Il lato rosa del motor sport
Il lato rosa del motor sport
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Il lato rosa del motor sport

Poco numerose e poco considerate; le donne nel mondo dei motori sarebbero questo. Ma poi...

Questo è un argomento che potrà sembrarvi banale, eppure è tra le domande che più mi vengono poste da quando ho cominciato a correre in macchina, e quindi a vivere gran parte del mio tempo in un ambiente prettamente maschile.

È vero che siamo nel 2014, e sicuramente fra voi lettori c'è qualcuno che non la pensa così, ma guardando la realtà dei fatti, in molti casi noi donne veniamo in qualche modo sottovalutate, perchè ritenute più deboli rispetto agli uomini.

Parlando con altre donne, impegnate nelle più diverse professioni, mi sono resa conto che questo fenomeno capita molto più spesso di quanto si pensi. Ma non fraintendetemi, non sono qui a fare la vittima o a colpevolizzare qualcuno a proposito, mi limito a raccontare un dato di fatto, risultato dell'innegabile differenza che c'è tra uomo e donna. Non siamo uguali e mai lo saremo.

Inutile quindi soffermarmi sul fatto che solitamente gli uomini non gradiscono sì nessun sorpasso, ma in particolare i miei, non amano il fatto che a volte possa essere più veloce di loro, e raccontano ogni genere di scusa per giustificarsi quando ciò accade. Perchè non solo vivo in mezzo a loro e pratico la stessa attività, bensì sono una diretta concorrente, se io vinco, loro perdono. E chi li biasima? Io mi arrabbierei da morire!

"Fino a quando dagli altri sentirai solo complimenti, vuol dire che non stai andando abbastanza forte, ma quando ti insulteranno e parleranno male di te, allora sì, vorrà dire che hai cominciato a cavartela...". Questo è quello che mi disse mio padre la prima volta che ci rimasi male dopo aver ascoltato un commento maligno su di me; forse non ha tutti i torti, o per lo meno a me piace pensarla così.

Ho scritto poco fa che uomini e donne sono diversi, profondamente diversi, il che spiega perché nel mondo del motorsport non ci siano tante donne pilota, e perché, quando ci sono, difficilmente raggiungano risultati di rilievo.

Il motorsport è uno sport estremo, "motorsport is dangerous" si dice in giro, e come tale credo sia normale che non risulti gettonatissimo dall'universo femminile.

L'uomo è più spericolato, ama lasciarsi andare e considera divertente una situazione che una donna facilmente considera pericolosa, poichè fuori dal proprio controllo. Quello che ho potuto constatare in questi anni infatti, è che l'uomo va il più delle volte in cerca di adrenalina, la donna invece tende ad evitarla, perché tutta quell'agitazione la disturba.

Dopodiché, c'è l'eccezione che conferma la regola, tipo la sottoscritta, e altri rari (ma non rarissimi) casi. Per fare questo mestiere, per amare questo sport e per avere successo nelle corse, bisogna per forza avere un pochino di quell'invidiabile lato maschile, che tende verso la ricerca di emozioni forti, che consente di vivere tutto in maniera un po' più leggera, un po' più pura e meno costruita, ma che soprattutto consente loro di seguire il proprio istinto, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze o del giudizio altrui.

D'altra parte noi mettiamo testa e cuore in tutto ciò che facciamo, non lasciamo nulla al caso, ricerchiamo la perfezione, poniamo attenzione in ogni nostra mossa e cerchiamo di avere tutto sotto il nostro controllo.

Conclusione di tutto ciò è che è vero che il motorsport è forse più adatto agli uomini perché si sposa meglio con le caratteristiche della mente maschile, e quindi noi donne, se vogliamo vincere, abbiamo tanto da imparare da loro. Ma quello che sicuramente risulta meno scontato, per non dire sorprendente, è che anche un uomo, per andare forte senza commettere errori, da una donna avrebbe molto da imparare.

A dir la verità, ora che rileggo quello che ho scritto, sinceramente neanche io avrei pensato di arrivare ad una conclusione simile!

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