La nuova “legge sugli stadi”
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La nuova “legge sugli stadi”
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La nuova “legge sugli stadi”

Strutture eco-compatibili alimentate con rinnovabili, Salvatore Sanzo spiega li futuro degli impianti italiani

Impianti moderni e polifunzionali, che possano attrarre spettatori e utenti non solo la domenica, ma per tutta la settimana; strutture progettate e realizzate per essere eco-compatibili, che si alimentino con energie rinnovabili: è così che sogno le strutture sportive nel nostro Paese, dal quale guardiamo con ammirazione e un pizzico di invidia le realtà estere, molto delle quali decisamente all’avanguardia.

L’emendamento dedicato agli impianti sportivi inserito nell’ultimo patto di stabilità segna però un primo passo significativo. Probabilmente il testo approvato non dà soddisfazione al cento per cento a quei soggetti che più si dicevano pronti ad investire: la prima bozza in questo senso era più coraggiosa. Va comunque preso atto che questo governo sia riuscito in ciò che dall’aprile del 2010 (data di presentazione del D.D.L. Lolli-Butti) era stato solo discusso e mai concretizzato. Complimenti dunque al ministro Delrio e al presidente del Coni Malagò, perché il Coni ha avuto un ruolo attivo che in passato non aveva ricoperto. Impiantistica e riforma della giustizia sportiva erano i punti cruciali del suo programma e mi sembra che con entrambi sia riuscito ad arrivare fino in fondo.

Alcuni presidenti di Serie A hanno criticato la legge perché non prevede una reale apertura agli investimenti privati, soprattutto in termini di edilizia residenziale. In questo sto con i Club di calcio: anch’io ovviamente sono contrario alla speculazione edilizia, ma sono anche pratico e credo che investire cifre importanti necessiti di conoscere i tempi e i modi dei ritorni. E il problema della speculazione certamente non sarebbe nato con questa legge perché i Comuni sarebbero stati coinvolti nella valutazione e nell’approvaizone finale dei progetti.

Dall’altra parte comunque, i punti di forza ci sono, con le procedure e i tempi certi a dare un bel vantaggio per il privato che investe. Ed è proprio ai privati che dobbiamo guardare, visto e considerato che gli enti locali spesso non hanno neppure le risorse per ristrutturare gli impianti esistenti. Abbiamo un notevole patrimonio da riqualificare, fra cui molte palestre scolastiche che possono essere messe a disposizione delle associazioni sportive, purtroppo però manca la cultura nell’ambito delle opere pubbliche di carattere sportivo, sempre relegate in fondo alla lista dei bisogni perché se ne sottovalutano l’importanza e la necessità.

Salvatore Sanzo – Presidente CONI Toscana

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