi Olimpici dell’era moderna, per noi un mito, per loro solo un altro grande evento della capitale. Speriamo che per le Paralimpiadi, che solitamente scontano il prezzo di venire dopo e di non avere tutta l’attenzione meritata, cerchino di correggere il tiro, altrimenti, ai poveri paralimpici, credo toccherà sorte ancora peggiore.

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