Klopp via dal Borussia Dortmund: si apre il valzer delle panchine
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Klopp via dal Borussia Dortmund: si apre il valzer delle panchine
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Klopp via dal Borussia Dortmund: si apre il valzer delle panchine

Il tecnico divorzia dalla squadra tedesca. A parte Mourinho, Simeone, Van Gaal e Allegri, tutto da scrivere il futuro dei top club europei

La bomba è esplosa improvvisa, anche se la cosa era nell'aria da tempo e i risultati di questa stagione del Borussia Dortmund hanno fatto da acceleratore della crisi. Dopo l'indiscrezione della Bild, il tecnico Jurgen Klopp conferma la sua irrevocabile decisione di chiudere il rapporto con il club giallonero al termine della Bundesliga. Un addio che si consuma nell'annata più difficile, con la retrocessione evitata grazie a una serie di vittorie consecutive dopo essere stati a lungo sul fondo della classifica e l'avventura in Champions League chiusa nell'ottavo di finale perso malamente contro la Juventus. Pur avendo un contratto a 6 milioni netti a stagione fino al 30 giugno 2018, Klopp decide quindi di cambiare aria e la sua scelta professionale apre il valzer delle panchine che nella prossima estate interesserà quasi tutte le squadre di vertice in Europa...

Inghilterra: cercasi tecnico per City (e forse Liverpool)

Acque agitate in Premier League e la ragione è semplice da intuire. I risultati pessimi del Manchester City, che rischia di uscire dalla zona Champions della classifica dopo aver abdicato alla conferma del titolo e che in Europa ha faticato più del lecito, hanno messo Manuel Pellegrini in una posizione debolissima. Il club ripartirà da zero con un nuovo ciclo la prossima estate, ma sul nome del successore c'è ancora incertezza. Tra i candidati (ma potrebbe esserci anche lo stesso Klopp) è sbucata la figura ingombrante di Rafa Benitez in uscita dal Napoli. I tabloid immaginano per lui un ruolo di traghettatore in attesa di capire cosa farà Guardiola. Accetterebbe Rafa? Occhio anche al Liverpool dove Rodgers è legato a doppio filo ai risultati. La ripresa dei Reds lo sta aiutando, ma sulla sua valutazione pesano anche le scelte di mercato a partire da quella di portare Balotelli ad Anfield: fallimento. Senza problemi di conferma Mourinho, cui verrà chiesto l'ulteriore salto di qualità in Europa, e quasi al sicuro anche Van Gaal che sta cominciando a far correre il suo Manchester United messo su con investimenti folli e difficili da assemblare.

Il dubbio di Guardiola: ancora Bayern dopo il 2016?

Anche i ricchi vivono nell'incertezza. In questo caso è il Bayern Monaco che non sa ancora se potrà contare su Guardiola alla scandenza del contratto (giugno 2016) o se deve già cominciare a immaginare un futuro diverso. Pep in questi mesi non ha accettato le offerte di rinnovo che gli sono state presentate in maniera informale e ha rimandato tutti i discorsi alla prossima stagione. Leggendo tra le righe delle sue parole si è intuito un certo distacco, però è presto per trarre conclusioni. Di sicuro l'idea di averlo sul mercato tra dodici mesi ha attirato l'attenzione di molte società, che stanno cercando di capire se e come conviene muoversi. In una specie di gioco a incastri, Guardiola è la pedina più importante del quadro: sapere se e come si muoverà significa avere la chiave di lettura di quasi tutto.

Spagna, i travagli di Ancelotti e Luis Enrique

Detto che un anno fa a Lisbona, al minuto 92 della finale di Champions League, Ancelotti era un allenatore in procinto di essere scaricato e mezz'ora dopo sedeva sul tetto d'Europa con in mano la Decima, il clima a Madrid non è cambiato. Carletto molto probabilmente non vincerà la Liga per la seconda volta consecutiva ed è legato ai risultati in Champions; destino comune a tutti i tecnici della Casa Blanca. I rapporti con Perez sono leggermente migliori della scorsa primavera, ma non c'è alcuna garanzia di prmanenza a Valdebebas. Anzi. A Barcellona si vive un clima particolare: Luis Enrique è passato indenne attraverso molti momenti critici in questa stagione e potrebbe riportare il titolo spagnolo al Camp Nou per poi attaccare la Champions. Se sbanca nessun dubbio sulla permanenza in Catalogna che al momento rimane comunque l'opzione più probabile. Niente mercato, infine, per Diego Simeone che ha appena firmato un contratto alla Ferguson (fino al 2020) con l'Atletico Madrid. Se ne riparlerà, forse, tra 18 mesi.

Francia: adieu monsieur Blanc?

In Ligue1 tutto gira intorno al Paris Saint German e al suo tecnico Blanc che un anno fa ha strappato la riconferma perché ha raggiunto gli obiettivi minimi richiesti dal club tra scudetto e cammino in Champions League. In questa stagione sta faticando molto soprattutto in campionato, anche se adesso si è installato al primo posto, mentre in Europa ha già regalato una prova di forza importante contro il Chelsea di Mourinho. In autunno Blanc era stato anche a rischio esonero, almeno ascoltando i rumors provenienti da Parigi, mentre ora la sua posizione pare essersi rafforzata. Lo sfogo di un paio di settimane fa del suo agente racconta molto della situazione: "Non gli vengono riconosciuti i suoi meriti, non ha il diritto di perdere neanche una partita". La sensazione è che, a meno di successi europei, sia in partenza. Magari per Manchester, sicuramente aprendo la strada a una corsa alla sua successione.

Garcia, Inzaghi, Benitez e... Chi si muove?

La panchina del Psg era in testa ai desideri di Antonio Conte la scorsa estate, anche a costo di dover attendere per prenderla in corsa. Come sono andate le cose è storia e oggi Conte è in Figc fino alla fine dell'Europeo del 2016. Possibilità che se ne vada prima? Vicine allo zero, malgrado le voci che vengono messe in giro. In serie A hanno certezze di riconferma giusto Allegri e Mancini, a meno di crash del progetto economico Inter. Poi ci sono quelli che se ne andranno (Benitez, Mihajlovic) e quelli che non sanno ancora come Montella e Inzaghi. Molto dipenderà dalle strategie societarie, ad esempio nel caso del Milan. Montella sembra più convinto che in passato di restare a Firenze, Pippo si gioca tutto negli ultimi due mesi della stagione e alla fine potrebbe anche essere il targhettatore ideale verso la nuova proprietà (e magari fino a Conte nel 2016). Oppure tutto potrebbe cambiare. Mihajlovic lascerà la Samp e il Napoli cerca il dopo-Benitez: Miha, Spalletti e - perché no? - Klopp o un profilo europeo sono nell'agenda di De Laurentiis.

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