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Le 3 lezioni di Londra

Jessica Rossi, Oscar Pistorius, Michael Phelps, quando lo sport è scuola di vita - Lo Speciale su Londra 2012 - il medagliere - Rai contro Sky -

La medaglia d'oro di Tiro al Volo, Jessica Rossi (Credits: AP Photo/Rebecca Blackwell)

Dalle Olimpiadi ci sono arrivate ieri tre lezioni di vta da tre personaggi completamente diversi tra loro. Certo. Il rischio di cadere nella retorica e nella demagogia c'è. Ma questa è la scusa classica di chi non vuole capire (o fa finta di farlo).

JESSICA ROSSI: 99 piattelli colpiti su 100. Medaglia d'oro, record olimpico e del mondo. Un'impresa rtiuscita ad una ragazza di nemmeno 20 anni. Sorriso dolce, faccia pulita, educata (la prima cosa che ha fatto dopo la vittoria è stata salutare le avversarie con cortesia ed eleganza). Non un urlo, niente tatuaggi strani, zero sponsor. Diciamo la verità: chi l'aveva mai vista?

Oggi tutti a raccontare della sua terra, lei di Crevalcore, scossa e ferita dal terremoto. Il destino ha voluto che ieri, giorno della sua finale, la famiglia Rossi ha potuto fare ritorno in casa propria.

Ma non è quello che ci interessa. La cosa che vogliamo sottolineare è l'esistenza dei giovani "per bene". Tutti i genitori d'Italia vorrebbero come figlia una come Jessica: pacata nei modi e nei toni, determinata, seria, infallibile con quel fucile e nella vita. Di ragazzi così è pieno il nostro paese. Lei come Molmenti, come la Di Francisca, Sartori.

Queste Olimpiadi ci stanno regalando le medaglie dei "ragazzi per bene". Quelli che non hanno fatto pubblicità, che non conoscevamo, che quando sono atterrati a Londra non li aspettava nessuno per una foto o un autografo, ma che le prime pagine dei giornali se le sono guadagnate con il lavoro, serio, silenzioso ma decisivo (capito, fenomeni "mancati" della vasca?)

OSCAR PISTORIUS: 45" e 44 centesimi. E' il tempo con il quale Oscar Pistorius ha corso la su a batteria dei 400, qualificandosi per la semifinale di oggi. E' il suo record personale, per il ragazzo sudafricano primo atleta paralimpico a competere con i normo-dotati.

Il messaggio? Facile, fino a sembrare banale, fino a sembrare retorica o demagogia. Le barriere non esistono. Le creiamo noi, partendo dalla nostra testa, facendole arrivare alla società.

Oscar poteva arrendersi alle sue difficoltà. Ha deciso di affrontarle e correrci contro. Le ha battute e distrutte.

Ps. Al momento non esiste un atleta in Italia capace di correre con le proprie gambe i 400 metri con il tempo di 45" e 44 centesimi; nessuno in Italia è veloce come Oscar

MICHAEL PHELPS: Le lacrime all'inno nazionale, la mano sul cuore. La mamma commossa in ttribuna con il vestito bello perchè sapeva che le telecamere di tutto il mondo l'avrebbero cercata ed inquadrata. Ieri sera nella piscina olimpica è finita la carriera di MIchael Phelps, il più grande di sempre.

22 medaglie olimpiche, 19 d'oro, l'ultima ieri con la staffetta 4x100 degli Stati Uniti. Michael avrebbe potuto continuare ancora e togliersi qualche soddisfazione. Ma ha deciso di smettere qui. Da vincitore, sul gradino più alto del podio.

Ci sono quelli (vero Federica?) che a 22 anni sono stufi e vogliono avere altre priorità nella vita. Tutto lecito, giusto, corretto ed indiscutibile. Michael Phelps non ha mai ragionato così.

Per questo esistono bravi nuotatori, campioni di vario livello. Poi lassù c'è MIchael Phelps. Solo, nell'olimpo

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