Le pagelle del calciomercato: Inter e Roma promosse, Milan bocciato
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Le pagelle del calciomercato: Inter e Roma promosse, Milan bocciato
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Le pagelle del calciomercato: Inter e Roma promosse, Milan bocciato

Ecco i voti delle 20 squadre di serie A dopo tre mesi di trattative, colpi di mercato e di scena, tradimenti e grandi speranze

E' stato il mercato del ritorno dei soldi, con le grandi che hanno investito tanto provando anche a mantenere l'equilibrio di bilancio con altrettante cessioni pesanti. Un trend positivo dopo anni di vacche magre; qualche colpo importante è stato messo a segno, pur restando i veri top player lontani dall'Italia e destinati al mercato inglese e tedesco. E' stata un'estate di grandi duelli a colpi di rilanci. Quello per Kondogbia tra Inter e Milan ha infiammato la prima parte, poi ci sono stati i tentativi last minute per Draxler, Witsel, Eder e mille altre storie, non sempre con esito felice. Il campo dirà chi ha avuto torto e chi ragione, ma una pagella di come si siano mosse sul mercato le venti squadre della serie A si può fare. Avvertenza per tutti: maneggiare con cura perché la storia dice che la classifica di maggio sbugiarderà gran parte dei giudizi di agosto. Buon divertimento...

Roma - Voto 8,5

Voto sulla sabbia agostana e, quindi, pronto a essere smentito dal campo soprattutto se Garcia non riuscirà a sciogliere i nodi tattici di una squadra che dovrà cambiare pelle. Sabatini ha portato in Italia il top player dell'estate (Dzeko), preso Salah che voleva anche l'Inter, rinforzato gli esterni e trovato a condizioni da urlo un portiere molto sottovalutato nella sua avventura all'Arsenal. Si è misurato per settimane con il problema delle difficili cessioni, ma alla fine vendendo Romagnoli e Bertolacci al Milan (incasso complessivo 45 milioni di euro) ha dato anche una sistemata al bilancio. Magari un giorno Romagnoli diventerà davvero Nesta, ma sulla scelta ha pesato anche il pensiero di Garcia.

Torino - Voto 8

Per il decennale alla guida dei granata il presidente Cairo ha fatto le cose in grande. Mercato italiano, giovane, di talento e in gran parte autofinanziato dalla cessione di Darmian che è stato, però, l'unico big partito da Torino. Glik, Maksimovic e Peres sono rimasti così come il presidente aveva promesso. A scorrere l'elenco dei colpi in entrata si nota subito l'alto tasso di progettualità di una rosa che, per la prima volta, è interamente di proprietà della società granata che ha abbandonato la politica dei prestiti per valorizzare i ragazzi altrui. La conferma di Ventura, gran condottiero, potrebbe essere la ciliegina sulla torta. Occhio a Baselli. Era anche nell'agenda di Berlusconi.

Inter - Voto 8

Sulla stima (per Mancini) perchè la rivoluzione imposta a Thohir è imponente, quasi senza precedenti. Scherzando aveva chiesto 8-9 nuovi acquisti e Ausilio glieli ha dati praticamente tutti riscrivendo da zero lo spartito tattico, cancellando quasi del tutto il mercato di gennaio (via Podolski e Shaqiri), monetizzando il talento senza continuità di Kovacic e scommettendo su quello di Kondogbia, Jovetic e Perisic. Non tutto è parso lineare, però la qualità degli innesti è evidente e questo rappresenta un merito e un peso per il Mancio che, adesso, non ha più alcun alibi: deve portare l'Inter in Champions. Si sono riviste le solite difficoltà in uscita che caratterizzano un po' tutte le grandi. La beffa Eder alla fine ha cancellato un colpo che sarebbe valso mezzo punto in più. Poi restano le domande: Felipe Melo serviva davvero? Kovacic diventerà grande lontano da Milano? Montoya e Telles valgono più di quelli che c'erano?

Fiorentina - Voto 7

Gilberto, Astori, Mario Suarez, Kalinic e Blaszczykowski. Pradè è stato molto attivo. Per come era partita l'estate viola, con la rottura di Montella e il tormentone Salah nel quale i dirigenti non si erano mostrati pronti, non ci si può lamentare. Anche la vicenda Joaquin ha turbato le notti dei Della Valle, però seppure a fatica i movimenti ci sono stati e meritano la massima attenzione. Kalinic, ad esempio, promette di essere uno degli attaccanti più interessanti del campionato. Da verificare lo spessore di Paulo Sousa in panchina.

Bologna - Voto 7

Pantaleo Corvino ha rifatto praticamente tutta la squadra a Delio Rossi, senza lesinare sforzi e investimenti. Ha portato a termine un paio di colpi di livello superiore all'attuale realtà del Bologna: Destro, in cerca di riscatto, e Donsah. La squadra è un ora un mix di giovani di belle speranze e 'anziani' esperti su cui provare a fondare la caccia alla salvezza e far partire il progetto che la nuova proprietà vuole ambizioso. Il denaro riversato sul mercato (saldo negativo di oltre 30 milioni) indica che le disponibilità di sono e la volontà di spendere anche. Interessante Mirante in porta e il giovane Rizzo preso in prestito dalla Sampdoria.

Sassuolo - Voto 7

Patron Squinzi ha mantenuto le promesse e non ha smantellato una squadra su cui c'erano tanti interessi perché ricca di talento. La cessione di Zaza alla Juventus è stata l'unica pesante ed era inevitabile, visti gli accordi con il club bianconero. Però è rimasto Berardi e la formula consentirà al Sassuolo di fare un ottimo affare tra dodici mesi. Defrel è uno degli attaccanti più promettenti della serie A e lo volevano in tanti. Duncan sostituisce Kurtic e alla Sampdoria si era ben comportato nella passata stagione. Insomma, una gestione molto oculata delle risorse che non dovrebbe aver alterato il valore della squadra. Che era da classifica medio alta.

Juventus - Voto 7

Se la pagella si fosse fermata al mese di luglio il voto sarebbe stato altissimo: 8 o magari 9. Se avesse riguardato agosto sarebbe stata impietosa: 5. Lo spartiacque è stata la cessione di Vidal al Bayern Monaco, che è stata un capolavoro economico, ma che ha complicato la vita a Marotta. Prima la Juve era stata perfetta nello scegliere anzitempo gli eredi di Tevez (Mandzukic e Dybala) e Pirlo (Khedira) ipotizzando un cambio di gioco. Poi si è incartata nel dilemma sul trequartista e non ne è più uscita, esponendosi anche alla brutta figura per Draxler, sconfitta bruciante, e rimediando alla fine con una riserva dell'Inter come Hernanes. La qualità e quantità dei colpi non può far bocciare il mercato bianconero, ma ad Allegri non è stata consegnata la rosa che il tecnico livornese aveva in testa. Anche se l'obiettivo non cambia: vincere.

Atalanta - Voto 6

Mercato in attivo, come da tradizione bergamasca, finanziato dalle cessioni di Zappacosta e Baselli al Torino. In generale i nerazzurri hanno badato al sodo e cioé a rinforzare la difesa e a inserire a centrocampo quello che serviva, senza troppi fronzoli. Paletta potrebbe essere una scommessa vincente, considerato che sino a qualche mese fa era un centrale nel giro della nazionale. Kurtic è piaciuto al Sassuolo e Toloi è una delle curiosità di questa stagione. Mercato conservativo e intelligente, che dovrebbe aver consegnato a Reja una squadra in grado di centrare l'obiettivo della salvezza. Tanto basta.

Chievo - Voto 6

I clivensi hanno rispettato il solito copione: pochi movimenti, scelti per tempo e senza esagerare con le spese. Per i giocatori che sono usciti, tanti ne sono entrati stando attenti a rispettare le consegne di Maran. Castro potrebbe rivelarsi un ottimo colpo e incuriosisce Mpoku che, per quanto fatto intravedere a Cagliari nella sfortunata stagione della retrocessione, ha colpi importanti per chi cerca di salvarsi.

Genoa - Voto 6

La solita rivoluzione di Preziosi che non ha ascoltato le preghiere di Gasperini che gli chiedeva di non snaturare il giochino che era valso una stagione a livello di qualificazione all'Europa League, poi persa solo per i problemi di bilancio. Il presidente, però, aveva bisogno di monetizzare e lo ha fatto cedendo alcuni dei pezzi importanti della rosa e chiudendo con una grosso attivo (15 milioni di euro). Molti dei nuovi arrivi sono una scommessa, mentre i partenti erano delle certezze. Il passato racconta che spesso Preziosi ci ha preso e quindi il 6 è un voto di stima che si è meritato sul campo. Pandev rappresenta l'usato sicuro.

Palermo - Voto 6

Non era facile metabolizzare la partenza di un campione potenziale come Dybala, ma Zamparini è stato bravo a muoversi per tempo e a far passare bene il messaggio che Palermo non poteva fare una scelta diversa sull'argentino. Se n'è andato anche Belotti (e qui contro la volontà del club) e la scelta è caduta su un vecchio pirata delle aree di rigore come Gilardino per cercare di non correre il rischio di far mancare gol a Iachini. La perla del mercato è stata la permanenza di Vazquez: era cercato da mezza serie A e le tentazioni sono state forti.

Sampdoria - Voto 6

Il primo, vero, mercato di Ferrero si è chiuso con il botto: cessione di Soriano decisa (Zuniga e 13 milioni di euro erano un affarone) e saltata per colpe altrui. Ma anche la scelta di tenere Eder è stata dal punto di vista tecnico un sacrificio che dovrebbe pagare, vista l'importanza dell'attaccante italo-brasiliano per Zenga. Quindi mezzo voto in più dopo un'estate di scommesse. La più appariscente e pericolosa di tutte è il ritorno di Antonio Cassano: ha fatto contenta la piazza, ma sarà condizionante per il tecnico e non è detto che renda in tempi accettabili, viste le condizioni di partenza. Fernando è, invece, una certezza e vale la sufficienza piena.

Udinese - Voto 6

Indovinate qual è stato il saldo di mercato dei Pozzo? Ovvio, positivo e non di poco. Più 26 milioni di euro per una campagna che ha visto partire il solo Allan tra i pezzi pregiati (ma sono arrivati anche i soldi dal riscatto di Pereyra della Juventus) e che ha portato in Friuli due ragazzi di belle speranze come Adnan ed Edenilson. Davanti stuzzica la scommessa Zapata, prestito biennale: attaccante che al Napoli ha giocato poco, ma con numeri realizzativi straordinari. Siccome prima o poi Di Natale smetterà di essere il sole di Udine, giusto che i Pozzo si siano mossi per trovare un degno erede. 

Verona - Voto 6

Non se n'è andato praticamente nessuno della squadra che Mandorlini aveva forgiato con sudore e intelligenza. Sono arrivati, come titolari potenziali, Souprayen e Pazzini. Quest'ultimo rappresenta il fiore all'occhiello di una campagna che dovrebbe aver portato al Bentegodi l'erede di Toni quando Luca deciderà che è arrivato il momento di farsi da parte. Pazzini ha avuto un contratto lungo e pesante dal punto di vista economico; nelle idee di Setti dovrà inserirsi e poi garantire la stessa esperienza e quantità di gol con la quale Toni ha reso grande il Verona nelle ultime due stagioni.

Napoli - Voto 5,5

Che dire? Nessun big è partito e questo è un segnale importante perché al termine della passata stagione si parlava di smantellare e ridimensionare. Sarri è una scommessa con qualche rischio, a partire dalle indicazioni di mercato che hanno pericolosamente guardato verso i fedelissimi di Empoli. Però Valdifiori e Allan sono due colpi importanti, Chiriches potrebbe essere un rinforzo per la difesa (così come Reina) ed è rimasto sua maestà Higuain. I tifosi sono sul piede di guerra con De Laurentiis e la conclusione dell'affare Soriano, saltato sul più bello, non aiuta certo né il presidente né Giuntoli, che era alla prima prova in un grande club. Cose che nel mercato accadono, ma che non dovrebbero succedere. In ogni caso è difficile dire che il Napoli si sia indebolito. Anzi.

Frosinone - Voto 5,5

Primo mercato di serie A per la società che è al debutto tra i grandi e ha provato soprattutto a non fare il passo più lungo della gamba. Nessun nome di grido è arrivato e si è badato a provare a inserire qualche giovane con già un minimo di esperienza nella categoria. Il risultato è un mix che dovrà lottare e sudare per non retrocedere, ma se le possibilità della società erano queste bene hanno fatto i dirigenti a non esporsi. A volte anche garantirsi un paracadute in caso di retrocessione è una scelta intelligente. Comunque buon lavoro a Stellone e occhi su Leali, chiamato al bivio di una stagione importante.

Lazio - Voto 5

Il colpo Matri messo a segno nell'ultimo giorno di mercato non vale la sufficienza. Pesa la gestione dell'estate che culminava con il preliminare di Champions League: niente rinforzi ed eliminazione, così come era accaduto al Napoli contro l'Athletic Bilbao. Un po' Lotito si è mosso con intelligenza (con i tedeschi sarebbe potuto uscire ugualmente), un po' ha peccato in coraggio. Milinkovic-Savic è l'unico vero colpo dell'estate. Se si guarda la formazione titolare ci si accorge che è praticamente identica a quella dell'anno scorso, visto che anche Matri dovrà guadagnarsi la maglia con la concorrenza di Klose e Djordjevic. Mah...

Milan - Voto 5

E' riuscito nell'impresa di spendere 86 milioni e scontentare un po' tutti: tifosi e proprietà. Partito malissimo, perdendo il derby di mercato su Kondogbia e facendosi sfilare Jackson Martinez, ha provato a reagire. Ha investito oltre 45 milioni di euro su Bertolacci e Romagnoli, due giovani che devono mostrare di essere pronti per un palcoscenico come San Siro. Bacca è un ottimo attaccante e Luiz Adriano non è male, anche se 8 milioni per un giocatore in scadenza di contratto a dicembre e già prenotato possono sembrare tanti. Però è mancato il guizzo a centrocampo e tirando le somme Witsel si sarebbe potuto prendere facendo scelte diverse all'inizio. Galliani contestato è davanti alla stagione più difficile, perché quest'anno l'alibi dei soldi mancanti non c'era.

Empoli - Voto 5

Se ne sono andati Rugani, Valdifiori e Hysaj, oltre a Sarri che dell'Empoli delle meraviglie (ma salvo comunque verso la fine della stagione) erano le colonne. Al loro posto nessun colpo che faccia pensare a un rafforzamento della squadra che è in gran parte sulle spalle di Saponara, arrivato a gennaio dal Milan e difeso dagli assalti di tante big. E' lui il giocatore che deve trascinare il gruppo alla salvezza. Si sarebbe potuto scommettere su qualche giovane e invece...

Carpi - Voto 4,5

Alla fine si è deciso di puntare tutte le fiches su Borriello, uno che di campo nelle ultime stagioni ne ha visto davvero poco ed è abituato a contesti molto diversi dall'estrema provincia emiliana. Castori ha in mano una squadra molto diversa da quella della cavalcata in serie B e questo si è rivelato, spesso e volentieri, un errore in un campionato in cui chi sale dalla cadetteria ha come punto di forza il mantenere le proprie caratteristiche e il proprio entusiasmo. Mercato bocciato. Magari il campo dirà cose diverse.

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