RETROSCENA - Kakà, lite col Milan sul taglio di ingaggio? Va negli Usa
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RETROSCENA - Kakà, lite col Milan sul taglio di ingaggio? Va negli Usa
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RETROSCENA - Kakà, lite col Milan sul taglio di ingaggio? Va negli Usa

Galliani abbasserà del 20% tutti gli stipendi a causa della mancata qualificazione in Champions. Il brasiliano non ci sta ed è pronto a trasferirsi nella Mls

Ricardo Kakà e il Milan: un amore calcistico fortissimo e probabilmente indissolubile. Non è un caso che il meglio della propria carriera il trequartista brasiliano l'abbia dato indossando la maglia rossonera. Un rapporto simbiotico con la Milano milanista da parte del campione cresciuto nel San Paolo e che in estate l'ha indotto a lasciare il contratto milionario con il Real Madrid, pur tornare sulle sponde del Naviglio. Una scelta di cuore per la quale ha rinunciato alla metà dello stipendio. Con le Merengues Kakà avrebbe guadagnato dieci milioni netti; mentre a Milano ne percepisce cinque. Il brasiliano ora, però, rischia di vedersi ridotto ulteriormente il proprio ingaggio a causa della mancata partecipazione alle coppe europee.

Il Milan in estate ridurrà del venti per cento gli emolumenti dei propri tesserati per via dell'esclusione alle manifestazioni internazionali. Percentuale ancor più alta per la bandiera milanista in virtù di alcuni bonus legati ai diritti d'immagine. Un'altra riduzione che non appare gradita e consona secondo le valutazione del padre-manager del numero ventidue, Bosco Leite. Non è affatto un caso che le rimostranze si palesino in contemporanea al ritrovato interesse da parte di alcune franchigie americane, che vorrebbero portare negli Stati Uniti l'ex Pallone d'Oro 2007.

Il classe '82 è l'ultima grande icona del Milan vincente rimasta a Milanello; il suo entourage lo sa e per questo non intende avallare riduzioni di stipendio. A costo di possibili bracci di ferro e di avallare i corteggiamenti provenienti dall'MLS. Scenario difficile, ma non impossibile anche se Kakà è stato chiaro: vuole continuare a giocare nel Milan e punta a chiudere la carriera a San Siro. Senza, tuttavia, dover accettare ulteriori tagli al proprio salario, dato che solamente pochi mesi fa, per tornare in Italia, si era dimezzato i compensi.

Con Seedorf i rapporti sono ottimi, tanto che alla vigilia della sfida di domenica a Roma contro la Lazio proprio Kakà ha catechizzato i compagni per cercare di ottenere dalla squadra segnali di risveglio. Atteggiamenti da leader dello spogliatoio, nonchè trascinatore sul campo come evidenziato dalla grande partita disputata all'Olimpico. Kakà non vuole rinunciare al Milan e il club rossonero sa di non poterne fare a meno: per il milioncino che balla da qui a giugno bisognerà trovare una soluzione che accontenti tutti, evitando inutili quanto tediose querelle di mercato.

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