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Gioielli di cristallo: le carriere rovinate dagli infortuni

Da Pato a Van Basten passando per Andrea Stramaccioni, Michael Owen e Ronaldo: i sogni interrotti in infermeria

Alcuni li chiamano "Swarovski" per il loro mix di valore e delicatezza, altri li ritengono vittime dei metodi d'allenamento moderni. Sono i giocatori di calcio fragili, quelli che a causa degli infortuni hanno visto le carriere dimezzate e, in alcuni casi, cancellate. Da chi aveva colpa di essere troppo tecnico ricevendo puntualmente botte dagli avversari (vedi Marco Van Basten), a chi non ha saputo recuperare da gravi infortuni e operazioni chiurgiche senza fine. Talenti veri che avrebbero potuto esplodere e ritagliarsi un posto nel firmamento del calcio ma che hanno invece dovuto raccogliere i frammenti di sogni e fisici troppo fragili per non infrangersi. Per scoprire le loro storie continua a cliccare...

1992: Marco Van Basten (Milan) Getty Images

Marco Van Basten - L'esempio perfetto di carriera in frantumi è quella dell'attaccante olandese. Tra i numeri 9 più forti degli anni '80 e '90 Van Basten fu costretto ad appendere le scarpe al chiodo a soli 31 anni dopo la doppia operazione alla caviglia che lo aveva tenuto lontano dai campi da gioco per quasi due anni. La sua ultima partita fu la finale di Champions League giocata nel 1993. 

Ronaldo - Per tutti semplicemente "Il fenomeno", uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi. All'Inter fu devastante ma proprio in Italia iniziò il suo calvario di infortuni: la rottura del crociato e del menisco nell'aprile 2000 contro la Lazio è un'immagine che fa sempre male. E' riuscito comunque a giocare fino al 2011, quando ha appeso le scarpe al chiodo dopo aver chiuso in patria con il Corinthians

Francesco Rocca - Il ct dell'Italia Under 15 ha avuto una carriera da calciatore che si è conclusa a soli 23 anni. Per lui un grave infortunio e il ritiro obbligato dopo essere cresciuto nelle giovanili della Roma, acquistato per volere di Helenio Herrera. Dopo 141 presenze in giallorosso i legamenti del ginocchio si rompono, non bastano gli interventi chirurgici per tornare in campo.

Andrea Stramaccioni - L'attuale tecnico dell'Udinese, ex dell'Inter, ha iniziato la carriera da calciatore nel Bologna che lo aveva prelevato dalla Romulea. In rossoblù subisce però un grave infortunio al ginocchio destro: collaterale sfilacciato, due menischi e legamenti posteriori e anteriori rotti. Nonostante le operazioni chirurgiche è costretto a finire la carriera a soli 18 anni

2001: Michael Owen (Liverpool) ANSA

Michael Owen - Tra i giocatori inglesi più talentuosi di sempre, la sua carriera è stata però a lungo tormentata dagli infortuni. Nel 2006 iniziano gli incubi: rottura del crociato, gli viene trapiantato quello di un atleta scomparso ma Owen deve stare lontano dai campi per oltre un anno. Nel 2009 si frattura invece la caviglia con il Manchester United, nel 2010 viene operato al bicipite femorale. Nel 2013 ha chiuso con i colori dello Stoke City

Fernando Redondo - Dopo 155 partite e dopo aver vinto tutto con il Real Madrid arriva al Milan nell'estate 2000. Si infortuna però gravemente (e da solo) durante il ritiro estivo. Rimane fuori per tutta la stagione e chiede al club di non ricevere stipendio fino al suo rientro in campo. Giocherà solo 16 partite in rossonero vincendo la Champions del 2003/2004. Non recupera più e chiude nel 2004

Pierluigi Casiraghi - Dopo una lunga carriera piena di successi tra Juventus e Lazio nel 1998 si scontra con Hislop, portiere del West Ham. Ginocchio rotto in più punti e inizio del calvario: dieci operazioni chirurgiche non servono per recuperare e a 31 anni l'ex laziale è costretto ad appendere le scarpe al chiodo dopo essere stato licenziato dal Chelsea. 

Alexandre Pato - Da quando è tornato in Brasile l'ex attaccante del Milan sembra essere rinato. 30 presenze e 9 gol con il Corinthians, 22 presenze e 9 gol con il San Paolo. L'ultimo periodo a Milano era invece stato un incubo, tormentato dagli infortuni che gli avevano fatto saltare 57 partite in due anni. Alcuni lo avevano accusato di avere una soglia del dolore troppo passa, altri hanno puntato il dito con i metodi di Milan Lab

Giuseppe Rossi - La carriera di Pepito non è ancora finita ma il suo incubo continua a tormentare una carriera che avrebbe potuto essere ancor più stellare. Tra i più forti giocatori italiani dell'era moderna si è infortunato gravemente al ginocchio già nel Villareal. Lo scorso anno lo stop a metà stagione e quest'anno un nuovo crack con l'ennesima operazione di artroscopia

Alf-Inge Haland - Rompe i legamenti a Roy Keane e mentre l'irlandese è a terra in lacrime gli grida in faccia di piantarla di simulare. Keane se la lega al dito, e quattro anni dopo, a cinque minuti dalla fine del match, alza la gamba diretta sul ginocchio di Håland, sfasciandoglielo e ponendo fine alla sua carriera. Keane chiarirà: "Gli dissi: beccati questo str*** e non provare mai più a insinuare che simulo". 

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