Italia-Spagna, test per Conte: a che punto è la nazionale?
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Italia-Spagna, test per Conte: a che punto è la nazionale?
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Italia-Spagna, test per Conte: a che punto è la nazionale?

A Udine amichevole in vista di Euro 2016. Misure di sicurezza eccezionali e un formazione nuova per il ct

Mancano 81 giorni al debutto azzurro nell’Europeo di Francia e, mettendo da parte per qualche ora le vicende legate ai timori per la sicurezza e agli attentati, la nazionale di Conte inizia contro la Spagna la fase di avvicinamento alla manifestazione europea. Udine e poi l’amichevole contro la Germania: più di due semplici test per Antonio Conte che è arrivato al momento della sintesi del suo lavoro.

Quanto vale questa Italia? Quali sono le prospettive in Francia? Quanto sarà difficile difendere la finale giocata e persa in Ucraina e Polonia nel 2012? Domande cui cominceremo a rispondere nella nuovissima Dacia Arena che si presenta ufficialmente al mondo con una serata di gala. Gli occhi saranno, però, tutti per gli undici azzurri in campo e per il condottiero in panchina. Conte ha ufficializzato l’addio all’Italia a fine Europeo e ha cominciato a vivere sulla sua pelle le critiche per questa scelta. Anche lui deve dare risposte circa la tenuta psicologica nei mesi che contano della sua avventura a Coverciano.

Contro una grande non vinciamo dal settembre 2014

Il test contro la Spagna interessa molto perché deve anche aiutarci a capire a che punto siamo nel confronto con le grandi nazionali. I due anni di Conte non sono stati convincenti da questo punto di vista, a parte il debutto di Bari contro l’Olanda che ci vide vittoriosi. Quella, però, era una nazionale orange da ricostruire, mentre dopo sono arrivate solo delusioni. L’ultimo crash test a Bruxelles contro il Belgio è finito male nel risultato, ma qualche segnale confortante sul piano del gioco c’è stato.

Contro la Spagna non vinciamo in gare ufficiali addirittura dal 1994 (Mondiali negli Usa, il giorno della gomitata di Tassotti a Luis Enrique) e gli ultimi incroci veri ci hanno detto male: fuori Donadoni ai rigori ad Euro 2008 e la finale di Kiev il 1° luglio 2012 con un 4-0 troppo netto per essere vero. In mezzo c’è stato solo un successo in amichevole firmato Prandelli. La Spagna sta bene e sta costruendo un nuovo ciclo meraviglioso.

Conte e le polemiche sul suo addio

Come prevedibile, l’annuncio dell’addio di Conte alla nazionale dopo l’Europeo ha cambiato il clima intorno al ct. Era tutto chiaro da tempo e si trattava solo di renderlo ufficiale, però il modo in cui Conte lo ha fatto e le sue parole non sono piaciute. Ha definito l’Italia un “garage” in cui è stato parcheggiato a lungo, ha attaccato club e federazione per il mancato rispetto delle promesse dell’estate del 2014 e ha fatto capire si essersi sentito tradito.

Difficile dargli torto se si ripercorre la storia della sua permanenza a Coverciano, ma difficile anche non sottolineare come l’idea di essere un ct diverso da tutti gli altri rischiava molto di essere un’illusione e basta. Adesso il tempo delle parole dei rimpianti è finito e Conte deve essere il primo a rendersene conto.

Intanto Tavecchio sfoglia la margherita e incassa solo dinieghi: dopo Mancini, Ranieri e (da verificare) Capello, ecco il no di Donadoni che resterà a Bologna. Ecco, questo è un tema che deve preoccupare: perché gli allenatori italiani snobbano la panchina dell’Italia?

Contro la Spagna con un inedito 3-4-3

Indisponibili Verratti, Marchisio, Chiellini, Barzagli e Immobile, ecco che Conte ha dovuto pensare a qualcosa di diverso per giocarsela contro Del Bosque. Il ct ha detto di voler sfruttare a pieno l’emergenza di questi appuntamenti amichevoli per testare nuove cose. Sarà una nazionale con il 3-4-3, un po’ per imbottire il centrocampo dove gli spagnoli sono dominanti, un po’ per tentare di sfruttare al meglio le caratteristiche di chi c’è. E’ il caso di Eder e Candreva, che faranno da esterni nel tridente d’attacco con Pellè prima punta.

A centrocampo inizia lo spareggio a quattro per tre posti nell’elenco dei convocati: cominciano Thiago Motta e Parolo, poi toccherà a che a Jorginho che sta convincendo il ct nei giorni d’allenamento a Coverciano. Verratti è sicuro della chiamata, ma dovrà risolvere i suoi problemi fisici. Sulle fasce spazio al solito Giaccherini e a Florenzi, mentre in difesa con Bonucci toccherà ad Astori e Darmian, ma i titolari sono Chiellini e Barzagli e si tratta solo di aspettarne il rientro.

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