Juve, adesso puoi sognare: l'1-0 è il risultato perfetto
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Juve, adesso puoi sognare: l'1-0 è il risultato perfetto
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Juve, adesso puoi sognare: l'1-0 è il risultato perfetto

Contro il Monaco Allegri raccoglie quello che voleva. E la condizione della squadra non può che migliorare, anche se...

Partendo dal fondo, e cioè dal risultato, quello che emerge è che Allegri ha ottenuto dai primi 90 minuti contro il Monaco ciò che cercava: vittoria e niente gol subiti in casa. La piattaforma ideale su cui costruire la qualificazione alle semifinali di Champions League. Non è il caso di anticipare i bilanci, considerato che i monegaschi si sono rivelati avversario all'altezza e per nulla rassegnati all'eliminazione, però il piano tattico è riuscito alla perfezione. La Juventus ha vinto con merito, seppure grazie a un aiutino del direttore di gara, mostrando varietà di interpretazioni che l'aiuteranno anche nel salotto del Principato tra una settimana. Il Monaco era più pericoloso in trasferta che in casa; lo si era detto alla vigilia e bisogna ribadirlo adesso. Le percentuali di qualificazione per Buffon e compagni sono salite grazie al rigore di Vidal. Sottolinearlo significa implicitamente riconoscere che dalla ruota dello Stadium è uscita la combinazione giusta.

Juve superiore e sempre più a suo agio in Europa

I francesi sono stati pericolosi nel primo quarto d'ora, tanto è durato il momento di difficoltà della Juventus. Sbagliato l'approccio alla gara, come ha ammesso lo stesso Allegri, forse per un'interpretazione non perfetta dal punto di vista tattico. Per qualche minuto si è rivisto l'antico vizio della squadra che aveva fretta di arrivare nell'area avversaria e finiva così per facilitare il compito in chiusura ai difensori. La buona notizia, però, è che il disagio è durato lo spazio di un amen. Allegri ha sistemato i suoi e da lì in poi il copione è stato identico a se stesso: possesso palla, occasioni in numero sufficiente e una blindatura difensiva che, a parte l'iniziale miracolo su Carrasco, ha consentito a Buffon di fare il suo lavoro senza eccessivi patemi. Dopo la sconfitta con il Bayern Monaco di due stagioni fa i bianconeri hanno giocato 12 volte nel loro stadio in Europa: 5 vittorie e 7 pareggi. L'accelerazione imposta in questa stagione dà la misura della crescita come mentalità di gruppo e ambiente.

Il rigore? Non c'era, ma a velocità normale...

Va sottolineato come la vittoria sia arrivata grazie a un errore dell'arbitro Kralovec, tratto in inganno dalla caduta di Morata nell'incrocio su Carvalho. A tradirlo è stato l'assistente Siysko perchè lo sviluppo dell'azione ha costretto il direttore di gara a essere distantissimo dal punto di contatto tra l'attaccante e Carvalho. E anche rivista al replay l'azione ha lasciato qualche dubbio per la presenza di un quasi contemporaneo tocco di gomito sulla schiena di Morata. Insomma la classica chiamata difficilissima. Il Monaco protesta ed è ampiamente comprensibile. La Champions League è la competizione dei dettagli, anche quelli arbitrali.

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L'importanza di Pirlo e Vidal

Il genietto bresciano non giocava da oltre cinquanta giorni. Si era fatto male in occasione della gara d'andata contro il Borussia Dortmund ed è stato rigettato in campo senza alcun rodaggio. Basta guardare l'azione che porta al rigore di Morata per capire come mai Allegri abbia forzato il suo rientro, anche a costo di perdere qualcosa in dinamismo e peso a centrocampo. Pirlo a questi livelli è fondamentale e ora la sua condizione non potrà che crescere, anche se andrà centellinato perché l'infortunio al polpaccio è stato brutto e lungo. Vidal, invece, è in rampa di lancio. Alla vigilia aveva giurato che si sarebbe caricato la squadra sulle spalle e finalmente ha fatto seguire i fatti alle parole. Non è tanto il rigore realizzato, quanto la prestazione combattiva e continua. Grande personalità.

Il lusso di fare a meno di Pogba (e Tevez)

Tutto questo è avvenuto senza Pogba, il cui rientro è ancora lontano, e in un certo senso senza Carlitos Tevez che per una sera non ha recitato il ruolo di protagonista assoluto. L'Apache non è ha vissuto i suoi migliori 90 minuti della stagione, ma la Juve non si è fatta prendere dal panico e ha macinato con calma il proprio gioco. Anche questo è un dato positivo perché toglie un po' il sospetto della Tevezdipendenza che l'andamento stagionale stava alimentando. E' curioso che entrambi, Tevez e Pogba, siano al centro dei dubbi di mercato di Agnelli e Marotta: il primo perché dovrà dire in fretta alla Juve cosa vuol fare e il secondo perché deve essere il club a scegliere come muoversi. Si può essere competitivi anche senza loro e, magari, con adeguati rinforzi e investimenti? La risposta è sì e la notte dello Stadium ha dato qualche segnale importante in questo senso.

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