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Sport

La strada giusta, talvolta, va presa di traverso

Polvere, fango e sassi: l'enduro è un'antologia di racconti appassionati. Che parlano di adrenalina, di limiti da superare, di libertà

Gli enduristi sono individui un po' folli, gente bizzarra che ama passare il proprio tempo tra polvere, fango e sassi

Assieme alle loro motociclette altissime, leggere e con le ruote artigliate, si inerpicano sulle mulattiere, saltano tra le dune o vanno di traverso su piste piste sterrate: il "dove" è irrilevante, quel che conta, davvero, è che ogni volta quell'ensemble di carne, ossa, gomma e metallo racconta una nuova storia in cui è protagonista mentre sfida i propri limiti e le leggi della fisica alla conquista di un equilibrio che, invece, rimarrà - va detto - sempre e comunque precario.

L'enduro è un virus, ma è anche uno sport, uno sport di squadra perché quando qualcuno del gruppo è in difficoltà deve sempre poter contare sull'aiuto dei compagni.

E' pericoloso? Sì, ma c'è forse qualcosa di più elettrizzante che mettere a rischio il proprio corpo, la propria esistenza? 

Come si finisca per contrarlo, quel virus, è ancora del tutto ignoto. Si sa però che a rimanerne contagiati sono perlopiù coloro che cercano un modo per continuare a stare in sella anche quando le condizioni climatiche rendono proibitivo farlo sull'asfalto. Provano e non smettono più. Anzi, finiscono per perdere interesse per tutti gli altri modi di essere motociclisti.

E poi ci sono gli appassionati di viaggi che, dopo aver sentito il richiamo esotico dei deserti e averlo vissuto nel modo più avventuroso che ci sia, restano folgorati dall'emozione che si prova nel superare un ostacolo o a vivere quel senso di libertà in mezzo a scenari mozzafiato che soltanto la moto riesce a trasmettere. Ed è come un altro mal d'Africa che non smette di tormentarti fino a quando non parti un'altra volta.

Ma riguarda anche chi magari su una moto non ci è mai salito e si ritrova a farlo perché incuriosito dall'opportunità di provare un'esperienza ad alto tasso di adrenalina.

Fortunato chi quel virus lo vede trasformarsi in un insieme di riti, luoghi e icone: uno stile di vita, una passione.

Volete provarci? Ci sono scuole e luoghi. Un indicazione? Potete scrivermi a luciano.lombardi@mondadori.it

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