Lazio-Sassuolo, la Var e i dubbi sui mani di Basta e Peluso in area di rigore
tratto da Mediaset Premium
Lazio-Sassuolo, la Var e i dubbi sui mani di Basta e Peluso in area di rigore
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Lazio-Sassuolo, la Var e i dubbi sui mani di Basta e Peluso in area di rigore

Le decisioni più discusse della giornata riviste con gli occhi della moviola in fase di sperimentazione. Quali fischi arbitrali sarebbero cambiati?

Ancora un anno e la moviola entrerà nel calcio a pieno titolo. Lo ha già fatto con la Goal line technology, che ha azzerato le discussioni sui gol-non gol e accadrà anche con la Var (Video Assistant Referees) in fase di sperimentazione sui campi della serie A e in altri campionati. Un supporto per i direttori di gara, applicabile solo determinate tipologie e casistiche di gioco.

Questo il protocollo che viene sperimentato - in questa stagione rigorosamente offline, ovvero senza alcun contatto con l'arbitro in campo - per arrivare nel 2018 al via libera definitivo.

Luca Marelli, ex arbitro di serie A, ci aiuta a rivivere alcuni episodi della giornata per comprendere meglio il funzionamento della Var. Sarebbe cambiato qualcosa? I giudici avrebbero potuto esercitare le loro funzioni? Oppure no?

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Lazio-Sassuolo: tocco di mano di Peluso su cross di Basta

Lazio-Sassuolo – Mani di Peluso in scivolata su cross di Basta. L’arbitro lascia correre

In questa occasione sono più che sicuro che sarebbe stato l'arbitro centrale ad interrompere il gioco per chiedere l'aiuto tecnologico. Il motivo è semplice: il contatto avviene sulla parte destra dell'area di rigore, l'arbitro (seguendo lo spostamento imparato fin dalle categorie giovanili) si trova dalla parte opposta. L'assistente, unico in grado di vedere un eventuale tocco di mano, sta osservando con attenzione la linea del fuorigioco. L'arbitro è coperto dal corpo di Peluso, così come l'addizionale che si trova di alcuni metri più vicino alla porta, impegnato a controllare eventuali contatti all'interno dell'area. Escluso un intervento del quarto ufficiale, troppo lontano dall'azione.

In questa circostanza Calvarese stesso non avrebbe potuto non avere qualche dubbio perché, in mancanza di contatto visivo diretto con l'episodio, non può aver valutato alcunché. Una volta rivista, l'azione avrebbe portato al calcio di rigore (fallo sulla linea) senza provvedimento disciplinare.

Lazio-Sassuolo: il dubbio sul tocco di Basta. Mano o testa?

Lazio-Sassuolo - Tocco sospetto di Basta su un cross nell'area della Lazio. Mano o testa? Le immagini vengono trasmesse anche a diversi minuti di distanza senza apparentemente chiarire del tutto. Sul prosieguo dell'azione robusto contatto ai danni in area. Cosa avrebbe fatto la Var? Esiste certezza sul mano o testa? Avrebbe eventualmente potuto sanzionare il secondo episodio anche se la 'chiamata' all'assistenza avveniva sul primo?

Due distinte fattispecie nel giro di pochissimi secondi, pochi secondi che ben illustrano uno dei nodi più spinosi della sperimentazione: che fare in casi del genere, su presunti tocchi di mano, per dinamica difficili da valutare? E come intervenire? Ricordando che la VAR (perlomeno nella prima stesura del protocollo) potrà essere chiesta SOLO dall'arbitro oppure utilizzata per iniziativa dei giudici video (esclusa ogni possibilità di utilizzo, per ora, su richiesta di giocatori o tecnici).

Nel caso specifico, per il presunto mani di Basta, Calvarese avrebbe dovuto interrompere il gioco subito o alla prima interruzione. Il problema è che il gioco si interrompe solo dopo un contatto sospetto dall'altra parte del campo (episodio peraltro visto da Calvarese e, pertanto, non compreso nei casi da VAR trattandosi di valutazione dell'arbitro).

In ogni caso il punto critico rimane il momento in cui chiedere l'aiuto della moviola: l'opzione migliore potrebbe essere quella di interrompere momentaneamente il gioco non appena il pallone esca dall'area di rigore per poi riprendere con un calcio di rigore oppure con una rimessa da parte dell'arbitro nel punto in cui si trovava il pallone stesso al momento dell'interruzione.

Empoli-Roma: Bellusci prima espulso (per errore) e poi ammonito

Empoli-Roma - Di Bello espelle Bellusci per doppia ammonizione e poi si corregge, accorgendosi che il difensore dell'Empoli non era mai stato sanzionato con un giallo. L'arbitro evita il guaio, ma in caso di perseveranza nell'errore, la Var sarebbe potuta intervenire?

In questo caso, se l'arbitro non si fosse accorto dell'errore, il giudice davanti al video avrebbe non solo potuto ma dovuto intervenire direttamente per evitare l'erronea espulsione di un calciatore per doppia ammonizione, in mancanza della prima. Ricordiamo che, in casi come questo e se Di Bello non avesse accolto il suggerimento dei propri collaboratori, la gara sarebbe stata ripetuta per errore tecnico (il procedimento attuale prevede: consegna di un reclamo immediato all'arbitro da parte della società interessata, refertazione della ricezione del reclamo direttamente negli spogliatoi, comunicazione al giudice sportivo, decisione).

Milan-Pescara: trattenuta di Coda su Bacca

Milan-Pescara - Palo di Niang e Bacca viene trattenuto da Coda sul possibile tap in a porta vuota. Possibile l'espulsione oltre al rigore se la Var fosse intervenuta?

L'arbitro Doveri, dalle immagini, appare piazzato perfettamente, in assoluto controllo dell'azione. 
Doveri, pertanto, osserva, valuta, decide. Solo nel caso in cui egli stesso avesse avuto qualche dubbio avrebbe potuto chiedere l'aiuto: i giudici dalla cabina, in situazioni del genere, non potranno MAI intervenire su una valutazione discrezionale dell'arbitro.

Il rischio di questa tecnologia è nascosto proprio in episodi come quello di San Siro. L'esperienza mi ha insegnato che un arbitro decide quasi sempre senza indecisione ma che alcuni dubbi sorgono (ed è normale) di fronte a proteste decise dei calciatori. Il rischio è che gli arbitri, nell'eventualità di ogni contatto in area, preferiscano non assumere decisioni d'imperio affidando la decisione a terzi o rivedendo l'azione. Questo utilizzo, ovviamente, avrebbe un impatto intollerabile dato che rischierebbe di portare a dieci interruzioni a gara. Esattamente ciò che non vuole il board ed uno dei motivi per cui risulta fondamentale una lunga ed approfondita sperimentazione.

In ogni caso, ed a titolo puramente didattico, l'eventuale assegnazione del rigore non avrebbe portato all'espulsione mancando uno degli elementi fondanti: il possesso del pallone.

La Var sarà supporto per i direttori di gara, applicabile solo determinate tipologie e casistiche di gioco: infrazioni in occasione di una rete da annullare o convalidare, concessione o mancata concessione di un rigore, correttezza della decisione che porta a un'espulsione e individuazione di un eventuale scambio di persona in caso di sanzione disciplinare.

Questo il protocollo che viene sperimentato - in questa stagione rigorosamente offline, ovvero senza alcun contatto con l'arbitro in campo - per arrivare nel 2018 al via libera che per il nostro Paese significa utilizzo pieno nella seconda fase della Coppa Italia. Il progetto della Fifa è avere la Var al Mondiale del 2018 in Russia e da lì estenderla ovunque.

Trattandosi di una sperimentazione (ad oggi vengono “osservate” 2/3 gare di serie A ogni settimana) il protocollo dell'IFAB appare molto generico, non indicando in modo specifico l'ambito di applicazione dello strumento. Ciò è dovuto, con ogni probabilità, alla volontà di lasciar ampio spazio di studio per l'individuazione delle casistiche da affrontare.

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