Europei 2016: quale modulo per l'Italia di Conte?
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Europei 2016: quale modulo per l'Italia di Conte?
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Europei 2016: quale modulo per l'Italia di Conte?

Pavoletti out, tanti esterni e i dubbi su Thiago Motta e Montolivo. Ecco come potrebbe giocare la Nazionale in Francia

Una lista di 30 nomi, qualche escluso che fa discutere e le perplessità legate allo stato di condizione fisica di alcune pedine importanti. Elenco allungato, quello che Antonio Conte ha presentato dopo la scrematura dello stage a Coverciano e che dovrà cominciare a preparare l'Europeo di Francia. Entro il 31 maggio il ct dovrà consegnare alla Uefa la vera e propria lista con dentro 23 giocatori, il gruppo che ci porterà a difendere il titolo di vice campioni continentali conquistato in Polonia e Ucraina nel 2012.

In mezzo un'amichevole al caldo del sole maltese contro la Scozia (domenica 29 maggio ore 20,45) che servirà per dare ulteriori indicazioni. I ko fisici di Marchisio e Verratti hanno cancellato molte delle certezze del ct in fase di costruzione della squadra. Dalla lista dei 30 - sovradimensionata a causa di qualche malessere che preoccupa - emerge, però, qualche risposta ai dubbi base su come l'Italia andrà ad Euro 2016.

Perché una lista di 30 (+1) giocatori per arrivare a 23?

La risposta a questa domanda è semplice e, purtroppo, brutale al tempo stesso. Le pessime condizioni fisiche di Montolivo, uscito malconcio dalla finale di Coppa Italia, e Thiago Motta, che ha saltato quella di Francia col Psg, non lasciano sereno Conte. Il rischio di perderli è concreto e così il ct si è cautelato chiamando anche Jorginho e Sturaro che rappresentano le alternative in caso di forfait.

Ci sono, dunque, almeno un paio di nomi in più che saranno poi lasciati a casa per l'ultima fase della spedizione. E c'è anche il ritorno di De Rossi che ha convinto nei test fisici dello stage e ha il vantaggio di poter occupare quella posizione mettendoci tutta l'esperienza accumulata in carriera. Difficile che resti fuori lui, più credibile che il ballottaggio sia a quattro con i giocatori prima citati, anche se considerare Jorginho una semplice alternativa, lui che è stato il miglior centrocampista della serie A per rendimento nell'ultima stagione, può essere limitativo.

Perché così tanti esterni?

Conte ne ha chiamati 6 su 30, egualmente distribuiti tra giocatori con propensioni offensive e altri più portati alla difesa. Considerato che dietro ha scelto di puntare su Rugani, evidentemente convincente in questo finale di stagione, non si può escludere che abbia in mente di ripartire dal blocco Juve e dal modulo che lo ha reso grande a Torino. Potrebbe essere un 3-5-2 con qualche variante e proprio per questo ha avuto bisogno di non rinunciare alle alternative sulle fasce.

Certo, i profili dei chiamati sono differenti l'uno dall'altro e non tutti sono perfettamente adattabili a sostenere lo sforzo richiesto nel 3-5-2. Però è indubbio che, difesa a parte, uno dei pochi settori dove non piangiamo miseria tecnica è proprio questo. Logico, insomma, che il ct pensi di valorizzarlo. Non sono escluse, ovviamente, variazioni sul tema. La difesa a quattro è possibile con questa rosa, meno l'idea di giocare con le tre punte che la nazionale ha dimostrato di faticare a reggere soprattutto nel confronto con le big.

Perché ha bocciato Pavoletti?

Una conferma indiretta arriva anche dalla bocciatura di Pavoletti che ha perso il ballottaggio con Immobile. La chiave di lettura è duplice: da una parte c'è la volontà di proseguire con il gruppo che ha portato la nazionale all'Europeo disputando un buon girone, dall'altro la certificazione che agli attaccanti verrà chiesta una partecipazione al gioco più complessa della semplice rifinitura. Dove, va ricordato, scarseggiamo visto che i 5 chiamati hanno messo a segno insieme 19 gol nell'anno solare 2016. Una miseria.

Pavelotti poteva essere la chiamata che spessa gli equilibri, affidandosi al suo estro e allo stato di grazia. Però era anche un giocatore da inserire in meccanismi comunque collaudati. Aver giocato poco è costato, invece, l'Europeo a Gabbiadini che altrimenti avrebbe fatto molto comodo a Conte.

Perché fuori Giovinco?

Nel primo anno di Conte sulla panchina della nazionale Sebastian Giovinco ha messo insieme 6 presenze, di cui 5 da titolare. Poi a ottobre 2015 si è eclissato e non c'è più stato. Le ragioni? Fondamentalmente il ct non ritiene quello nordamericano un campionato allenante a sufficienza e compatibile con i ritmi europei. L'avviso ai naviganti era stato lanciato alla vigilia di questa stagione e poi ancora in dicembre. Era diretto a Pirlo, ma non solo.

Il regista di Flero chiude qui la sua carriera in nazionale. Dal 2004 al 2014 è sempre stato presente e al centro dei progetti tattici dei suoi allenatori in azzurro: 6 splendide avventure, piene di soddisfazioni. Conte, però, non poteva permettersi di cedere alla riconoscenza e ha valutato le condizioni fisiche di Pirlo in manira fredda e distaccata.

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